Antonio Varni

Antonio Varni. La Raccolta dei Fagiolini (motivo presso Savona). Tecnica: Olio su tela
La Raccolta dei Fagiolini (motivo presso Savona). Tecnica: Olio su tela

Biografia

Antonio Varni (Genova, 1839 – Sampierdarena, 1908) sin da giovane, decide di seguire le orme del padre pittore. Si iscrive nel 1853 all’Accademia Ligustica di Genova e, ottenuta la “Pensione Durazzo” nel 1863, completa la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui diviene allievo di Antonio Ciseri (1821-1891) ed Enrico Pollastrini (1816-1876).

Il soggiorno toscano dura cinque anni, periodo in cui Antonio Varni entra in contatto con i Macchiaioli ricevendone chiaramente l’influenza. Al ritorno a Genova, le istanze apprese a Firenze si uniscono al realismo della Scuola Grigia, a cui l’artista si lega per diversi anni.

Espone alle Promotrici genovesi dal 1858 al 1907, presentando opere di paesaggio, ma anche di genere e di storia, per cui è prevalentemente conosciuto. Nel 1895 viene nominato accademico d’onore alla Linguistica di Genova e nel 1901 partecipa alla Biennale di Venezia. Nonostante l’artista venga apprezzato dalla critica per la sua abilità compositiva e coloristica, passa gli ultimi anni nell’estrema povertà. Muore a Sampierdarena nel 1908.

Antonio Varni: la pittura di storia

Anche se fortemente influenzato dal realismo e dal colore Macchiaioli, Antonio Varni, uscito dall’Accademia fiorentina, risente dello storicismo di Ciseri e Pollastrini. Affiancherà per tutta la sua carriera la pittura di paesaggio a soggetti storici e di genere. Già a Genova, ancora prima di partire per Firenze, nel 1862 espone un Ripudio d’Agar e una Copia dall’antico.

Questo indirizzo prosegue poi negli anni toscani. Nel 1865 invia alla Promotrice di Genova una serie di soggetti storici come Saffo che medita il suicidio, Costume romano, La cacciata del Duca d’Atene.

Questi dipinti vengono accompagnati poi da Paesaggio e da Veduta del Mugello che già denunciano i primi contatti con i Macchiaioli, e da un paio di scene di genere, Gli amanti fiorentini e Una lettura piacevole. Prosegue con Morte d’Anita Garibaldi, presentato a Firenze nel 1866 e con Petrarca che induce il pittore Simon Memmi a ritrarre furtivamente Madonna Laura.

I soggetti letterari

Il culmine dell’espressione di Antonio Varni nel solco della pittura di storia viene raggiunto nel 1870, quando alla Promotrice Genovese espone Dante e Virgilio incontrano Sordello. Grazie a questo dipinto di ispirazione letteraria, l’artista vince il premio Principe Oddone e comincia ad ottenere i primi riconoscimenti dalla critica.

Da questo momento in poi, con il ritorno a Genova, si fa più preminente l’incursione nel paesaggio e nei soggetti di genere, accanto alle scene storiche. Queste comunque torneranno per tutto l’arco della sua produzione, sempre caratterizzate da un forte allontanamento dalla tradizione accademica, in favore di un colorire verista e disinvolto.

Ne sono esempio Il cardinal Borromeo invita Don Abbondio ad andare con l’Innominato nel di lui castello, dipinto manzoniano del 1874, ma anche Episodio della confessione di Luigi XI re di Francia, 1483 del 1886.

Il paesaggio: tra la pittura di macchia e la Scuola Grigia

Influenzati dal realismo macchiaiolo, i primi paesaggi di Antonio Varni risultano attentissimi alla ricerca cromatica e luministica. Risentono molto della scioltezza coloristica della pittura toscana, tanto che spesso appaiono composti da pure macchie di colore.
Queste caratteristiche emergono soprattutto negli anni Sessanta in dipinti come Una passeggiata in barca del 1866 e Paesi: mattino – sera del 1868.

Il rientro a Genova comporta un netto avvicinamento ai modi della Scuola Grigia. La macchia netta lascia il posto a graduali passaggi tonali sui toni del grigio che vanno a costruire paesaggi delicati e sensibilissimi alla luce.
Tra i dipinti che rappresentano questa produzione vi sono Veduta della foce in Genova del 1875 e Rovine della Certosa di Rivarolo genovese del 1881.

Ma anche Un mattino a Pegli del 1882, Riviera ligure del 1884, Un mattino fra gli scogli e Una via a Sestri Ponente del 1887. E ancora Prà a Levante del 1891, ricordo presso Ivrea del 1892, Motivo presso il porto di Genova del 1897 e Nevicata del 1906.

Scene di genere nel paesaggio ligure

Marine e vedute della riviera ligure vengono accompagnate da composizioni legate alla vita agreste e contadina. Spesso infatti contadine, lavandaie e raccoglitrici di grano e fagiolini, ma anche pescatori fanno la comparsa in questi autentici paesaggi.

Lavoratori nello loro azioni quotidiane vengono colti negli atteggiamenti più naturali, inserendo delicate scene di genere in contesti paesaggistici realistici.
Ne sono esempio Una passeggiata a cielo grigio, Pescivendola genovese, Piccola contadinella con asinello, Pescatori di Prà, Rattoppatori di reti a Prà, Le lavandaie della foce, La raccolta dei fagiolini, Ghete belle e moscatelle (costume genovese), Pastorella e Passatempi infantili.

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