Aldi Pietro

Pietro Aldi. Portatrice d’acqua. Olio su tavola, 39 x 24 cm
Portatrice d’acqua. Tecnica: Olio su tavola

Biografia

Pietro Aldi (Manciano, 1852-1888) è allievo di Luigi Mussini (Berlino, 1813-Siena, 1888). Viene dunque influenzato dalla poetica Purista che pervade sia le opere di matrice storica che i quadri di genere. Negli anni della formazione si sposta tra Venezia, Roma e Siena, ma ritornerà spesso nel suo paese natale della Maremma grossetana.

È autore di diverse opere frutto di committenze ufficiali. Tra queste possiamo segnalare l’affresco nella Sala del Risorgimento del Palazzo Pubblico di Siena o la grande tela per la Cattedrale di Pitigliano. Muore improvvisamente nel 1888 a Manciano, ancora nel pieno della sua attività artistica.

La formazione tra Montefiascone e Siena

Inizia a studiare al Seminario di Montefiascone, ma lo abbandona quasi subito per iscriversi all’Istituto di Belle Arti di Siena nel 1864. Durante questi anni frequenta i corsi di ornato e di disegno, ma le lezioni che più lo interessano sono quelle di Luigi Mussini.

L’influenza purista di Luigi Mussini

Dotato di grande talento e permeato dal linguaggio e dallo stile purista trasmessogli da Mussini, il ragazzo ottiene diversi premi annuali all’interno dell’Accademia e riceve le prime committenze ufficiali.

Nel 1872 realizza l’affresco di una sala del castello di Brolio. Per Bettino Ricasoli esegue il dipinto ad olio Ghino di Tacco che giura sui Vangeli lo sterminio degli uccisori del padre suo, ispirato a La battaglia di Benevento, romanzo storico di Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873).

Il Quattrocento toscano

Per l’Oratorio di Santa Caterina in Fontebranda a Siena dipinge un San Bernardino da Siena. Nella tavola il Santo si staglia in primo piano su un paesaggio alle sue spalle che ritrae le campagne senesi. I toni sommessi e umili del soggetto, ma anche il richiamo agli stilemi del Quattrocento toscano, evidenziano ancora una volta l’influenza purista di Mussini.

Opere di Pietro Aldi

La pittura di storia

Nel 1883, concorre per l’ottenimento dell’alunnato Biringucci, ma non raggiunge i risultati sperati, perché la giuria composta tra gli altri da Stefano Ussi (Firenze, 1822-1901) e Antonio Ciseri (Canton Ticino, 1821-Firenze, 1891) non giudica sufficiente la prova di Pietro Aldi.

L’anno successivo tenta di nuovo e questa volta il risultato è positivo. Ottiene l’alunnato con La sconfitta di Corradino di Svevia a Tagliacozzo, dipinto ritenuto soddisfacente dalla giuria, della quale faceva parte anche Cesare Maccari (Siena, 1840-Roma, 1919).

Grazie al raggiungimento di questo obiettivo soggiorna dall’estate del 1874 per un anno a Venezia. Qui si dedica allo studio e alle copie delle opere di Tiziano, di Tintoretto e di Veronese.

Nel novembre dello stesso anno va a Roma per studiare Raffaello in Vaticano.
È proprio da qui che comincia a scrivere lettere al suo primo maestro Luigi Mussini per chiedere consigli sull’Annunciazione poi regalata alla chiesa della Santissima Annunziata di Manciano.

Alla fine degli anni Settanta presenta diverse opere all’Esposizione Artistica Romana, dimostrando una propensione sempre più accentuata nei confronti della pittura di storia. 

Il riconoscimento ufficiale

L’opera  Buoso da Doara traditore di Cremona sua patria, mentre mendico viene riconosciuto da alcuni cittadini che escono da una chiesa anticipa la più grande prova di Pietro Aldi Le ultime ore della libertà senese.


Con la realizzazione di quest’opera si guadagna il riconoscimento ufficiale di pittore di storia in ambito senese. Quest’opera è stata presentata alla Mostra Internazionale di Roma del 1883 e in seguito acquistata dal Comune di Roma e inserita nei Musei Capitolini.

Le ultime ore della libertà senese

La grande tela è di fatto la rappresentazione della fine della Repubblica senese negli anni Cinquanta del Cinquecento, quando Cosimo de’ Medici le toglie la libertà e l’indipendenza per inglobarla nel Granducato.
Nel dipinto alcune donne consolano e curano i feriti della battaglia, si disperano o pregano in Piazza del Campo, davanti al Palazzo Pubblico.

Dall’uso di una tavolozza dai toni cupi emerge la drammaticità della narrazione di un evento storico evidentemente molto sentito dai senesi ancora nell’Ottocento. La privazione della libertà repubblicana viene evidenziata con il sangue perso dai soldati in basso a destra, con cui Pietro Aldi firma la tela.

Agli stessi anni appartengono dipinti di simile drammaticità, come I funerali di Pompeo, ma anche altri dalla più facile comprensione e commerciabilità come Michelangelo che dipinge la Cappella Sistina.

Tra il 1886 e il 1887 viene invitato a rappresentare L’incontro di Vignale tra Vittorio Emanuele II e Radetzky e L’incontro a Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi, nella Sala del Risorgimento del Palazzo Pubblico di Siena. Questa grande opera ufficiale viene realizzata a Aldi insieme ai più meritevoli allievi di Mussini.

Dipinge diverse tele dedicate alle storie di Gregorio VII per la Cattedrale di Pitigliano e nel 1888, mentre sta lavorando alla grande opera Nerone che contempla l’incendio di Roma, muore improvvisamente.

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