" /> Enrico Arcioni, Pittore | Acquisto Opere, Biografia, Quotazione Gratuita

Arcioni Enrico

Enrico Arcioni. Salomè. Tecnica: Olio su tela, 56 x 144 cm
Salomè. Tecnica: Olio su tela, 56 x 144 cm

Biografia

Enrico Arcioni (Spoleto, 1875 – Roma, 1954) si trasferisce molto giovane a Roma per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Ben presto, decide di trasferirsi a Parigi, dove, negli ultimi anni dell’Ottocento, si inserisce alla perfezione nel clima artistico e culturale della città.

Aderisce ad una pittura elegante e alla moda, interprete di un registro stilistico che nasce dall’incontro del tratto post impressionista con un disegno sapiente ed equilibrato.

In particolare, si specializza nel genere del ritratto, che gli fa ottenere un immediato successo di critica e di pubblico. Enrico Arcioni, in effetti, predilige il ritratto charmant di donne dell’alta società parigina, ma anche la realizzazione di soggetti storici e mitologici, trattati con raffinatezza compositiva ed un cromatismo sontuoso ed accattivante.

Il trasferimento a San Pietroburgo

Nel 1900, all’età di venticinque anni, l’artista di Spoleto viene invitato da un diplomatico russo conosciuto a Parigi, a trasferirsi a San Pietroburgo. Qui, continua a svolgere con immediato successo l’attività di ritrattista. Introdottosi con rapidità nei salotti più importanti dell’aristocrazia russa, Enrico Arcioni diventa un accurato ed aggraziato interprete della vita di lussi e di fasti delle famiglie più vicine allo zar.

In effetti, in pochissimo tempo, riesce ad entrare nelle grazie dello zar Nicola II, divenendo consigliere artistico della corte russa fino al 1917, anno in cui, a causa della Rivoluzione d’ottobre, è costretto a fare ritorno in Italia.

Il rientro in Italia: lo studio invia Margutta

Prima degli anni Venti, Enrico Arcioni fa la spola tra Venezia e Milano, per poi stabilirsi definitivamente a Roma. Qui, prende uno studio in via Margutta, dove continua a svolgere per molti altri anni l’attività di ritrattista per la borghesia e l’aristocrazia romana, ma lavora anche sotto committenza della chiesa.

Un’attività che caratterizza particolarmente gli anni italiani dell’artista è l’incisione. Numerosi sono, infatti, i ritratti che vengono tradotti da Arcioni stesso in incisioni. Dagli anni Venti, entra a far parte del GRIA, il Gruppo Romano Incisori Artisti, creato da Federico Hermanin, allora Soprintendente alle Gallerie e Musei di Roma.

Il critico, dopo la I Biennale romana, decide di raccogliere all’interno dello stesso gruppo i maggiori interpreti dell’attività grafica e incisoria, presenti nell’ambiente artistico romano del tempo. Nella stretta connessione con le esposizioni della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma, Enrico Arcioni diviene uno dei principali animatori del Gruppo, almeno fino al suo scioglimento negli anni Trenta. Muore a Roma nel 1954, all’età di settantanove anni.

Enrico Arcioni: la carriera di ritrattista tra Parigi e San Pietroburgo

Il linguaggio artistico di Enrico Arcioni è caratterizzato, sin dall’inizio da una accurata attenzione al disegno. La frequentazione romana dell’Accademia e poi della Scuola Libera del Nudo lo preparano ad un approccio classico della pittura, mentre il soggiorno parigino lo fa immergere completamente nella pittura di mercato.

Si specializza quindi nella realizzazione di preziosi ritratti, eseguiti su committenza dell’aristocrazia locale, per tramite della quale conosce il diplomatico russo che poi lo condurrà a San Pietroburgo, dove la sua carriera spiccherà il volo.

Tra i ritratti più conosciuti dell’artista, poi tradotti in incisioni, vi sono quello del Duca degli Abruzzi, il Ritratto di Benedetto XVI, Principesse, Ritratto del Re e Il principe di Monaco. Una delle sue opere più importanti, al di fuori della ritrattistica, è una elegante e seducente Salomè dal corpo nudo, in una ambientazione sontuosa e di ascendenza decadente.

Tra le incisioni sono da segnalare Gli invasori nel tempio, Fauno e giovane donna, Dante Alighieri, La ghigliottina, Offerta pagana, Studio di testa, Autoritratto e Ritratto di giovane donna.

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