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Ecce Puer di Medardo Rosso: l’analisi dell’opera
Ecce Puer di Medardo Rosso è una delle ultime sculture concepite dall’artista, ed è un’opera che ha rivoluzionato l’arte del XX secolo.
Vi è qui ritratto Alfred William Mond, il figlio di Emile Mond, un imprenditore che ospita Medardo Rosso a Londra durante la sua partecipazione alla International Society of Sculpture. L’opera viene realizzata nel 1905 e raffigura il piccolo di cinque anni che incarna il simbolo dell’innocenza. I genitori si rifiutano però di pagare il ritratto commissionato, poiché per loro poco somigliante al figlio. Lo scultore qui infatti giunge ad esiti vicinissimi all’astrazione: il viso del fanciullo è appena abbozzato, i contorni si dissolvono, e il volto pare fuoriuscire dalla materia come fosse una sostanza liquida. Le forme sono sfuggevoli e la superficie irregolare, perseguendo una ricerca volta alla smaterializzazione della materia.
La fusione di spazio, tempo e figura
Le figure non appaiono mai isolate e definite, poiché lo scultore riesce ad inserire la raffigurazione dello spazio e del tempo all’interno della scultura, che divengono parte della materia stessa. Infatti nell’opera l’artista fonde spazio, tempo e figura; corpo e anima. Grande attenzione vi è anche per l’aspetto emotivo e psicologico del soggetto, dimostrando una forte sensibilità.
Queste ricerche di Medardo Rosso, iniziate tra l’ambiente scapigliato di Milano e l’impressionismo francese, saranno fondamentali per le indagini di Umberto Boccioni e i futuristi. Altra protagonista è la luce, di cui ne studia gli effetti a contatto con la materia.
La scultura impressionista di Medardo Rosso
L’opera nasce come ritratto, ciò che per natura dovrebbe rivelarsi somigliante, ma che in questo caso non lo è affatto. Il lavoro nasce infatti da un’improvvisa apparizione fugace del soggetto e dall’impressione che suscita sullo scultore. Nell’opera Medardo Rosso comunica un manifestarsi simultaneo di impressioni ed espressioni diverse. La sensazione non è dissimile infatti da quella di un’istantanea fotografica. Per decenni si è discusso sulla paternità della scultura impressionista tra Auguste Rodin e Medardo Rosso, e probabilmente è a quest’ultimo che ne va dato il riconoscimento.
Ecce Puer: la rappresentazione dell’innocenza
Il lavoro viene esposto per la prima volta nel 1906 al Salon d’Automne di Parigi e poi alla Eugene Cremetti Gallery di Londra, col titolo Portrait de l’enfant Mond: impression, ma sarà solo dal 1910 alla mostra dell’impressionismo tenutasi a Firenze che viene presentata con il titolo Ecce Puer. Medardo Rosso definisce il ritratto una “visione di purezza”, infatti il lavoro rappresenta l’innocenza e lo stupore che una giovane creatura può provare di fronte al mondo.
Il significato latino di “ecco il fanciullo” acquista qui una simbologia più profonda. L’opera viene infatti connotata di una valenza spirituale e cristiana, portando all’estrema rarefazione il dato visibile. Questa scultura ottiene molto successo tanto che ne esistono diverse versioni sia in gesso che in cera che in bronzo, conservate nei più importanti musei del mondo.


