Baccarini Domenico

Domenico Baccarini. Edera. Tecnica: Bassorilievo in gesso
Edera. Tecnica: Bassorilievo in gesso

Biografia

Domenico Baccarini (Faenza, 1882 – 1907) si forma nella Scuola d’Arti e Mestieri della sua città, sotto la guida di Antonio Berti (1830-1912). Durante gli anni di studio, non si avvicina immediatamente alla scultura, ma prima al disegno e all’incisione. Poi inizia a dedicarsi ai primi bassorilievi, esposti a Faenza alla fine dell’Ottocento.

Nel 1901, Domenico Baccarini vince una borsa di studio, grazie alla quale può compiere un soggiorno di studi a Firenze, dove frequenta la Scuola Libera del Nudo presso l’Accademia di Belle Arti

Soltanto l’anno successivo, ammalatosi, è costretto a rientrare a Faenza. Per un certo periodo, si mantiene realizzando piccole maioliche per una ditta locale, ma nel 1903 decide di partire per Roma insieme alla sua modella Bitta.

I successi ed una vita brevissima

Nella Capitale, riesce a trovare un gruppo di amici che lo incoraggia nella pratica del disegno e della scultura, come Giovanni Prini (1877-1958). In effetti, rientrato quasi dopo un anno a Faenza, Domenico Baccarini continua il suo lavoro come progettista di decorazioni per maioliche per la ditta dei fratelli Minardi.

I disegni vengono esposti alla Biennale di Venezia del 1905, in quello che può essere considerato l’esordio del giovane scultore faentino. Questi progetti vengono notati da Vittorio Pica, che invita l’artista ad esporre nel 1906 alla Mostra di Milano per il Traforo del Sempione.

Nell’arco di tempo che va dal 1906 al 1907, Domenico Baccarini si sposta frequentemente tra Faenza, Milano e Roma, in cerca di una posizione stabile. Nel frattempo, non smette di dedicarsi con passione all’arte scultorea, realizzando piccole statue in bronzo, busti in gesso, bassorilievi di grande impatto espressivo e di sicura ascendenza Liberty.

Dietro il lavoro di scultore, risiede una notevole abilità disegnativa e compositiva, come si nota dalle numerose testimonianze grafiche che sono conservate al Museo di Faenza. Espone per l’ultima volta a Firenze nel 1907.

Negli ultimi, tragici mesi del giovane e promettente scultore, riaffiora la tisi che tanto lo aveva tormentato nel 1902. Così, a soli venticinque anni, Domenico Baccarini muore a Faenza, lasciando una ricca produzione di disegni ed alcune sculture.

Domenico Baccarini: sculture e disegni di accento simbolista e liberty

Dalla brevissima e movimentata vita di Domenico Baccarini ci sono pervenuti numerosi disegni, soprattutto dedicati all’intimità domestica e familiare, vissuta insieme alla madre e alla sorella.

Ma non mancano i disegni in cui compare la sua amata modella Bitta, che ci indicano come il suo tratto si discosti dalla tradizione ottocentesca, per approdare ad un delicato ed espressivo simbolismo di stampo liberty.

Alla Biennale del 1905, la sua prima esposizione, presenta i disegni per maioliche Una vecchia, Il bagno e Giovinetta. Mentre nel 1906 a Milano espone altri tre disegni: Mia madre, Mia cugina e Nella bottega di mia madre, tutte opere dalla forte impronta simbolista, ricche di suggestivi passaggi chiaroscurali e di atmosfere sospese ed intense.

Queste caratteristiche si notano anche dai suoi ripetuti Autoritratti, che mostrano un giovane dal volto scavato ed affascinante, in diverse declinazioni, da quelle più naturalistiche a quelle più marcatamente secessioniste.

All’ultima esposizione del giovanissimo artista, nel 1907 a Firenze, compare il Ritratto del suo maestro A. Calosci. Tra le sculture che ci sono pervenute, compaiono alcuni bassorilievi di gusto decorativo, come Edera, ma anche piccole sculture sinuose ma ancora certamente acerbe, come Nudo in terracotta, del 1904.

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