Avanzi Vittorio

Vittorio Avanzi - Ai Primi Raggi di Aprile - Tecnica: Olio su tela
Ai Primi Raggi di Aprile. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Vittorio Avanzi (Verona, 1850 – Campofontana, 1913) si forma presso l’Accademia Cignaroli di Verona. Esordisce nel 1868 alla Promotrice di Torino, per poi completare la sua formazione all’Accademia di Monaco di Baviera. Rimane in Germania tra il 1872 e il 1875, perfezionandosi nel paesaggio italiano e tedesco e acquisendo le sue cifre caratteristiche.

Pittore molto produttivo, espone regolarmente a Genova, Torino, Venezia e Verona dal 1868 fino al 1913, anno della sua morte. Molto frequenti nei suoi dipinti sono i paesaggi tedeschi, in particolare della Baviera, ma anche lombardi e veneti.

Non mancano marine ispirate dalla laguna veneziana e dal Golfo napoletano, rese con sincero realismo, soprattutto cromatico, intriso di note emozionali e malinconiche. Il carattere sentimentale di tali vedute coincide pienamente con quello dei paesaggi agresti catturati nei dintorni di Campofontana, luogo assiduamente frequentato dall’artista. Attivo da punto di vista pittorico ed espositivo fino agli ultimi anni della sua vita, muore a Campofontana, nel 1913.

Vittorio Avanzi: paesaggi tra Veneto, Baviera e Campania

Come accennato, Vittorio Avanzi esordisce alla Promotrice di Torino del 1868. La prima opera con cui si mostra al pubblico non è un paesaggio, bensì un Interno di una camera a terreno. In ogni caso, l’anno successivo, sempre a Torino, già si fa strada la sua predilezione per la veduta naturalistica.

Espone infatti La valle oscura presso Vestena sul Veronese e Santuario della B. V. della Corona sul Veronese. Questi primi paesaggi, carichi del legame dell’autore con i suoi luoghi di nascita sono il preludio a molteplici e simili prove successive.

Nei dipinti coevi o posteriori alla sua permanenza in Germania, si nota l’assiduo studio del territorio bavarese, caro all’autore tanto quanto quello veneto. Ne è esempio l’opera presentata all’Esposizione di Torino del 1880, Nelle vicinanze dell’Isaar (Baviera), il primo di una lunga serie di paesaggi tedeschi.

Non mancano comunque vedute ispirate alle marine veneziane o campane che denunciano anche i suoi frequenti spostamenti alla ricerca di nuovi motivi. All’Esposizione di Milano del 1881 Vittorio Avanzi invia Sull’Isaar, Campagna napoletana, Marina. Torre del Greco, Marina di Capri e Föring – Baviera.

Poco presenti sono le figure, che fanno raramente la loro comparsa in composizioni dalla forte carica emotiva. Ne sono esempio le opere presentate all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Roma del 1883, Malcetine presso il lago di Garda e Guardiana di tacchini.

Tra vivida impressione del reale e sentimento

Sensazioni malinconiche fanno la loro comparsa in composizioni che coniugano il sentimento dell’autore a quello della natura. Così avviene in un gruppo di paesaggi presentati a Torino nel 1884: Sollione, Sotto i faggi, In ottobre, Viaggio melanconico, Lung’Adige in Verona.

Autore molto prolifico, espone ogni anno in diverse rassegne nazionali, seguendo sempre il filone del paesaggio verista, intriso di significati personali. Partecipa all’Esposizione di Venezia del 1887 con opere dedicate alla suggestione della Laguna, Sull’imbrunire, Ottobre, Aprile, Sulla riva e Giudecca.

Perfettamente modulati dal punto di vista cromatico e luministico, i dipinti di Vittorio Avanzi raccolgono lodi e apprezzamenti fino al Novecento. All’Esposizione di Firenze del 1890 invia Venezia, In giardino e Industria della campagna, mentre a quella di Genova del 1892, Contrada degli Abruzzi, Primi tepori, Piazza del mercato in Aquila, Mucche al pascolo. Dipinti questi che denunciano anche il suo soggiorno in Abruzzo.

Nel 1895 Vittorio Avanzi partecipa alla Prima Biennale di Venezia con Strada di villaggio e In alto e alla successiva del 1897 con Sulle Alpi. Invece, all’Esposizione artistica di Verona del 1900 si presenta con Sera sull’Adige, Canale di Chioggia, Bosco e Colli veronesi, dipinti sempre più strettamente legati alle sue terre d’origine. Sentite con emozione, vengono interpretate anche con un certo manierismo coloristico, soprattutto verso gli ultimi anni.

Alla Mostra Nazionale di Milano del 1906 invia il suggestivo Riflessi di tramonto sull’Adige, Ultimo raggio di sole e Nelle vicinanze di Grandola. Nel 1913, anno della sua morte, partecipa alla sua ultima mostra, la Promotrice di Genova. Vi espone Pascoli autunnali e Primi fiori.

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