Maternità di Gaetano Previati

Maternità di Gaetano Previati raffigura una donna con un bambino circondata da angeli eterei. Il pittore reinterpreta l'iconografia cristiana della Madonna con il bambino con un'accezione laica, rievocandone però il misticismo attraverso il colore e la luce.
Gaetano Previati, Maternità (Fonte: D. Tummiati, Artisti contemporanei: Gaetano Previati, 1901, Vol. XIII, n. 73, p. 015)

Maternità di Gaetano Previati: analisi dell’opera

Maternità di Gaetano Previati è un’opera-manifesto del Divisionismo e della produzione dell’artista.
Esposta alla Triennale di Brera nel 1891 provoca immediatamente violenti critiche, sia dal punto di vista stilistico che iconografico, rivoluzionando l’uno e l’altro. Il pittore viene inoltre accusato di non essere in grado di disegnare.

Maternità: una reinterpretazione laica della Madonna con il bambino

La composizione è divisa in due dal tronco di un albero di arancio. Sulla sinistra appoggiata di schiena vi è una madre con un bambino, raffigurata nell’atto di allattarlo. Attorno a lei una cerchia di angeli eterei.
Previati reinterpreta in maniera laica e simbolista un tema iconografico fortemente radicato nella cultura europea. Infatti tende a normalizzare e semplificare un soggetto, quello della Madonna con il bambino, che per secoli ha rispettato una medesima tradizione iconografica. Qui invece Maria è semplicemente una madre, così come Gesù è solo un bambino. Sono gli angeli a conferire la dimensione religiosa, spirituale al dipinto. Ruolo fondamentale qui gioca la pennellata e il colore. Le figure infatti paiono evanescenti, smaterializzate dalla luce, conferendo quell’aurea di divino e mistico alla composizione.

Il divisionismo di Gaetano Previati: scienza e simbolismo

Gaetano Previati ricopre il ruolo di teorico del gruppo divisionista. Nel 1905 pubblica La tecnica della pittura, e l’anno seguente, I principi scientifici del divisionismo. Qui espone e rielabora le conoscenze raggiunte nell’ambito delle scienze ottiche sui comportamenti della luce e del colore e i meccanismi della visione, partendo dalle analisi di Chevreul e Rood. L’artista però connette queste ricerche alle suggestioni simboliste, in linea con le tendenze europee, fondendo sacro e profano, soggettivo e universale. La tecnica divisionista qui perde infatti quell’accezione puramente scientifica e diventa funzionale a un riferimento ideale, benché estetico. Pennellate filamentose creano sintesi di colore e linea, con lo scopo di raggiungere l’immaterialità di visioni ideali. Infatti il pittore dà la sensazione di raffigurare immagini della mente. Il simbolismo è presente anche nell’uso dei gigli bianchi, allusione alla purezza della vergine, e gli anemoni violetti, prefigurazione del sacrificio di Cristo.

Maternità a confronto: Previati e Segantini

Il pittore sceglie una tela dal formato particolare, stretto e lungo, in accordo con un’altra opera esposta nella stesa sala della rassegna di Brera: Le due madri di Giovanni Segantini. Altro lavoro che riscuote critiche e che affronta la stessa tematica della maternità, ma da un punto di vista completamente diverso, quale sentimento universale che avvicina il mondo umano a quello animale. Infatti nell’opera di Segantini si perde quell’aura mistica che avvolge la madonna con il bambino di Previati, per condurre i due soggetti all’interno di una stalla accanto ad una mucca e il suo vitello.

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