Amendola Giovanni Battista

Giovanni Battista Amendola. Il Kimono - Tecnica: Bronzo, h. 53,5 cm
Il Kimono (dettaglio). Tecnica: Bronzo

Biografia

Giovanni Battista Amendola (Episcopio di Sarno, 1848 – Napoli, 1887), nato da una modesta famiglia della provincia salernitana, compie i primi studi presso lo scultore Antonio Busciolano (1823-1871).

A partire dagli anni Sessanta, inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia sotto la guida di Tito Angelini (1806-1878), Stanislao Lista (1824-1908) e Tommaso Solari (1820-1889).

I primi saggi, nonostante abbia accolto inevitabilmente la lezione verista di Lista, risultano ancora legati ad argomenti storici e rispondenti al gusto accademico. Nella metà degli anni Sessanta, Giovanni Battista Amendola si trasferisce a Roma e vi frequenta lo studio dell’ormai anziano Pietro Tenerani (1789-1869).

Il clima della capitale lo porta ad affinare il suo stile, rendendolo un elegante scultore e un esperto ritrattista. Piano piano il verismo si fa spazio nella sua produzione, soprattutto quella legata ai temi sociali.

L’Inghilterra e l’amicizia con Alma Tadema

Espone regolarmente alle Promotrici napoletane per tutta la prima metà degli anni Settanta, anche quando è costretto a fermarsi per un breve periodo a causa di una grave malattia. All’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 ottiene un enorme successo, che lo rende famoso anche all’estero.

L’anno successivo, infatti, Giovanni Battista Amendola partecipa all’Esposizione Universale di Parigi e si sposta a Londra. Nella metropoli inglese stringe un profondo rapporto di scambio artistico e umano con Lawrence Alma Tadema (1836-1912).

Il pittore neo-pompeiano lo introduce nell’ambiente dell’alta società inglese: riceve una serie di committenze per ritratti di donne e uomini dell’aristocrazia e delle borghesia londinese.
In più, lo induce ad allontanarsi dai temi strettamente veristici per inoltrarsi in una scultura dalle tematiche ispirate all’antica Roma.

Muore prematuramente, all’età di 39 anni a Napoli, nel 1887. Sue opere sono esposte al Museo di Capodimonte e alla Galleria Nazionale di Roma.

Giovanni Battista Amendola: la scultura verista

Dopo i primi saggi scolastici ancora legati alla scultura accademica, permeata di temi allegorici e letterari, Giovanni Battista Amendola non può far altro che accogliere le istanze veriste.

Inizialmente però, presso le Promotrici compaiono ancora sculture di matrice storica: nel 1866 espone Pier Capponi che lacera le trattative di Firenze dinanzi a Carlo VIII. Un tema dantesco entra in scena alla Promotrice successiva, Pier delle Vigne all’estremo di sua vita, mentre nel 1870 presenta L’innamorato nel secolo XVIII.

L’osservazione e la resa del dato reale, la forte impronta sociale di alcune opere caratterizzano tutto il periodo degli anni Settanta.
Sembra infatti essere influenzato sia dal linguaggio di Lista, sia da quello del coetano Achille D’Orsi (1845-1929), anch’egli allievo in Accademia di Angelini e Solari.
Ormai addentrato nel linguaggio verista, nel 1871 espone Pierrot e nel 1874 Signuri pigliateve li cerine.

Il 1877 è l’anno della svolta: partecipa con grande successo all’Esposizione Nazionale di Napoli Lo carrettiello, Il maniscalco e Caino e la sua donna. L’anno successivo invia un’Allegoria dell’autunno a Parigi, che decreta la sua affermazione a livello europeo.

Ritratti dell’aristocrazia londinese e temi neo-pomepiani

Quando alla fine degli anni Settanta l’artista si sposta a Londra, grazie all’aiuto di Alma Tadema viene introdotto nell’ambiente dell’high society inglese. Ne scaturisce una serie di ritratti eleganti e raffinati, in gran parte dedicati a donne e fanciulle.

Nel 1881 invia a Napoli Una mia modella in Londra e nel 1883 Ritratto di Lady Brocke. Ispirato dai meravigliosi dipinti di Alma Tadema, tutti dedicati al sogno di una fastosa e preziosa reminiscenza dell’antica Grecia o dell’antica Pompei, esegue una serie di sculture legate allo stesso filone.

Si esprime poi anche in una serie di tematiche esotiche, ispirate all’estremo oriente. Sono esempio di questa produzione La mia modella in costume giapponese, Una moderna vestale, Ada, Flora

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