Vagaggini Memo

Vagaggini Memo

Memo Vagaggini (Santa Fiora, 1892 – Firenze, 1955), nato in Maremma, proprio sotto il Monte Amiata, si avvicina al disegno e alla pittura sin da bambino. La sua formazione avviene da autodidatta: ha come unica fonte di ispirazione la natura, osservata e riportata su tela con fedeltà e con una personalissima interpretazione.

Vannutelli Scipione

Vannutelli Scipione

Scipione Vannutelli (Genazzano, 1834 – Roma, 1894) nasce da una famiglia dell’aristocrazia che lo indirizza agli studi classici. Ben presto però Vannutelli intraprende la strada della pittura divenendo allievo di Tommaso Minardi per poi frequentare lo studio del viennese Carl Wurtzinger.

Vanotti Alessandro

Vanotti Alessandro

Alessandro Vanotti (Milano, 1852 – Bollate, 1916), laureato in Ingegneria a Milano, decide di cambiare strada per intraprendere la carriera artistica. Non frequenta alcuna accademia, ma si forma da autodidatta, specializzandosi nel ritratto, ma anche in veriste scene di genere dalla valenza sociale.

Varni Antonio

Varni Antonio

Antonio Varni (Genova, 1839 – Sampierdarena, 1908) sin da giovane, decide di seguire le orme del padre pittore. Si iscrive nel 1853 all’Accademia Lingustica di Genova e, ottenuta la “Pensione Durazzo” nel 1863, completa la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Vellan Felice

Vellan Felice

Felice Vellan (Torino, 1889 – 1976) si forma all’Accademia Albertina e in un secondo momento frequenta lo studio di Giovanni Guarlotti. Dal maestro eredita la predilezione per il genere del paesaggio, ritraendo soprattutto vedute piemontesi agresti e montane.

Venturi Roberto

Venturi Roberto

Roberto Venturi (Milano, 1846 – Brescia, 1883), proveniente da una famiglia facoltosa, si avvia agli studi letterari. In un secondo momento, dopo aver dimostrato doti disegnative, si iscrive all’Accademia di Brera nel 1860 e la termina nel 1870.

Vercelli Giulio Romano

Vercelli Giulio Romano

Giulio Romano Vercelli (Marcoregno, 1871 – 1951) è figlio di un poeta di Marcoregno, in provincia di Torino. Si avvicina all’arte da autodidatta e non frequenterà mai nessuna accademia. Molto giovane si imbarca per l’America Latina visitando il Brasile, l’Argentina e l’Uruguay.

Vernazza Angelo

Vernazza Angelo

Angelo Vernazza (Sampierdarena, 1869 – Genova, 1937) mostra una spiccata propensione per il disegno sin dalla tenera età. Studia quindi pittura all’Accademia Lingustica di Genova nella seconda metà degli anni Ottanta. Con il trasferimento a Firenze dovuto ad una borsa di studio, completa la sua formazione frequentando il conterraneo Nicolò Barabino.

Vertunni Achille

Vertunni Achille

Achille Vertunni (Napoli, 1826 – Roma, 1897) nasce da una famiglia nobile napoletana. Si dedica inizialmente agli studi matematici per volere dei genitori, ma mostre una forte propensione per il disegno. Così viene iscritto all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia paesaggio al seguito di Gabriele Smargiassi, e di Salvatore Fergola e figura con Giuseppe Bonolis.

Veruda Umberto

Veruda Umberto

Umberto Veruda (Trieste, 1868 – 1904), nato in una agiata famiglia borghese, manifesta precocemente l’attitudine alla pittura. Prima studia a Trieste, ma ben presto i genitori lo iscrivono all’Accademia di Monaco di Baviera, dove rimane dal 1884 al 1886.

