Le tre teste di Modigliani: beffa alla storia dell’arte

Le tre teste false di Modigliani. Livorno

Amedeo Modigliani, noto anche come Modì, fu un pittore e scultore italiano. Fuggì dall’Italia e dalla sua Livorno perché non apprezzato e spesso deriso dai suoi conterranei.

Si trasferì a Parigi dove morì a soli 35 anni. Il suo percorso artistico lo ha visto genio creativo dallo stile unico, eclettico e capace di cogliere l’essenza dei suoi soggetti. Un artista di spessore molto valutato in patria solo dopo la sua morte. 

Alla ricerca di Modigliani: dall’esposizione al Fosso Reale 

A cento anni dalla sua nascita Livorno decide di dedicargli una mostra. A curarne i dettagli Dario e Vera Durbè, entrambi professionisti stimati del mondo dell’arte.
Lui direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, lei direttrice del Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Villa Maria a Livorno.

Proprio Villa Maria sarà scelta come location per celebrare il centenaio. L’evento procede nel peggiore dei modi, poche opere esposte e poco pubblico.
Vista la situazione Vera Durbè si ritrova a voler dar credito ad una vecchia leggenda secondo la quale nel 1909 Modigliani gettò nel Fosso Reale alcune delle sue sculture.

La direttrice afferma di “sentire” la presenza di quelle opere e una volta ottenute tutte le autorizzazioni iniziano i lavori di ricerca.
Quest’operazione mise nei livornesi, e non solo, molta curiosità. Tutti nei pressi del fosso reale a seguire i lavori.

I giorni passavano e il disincanto prese il posto dell’entusiasmo dei primi giorni. Nessuna scultura ritrovata. Ancora una volta Livorno si prendeva gioco del suo artista.

“Colpi di teste” lo scherzo che ha fatto rabbrividire l’arte

Le ricerche continuavano ad essere infruttuose e i luoghi della dell’indagine furono ben presto abbandonati. È in questo clima che 3 amici Luridiana, Ghelarducci e Ferrucci, decidono di mettere in piedi uno scherzo.

Si procurano martello e trapano elettrico e scolpiscono la “loro” testa di Modigliani. 
Approfittando dell’assenza dei livornesi, tutti a mare per l’afa imperante, e gettano la testa nel Fosso Reale.

Non avevano la minima idea di quello che sarebbe successo, o meglio non lo avrebbero mai immaginato. Erano certi che in pochissimo tempo tutti si sarebbero accorti della falsità dell’opera. Ma non fu così.

La mattina seguente nel Fosso Reale fu ritrovata una testa scolpita ma non era quella dei tre ragazzi. Sgomento.
I ragazzi pensarono subito che fosse una di quelle autentiche ma ben presto si scopre che così non è. Autore di quella scultura è Angelo Froglia.

Nel primo pomeriggio viene ritrovata un’altra testa. Questa è quella che hanno realizzato i tre ragazzi, certi che da li a poco la beffa sarebbe stata smascherata.

Ma nessuno parla di burla. Dai tg, all’opinione pubblica, ai critici d’arte tuti parlano di opere originali. 
Anche la stampa internazionale è attirata dal ritrovamento, Vera Durbè è in estasi: “La prima (scultura) è la più bella, nobilissimo il naso, la seconda pare un dipinto”. Le fanno eco diversi personaggi del mondo dell’arte.

Sono in pochi a sollevare qualche dubbio sulla paternità dell’opera. 
Pochi giorni dopo salta fuori una terza testa (anch’essa falsa) e il mondo dell’arte è in delirio.
I tre “ritrovamenti” vengono esposti a VIlla Maria e i fratelli Durbè annunciano al mondo l’uscita di un nuovo catalogo di presentazione delle opere. 

Finale a sorpresa

Passano i giorni e i 3 ragazzi iniziano a chiedersi se era il caso di uscire allo scoperto.
Decisero di rilasciare un’intervista al direttore di Panorama (parente di uno dei giovani). “Panorama usciva sempre di lunedì – ricorda Luridiana – sfortuna ha voluto che la domenica precedente all’uscita dell’intervista era stata programmata l’esposizione aperta al pubblico di tutte queste sculture ritrovate”.  

Il giorno dopo va in edicola Panorama e tutto cambia. Il mondo dell’arte è in subbuglio.
Alcuni pensano che stiano raccontando delle bugie. Per questo motivo Luridiana e i suoi amici si trovano costretti a dare le prove della loro azione.

Qualche giorno dopo anche Angelo Froglia ammette di essere l’autore delle altre due teste.
La mostra chiude i battenti. È un fallimento completo. 
Le polemiche si sono susseguite negli anni e ad oggi quello dei tre ragazzi resta la beffa più grande per il mondo dell’arte. 

 

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