Agricola Filippo

Filippo Agricola - Cristo giovane, 1814. Olio su tavola, 44,2 x 33,6 cm
Cristo giovane, 1814 (dettaglio). Tecnica: Olio su Tavola

Biografia

Filippo Agricola (Roma, 1795-1857) è figlio del pittore Luigi Agricola, del quale segue subito gli insegnamenti. Si forma all’Accademia di San Luca di cui diventa accademico nel 1821. Riceve ben presto molte committenze ufficiali.

Nel 1830 viene scelto come consigliere della Società degli Amatori e Cultori di belle Arti. Dal 1830 al 1836 l’Accademia di San Luca lo nomina censore per la classe di pittura e nel 1839 diventa titolare della cattedra della stessa disciplina.

La carriera all’interno dell’Accademia prosegue per diversi anni, fino a quando, nel 1853, ne viene eletto presidente. Nel frattempo, nel 1843 ottiene la carica di ispettore generale delle Pitture Pubbliche di Roma, dopo le dimissioni di Vincenzo Camuccini (Roma, 1771-1844). Muore a Roma nel 1857.

I corsi accademici di Gaspare Landi e Vincenzo Camuccini

Dopo aver fatto tesoro degli insegnamenti del padre, nel 1810 si iscrive all’Accademia di San Luca seguendo i corsi di Gaspare Landi (Piacenza, 1756-1830) e di Vincenzo Camuccini. Grazie al dipinto Mario sulle rovine di Cartagine vince la pensione triennale del concorso Canova.

Da Raffaello a Canova le influenze artistiche

Per un anno, grazie al pensionato, si dedica allo studio di Raffaello a Roma e alla fine del percorso esegue su tavola una mezza figura di Giovane che nel 1816 dona a Antonio Canova (1757- 1822), scultore amato e ammirato.

Quest’ultimo, notando il talento del ragazzo, decide di ricompensarlo con un pagamento di quaranta monete che gli possa permettere di ampliare ancor di più i suoi studi di pittura.

L’invito del Canova

Ma non è tutto, perché nel 1816 Canova lo invita presso il Museo Chiaramonti per affrescare la V lunetta dedicata alla Fondazione del Museo. Pochi anni dopo tra il 1821 e il 1822, affresca insieme al padre il San Tommaso nella Cappella Paolina al Quirinale.

Opere di Filippo Agricola

La pittura di storia

Agricola, dopo diversi lavori realizzati insieme al padre e dopo essersi dedicato alla ritrattistica su commissione, nel 1821 viene nominato accademico di San Luca.

Per i due anni successivi riceve una committenza dalla duchessa di Sagan, per la quale realizza le coppie più importanti della letteratura italiana: Petrarca e Laura del 1820; Dante e Beatrice nel 1822; Tasso ed Eleonora del 1823; Ludovico Ariosto e Alessandra nel 1823. Le tavole riscuotono subito un gran successo sia di critica che di pubblico.

Committenze private e pubbliche

La Vergine in atto di adorare il Figliuolo, viene commissionata ad Agricola dal marchese Gian Giacomo Trivulzio, nel 1830. Dagli anni Trenta comincia a ricevere cariche ufficiali, ma non smette mai di dipingere, sia per committenti privati che pubblici. Nel 1832 Gregorio XVI gli commissiona la tela per la Basilica Ostiense de L’Assunta, portata a termine nel 1840.

I fratelli Torlonia invece gli richiedono la realizzazione di un Cristo tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista per l’altare maggiore della Basilica Lateranense. Riceve diverse committenze anche dall’estero, ad esempio dal granduca di Russia e dal re di Wurtemberg.

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