Vervloet Frans

Vervloet Frans

Frans Vervloet (Malines, 1795 – Venezia, 1872) dimostra subito una chiara propensione per l’arte, essendo cresciuto in una famiglia di pittori. Studia insieme al fratello presso l’Accademia di Belle Arti di Malines in Belgio, dove esordisce come paesista e pittore prospettico

Vianelli Achille

Vianelli Achille

Achille Vianelli (Porto Maurizio, 1803 – Benevento, 1894) nasce in Liguria da un console veneto e da una nobile francese. Il pittore mantiene il cognome di origine francese Vianelly fino al 1845, poi sceglie di italianizzarlo in Vianelli.

Vianelli Alberto

Vianelli Alberto

Alberto Vianelli (Cava dei Tirreni, 1841 – Benevento, 1927) viene introdotto alla pittura da Giacinto Gigante e dal padre Achille Vianelli, entrambi paesaggisti della Scuola di Posillipo. Seguendo la strada dei due grandi maestri, comincia a dipingere i primi paesaggi.

Vianello Cesare

Vianello Cesare

Cesare Vianello (Venezia, 1862 – dopo il 1915) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1874 al 1881. È allievo di Giacomo Favretto che lo introduce alla pittura di genere di ambientazione veneziana. I suoi temi prediletti sono aneddotiche scenette che si svolgono in interni di antiquari o di umili case.

Viani Alberto

Viani Alberto

Alberto Viani (Quistello di Mantova, 1906 – Venezia, 1989) studia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia al seguito di Eugenio Bellotto. Il maestro è uno scultore personalissimo e studioso meticoloso delle anatomie umane.

Viani D’Ovrano Mario

Viani D’Ovrano Mario

Mario Viani D’Ovrano (Torino, 1862 – 1922) viene inizialmente indirizzato dalla famiglia agli studi universitari, ma il giovane esprime la volontà di studiare pittura. Prima di iscriversi all’Accademia, frequenta il pittore di genere Celestino Turletti e poi il paesaggista Federico Pastoris.

Viani Lorenzo

Viani Lorenzo

Lorenzo Viani (Viareggio, 1882 – Ostia, 1936) cresce nell’ambiente povero e difficile del porto di Viareggio. Ancora molto piccolo, viene espulso dalla scuola elementare perché intollerante alle regole. Inizia a lavorare presso un barbiere come garzone, ma proprio questo ambiente gli permetterà di avvicinarsi alle idee socialiste e anarchiche.

Viazzi Cesare

Viazzi Cesare

Cesare Viazzi (Alessandria, 1857 – Predosa, 1943) si trasferisce presto a Novi Ligure con la famiglia. Qui comincia a dedicarsi alla pittura frequentando lo studio di un artista locale. Secondo le fonti, ancora giovane, vince il pensionato a Roma, dove si iscrive all’Accademia di San Luca. La sua formazione continua poi presso l’Accademia Linguistica di Genova.

Vighi Coriolano

Vighi Coriolano

Coriolano Vighi (Firenze, 1846 – Bologna, 1905) nasce da una famiglia borghese di Bologna trasferitasi a Firenze. Nel 1854 ritorna nella città di origine dei genitori iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti. Frequenta la scuola di paesaggio e si specializza ben presto in questo genere. Riceve diversi premi alle Esposizioni, quando è ancora studente, anticipando il grande successo di pubblico che otterrà sia in Italia che all’estero.

Villa Aleardo

Villa Aleardo

Aleardo Villa (Ravello, 1865 – Milano 1906) si forma presso l’Accademia di Brera, sotto la guida di Giuseppe Bertini (1825-1898) e di Bortolomeo Giuliano (1825-1909). Dopo i primi anni di studio, si specializza nella realizzazione di ritratti prevalentemente femminili, denotati da raffinatezza e sensualità. Si dedica anche a scene di genere dal gusto mondano, avallando le richieste di mercato.

Villani Gennaro

Villani Gennaro

Gennaro Villani (Napoli, 1885 – Milano, 1948) studia dal 1901 al 1907 all’Accademia di Belle Arti di Napoli seguendo i corsi di Michele Cammarano. È inevitabilmente introdotto al sincero naturalismo partenopeo insieme ai compagni di corso Edgardo Curcio ed Eugenio Viti. Questi tre artisti rappresentano in un certo senso il rinnovamento della pittura napoletana di inizio Novecento.

