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Le illustrazioni di Alberto Martini: L’uomo della folla di Edgar Allan Poe. L’analisi dell’opera
Le illustrazioni di Alberto Martini: L’uomo della folla di Edgar Allan Poe costituiscono uno dei lavori più interessanti nella produzione dell’artista. Egli realizza 105 disegni tra il 1905 e il 1908, completando il corpus delle illustrazioni nel 1936.
L’arte di Martini è visionaria, enigmatica, legata al simbolismo e precorritrice del surrealismo. Affascinato dalle opere di artisti nordici, approfondisce le atmosfere di Henrich Füsli, William Blake, e lo stile di Dürer, Aubrey Vincent Beardsley e Felicien Rops. L’incontro con Edgar Allan Poe era quindi inevitabile.
L’arte dell’illustrazione
L’artista dopo l’esordio come pittore, si interessa alla tecnica dell’illustrazione in bianco e nero, eseguendo le illustrazioni per la Divina Commedia di Dante Alighieri e per l’Amleto di Shakespeare. I racconti di Edgar Alla Poe stimolano però l’immaginazione e la creatività dell’artista, portandolo a creare illustrazioni senza precedenti.
Alberto Martini legge la traduzione in francese del testo di Poe redatta da Baudelaire, una scelta che conferma e attesta la sua appartenenza al clima decadente di fine secolo.
L’uomo della folla: il racconto di Edgar Allan Poe
L’illustrazione qui trattata raffigura il racconto L’uomo della folla, pubblicato nel 1840. Un testo in parte atipico nella produzione dello scrittore, privo di ambientazioni noir. A trasmettere inquietudine e angoscia è il messaggio che emerge nella narrazione. Nel brano infatti Poe affronta la tematica altrettanto conturbante della solitudine e dell’alienazione umana. Il protagonista è seduto in un caffè londinese e osserva i vari passanti che percorrono quel tratto di strada. Riesce a intuirne la condizione sociale e il mestiere di tutti, tranne di un uomo anziano che quindi suscita il suo interesse. Decide allora di seguirlo, vagando per le strade di Londra senza mai fermarsi allo scoccare delle 24 ore, rendendosi conto che l’anziano signore non arresterà mai la sua camminata perché ha paura della solitudine e preferisce perdersi nella folla, diventando parte di essa.
La città moderna: tra innovazione e alienazione
Nell’illustrazione Martini inserisce la vena spettrale nella figura del vecchio con l’orologio, un probabile truffatore. Attorno a lui una serie di figure maschili e femminili che si perdono tra le vie londinesi, nascosti nella notte, illuminati dai lampioni a gas, simbolo della città moderna. A tagliare la scena una figura di un uomo che si confonde tra la moltitudine di persone. È lui il nostro protagonista: l’uomo della folla.


