Ajmone Lidio

Lidio Ajmone. Costa ligure - Tecnica: Olio su Tela, 42 x 33 cm
Costa ligure. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Lidio Ajmone (Coggiola, 1884 – Andezeno, 1945), figlio di un notaio della provincia di Vercelli, a nove anni si trasferisce con la famiglia a Torino. Compiuti gli studi classici, vista la sua propensione verso la pittura, nel 1902 si iscrive all’Accademia Albertina di Torino. Successivamente frequenta lo studio di Vittorio Cavalleri (1860-1938), ereditandone la passione per le vedute piemontesi.

Ben presto infatti emerge la sua sincera attitudine nei confronti della pittura di paesaggio, trattata con disinvoltura e sapienza tecnica. Arruolatosi tra gli Alpini, prende parte alla prima guerra mondiale, combattendo nella zona dell’Alto Isonzo e rimanendo gravemente ferito. Finita la Guerra diviene socio della Promotrice di Belle Arti Torinese, dove espone frequentemente.

I viaggi in Somalia e a Rodi

Nel 1925 Lidio Ajmone compie un viaggio in Somalia, al seguito del governatore Cesare Maria De Vecchi, che anni prima aveva frequentato come lui lo studio di Cavalleri.

Come suo pittore ufficiale, esegue una serie di paesaggi di carattere orientale, denotati da un attento studio della luce e del colore. La pennellata impressionista pervade questi dipinti che riflettono il folklore e la tradizione somala.

Tornato a Torino tre anni dopo, partecipa assiduamente alle Promotrici locali, ma espone anche a Firenze, Genova e Roma.
Esegue in questo periodo anche una serie di ritratti dedicati a personaggi importanti della storia contemporanea sabauda. Lidio Ajmone rimane comunque più apprezzato per i suoi paesaggi e scene di vita esotica.

Negli anni Trenta, ancora seguendo gli spostamenti di De Vecchi, si trasferisce a Rodi. Anche qui, cerca di raccogliere il più possibile i colori e le atmosfere del luogo, arricchendo di queste novità e le sue tele.
Nel 1941, però, è costretto a rientrare in Italia a causa di una malattia che lo condurrà alla morte nel 1945, nella sua casa di Andezeno, vicino Torino.

Lidio Ajmone: paesaggio impressionista in Piemonte

Tra le prime opere conosciute di Lidio Ajmone vi sono quelle presentate alla Promotrice torinese del 1929, Mercato della Verdura presso il Ponte di Rialto e Le roselline dell’Eridano. Alla fine degli anni Venti ha già compiuto il viaggio in Somalia, ma a Torino espone ancora opere legate essenzialmente alla sua terra d’origine, il Piemonte.

Trattate con una notevole scioltezza cromatica e denotate da una forte attenzione al vero, sono quelle presentate alla Promotrice del 1930. Si tratta di Spiaggetta a Baveno, Riflessi, La fontana, La chiesa d’Antagnod.

Ancora appartenenti alla stessa produzione italiana e in particolare ligure sono Rammendando le reti e L’Abbazia di San Fruttuoso – Camogli, esposte nel 1931. Nel 1933, invia a Firenze altri paesaggi dedicati alla Liguria, Portofino e San Fruttuoso, così come quelli esposti nello stesso anno a Torino, Piccolo porto, La strada coperta, Case di Liguria. Al 1834 risale invece Alta Valle di Gressoney – Ritorno dall’escursione.

Paesaggi e folklore tra la Somalia e Rodi

Gli anni Venti per Lidio Ajmone sono quelli del viaggio in Somalia. Lì la sua pittura si arricchisce di luci e colori nuovi, di atmosfere sensazionali mai vissute prima.
La pennellata si fa ancora più veloce e impressionista e il cromatismo si fa più caldo: spontaneità e poesia compaiono nelle sue tele poi esposte a Torino nel 1929.

Ne sono esempio Costa a ponente di Mogadiscio, Fanciulla somala, la raccolta del cotone, Accampamento in Somalia. Questi dipinti appaiono caratterizzati da una pennellata molto corposa e consistente, che sembra riflettere a pieno le vibrazioni della luce africana.

Per quanto riguarda il soggiorno a Rodi, anche da questa esperienza il pittore ricava una serie di sensazioni e suggestioni da aggiungere al suo repertorio. Rodi-Vecchia strada, I fiori e il mare di Rodi, Rodi-Porta d’Amboise vengono esposti a Torino nel 1938. Mentre nel 1940 presenta Rodi – Via cavalleresca al castello, Rodi – Lindo e il suo castello e Rodi – Le mura ed il porto.

Non sono poi da dimenticare i paesaggi dedicati a Roma e alla sua campagna, come Eco del passato, Ingresso di Villa Borghese, Tivoli – Valle dell’Aniene e Foro romano.

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