Vinea Francesco

Vinea Francesco

Francesco Vinea (Forlì, 1845 – Firenze, 1902) si trasferisce a Firenze in tenera età e a quattordici anni viene iscritto dalla famiglia all’Accademia di Belle Arti. Vi segue corsi Enrico Pollastrini (1817-1876), ma si allontana molto presto dalla pittura romantica per divenire rappresentante della pittura di genere in costume.

Vinzio Giulio Cesare

Vinzio Giulio Cesare

Giulio Cesare Vinzio (Livorno, 1881 – Milano, 1940) si forma al seguito di Enrico Banti (1867-1899), paesaggista e pittore di genere. Il trasporto che ha verso il suo allievo lo porta a lasciargli una piccola eredità in denaro, poco prima della sua morte prematura. Così, grazie a questa pensione consegnatagli dai parenti di Banti, Vinzio si trasferisce a Firenze.

Viotti Giulio

Viotti Giulio

Giulio Viotti (Casale Monferrato, 1845 – Torino, 1878) si forma presso l’Accademia Albertina di Torino, per poi completare la sua formazione a Roma. Qui si avvicina al pittore spagnolo Mariano Fortuny che lo influenza nella scelta dei temi di matrice orientalista, ma anche di ricostruzione storica. Si perfeziona nell’impiego sia dell’olio che dell’acquarello.

Visconti Eliseu

Visconti Eliseu

Eliseu Visconti (Giffoni Valle Piana, 1866 – Rio de Janeiro, 1944) artista italiano con il nome originale di Eliseo D’Angelo Visconti, trasferitosi dalla provincia salernitana in Brasile, è considerato, nel paese sud americano, uno dei maggiori rappresentanti della pittura e della decorazione nazionale della prima metà del Novecento.

Viti Eugenio

Viti Eugenio

Eugenio Viti (Napoli, 1881 – 1952) si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Vincenzo Volpe.  Il maestro lo introduce alla tradizione pittorica partenopea del secondo Ottocento. I principali autori cui si accosta negli anni di studio sono Antonio Mancini e Michele Cammarano.

Viviani Raul

Viviani Raul

Raul Viviani (Firenze, 1883 – Rapallo, 1965) si trasferisce da piccolo con la famiglia a Milano. Ancora molto giovane, nel 1898, si iscrive all’Accademia di Brera, dove studia sotto la guida di Giuseppe Mentessi. Contemporaneamente frequenta la scuola di nudo della Famiglia Artistica.

Vizzotto Alberti Giuseppe

Vizzotto Alberti Giuseppe

Giuseppe Vizzotto Alberti (Oderzo, 1862 – Venezia, 1931) si forma inizialmente sotto l’ala del padre, decoratore di interni, molto apprezzato in area veneta. Dal 1880 si iscrive all’Accademia di Venezia e vi rimane molto probabilmente fino al 1886, ricevendo anche numerosi riconoscimenti.

Volpe Vincenzo

Volpe Vincenzo

Vincenzo Volpe (Grottaminarda, 1855 – Napoli, 1929) ha come primo maestro di disegno il fratello ritrattista Angelo. Nel 1871 riesce ad iscriversi all’Accademia di Napoli, frequentando prima la classe di scultura poi quella di pittura. Ha come insegnante Domenico Morelli (1826-1901), figura cruciale per la sua formazione.

Volpes Pietro

Volpes Pietro

Pietro Volpes (Palermo, 1830 – ?) si forma a Palermo prima sotto la guida di Giuseppe Patania e poi con Andrea D’Antoni. Nel 1848 prende parte alla Rivoluzione siciliana. Il Governo Borbonico, per questo motivo, non gli consente di compiere l’alunnato a Roma.

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