ROBERTO IRAS BALDESSARI

Roberto Iras Baldessari. Cocomeraia (dettaglio). Tecnica: Gouache e collage su cartoncino
Cocomeraia (dettaglio). Tecnica: Gouache e collage su cartoncino

Biografia

Roberto Iras Baldessari (Innsbruck, 1894 – Roma, 1965) nasce in Austria, ma si trasferisce ben presto con la famiglia a Rovereto. Date le sue doti artistiche, si sposta a Venezia, per studiare prima all’Accademia dal 1908 al 1914.

Contemporaneamente, entra in contatto con il gruppo di artisti di Cà Pesaro, unendosi all’ambiente dell’avanguardia secessionista e di ispirazione Europea. Stringe amicizia con Gino Rossi (1884-1947), Umberto Moggioli (1886-1919) e Arturo Martini (1889-1947).

Nonostante questi inizi e i primi legami con la Secessione, Roberto Iras Baldessari è conosciuto per il suo importante contributo al Futurismo fiorentino.

Il trasferimento a Firenze

Vinto il Premio Scala nel 1914, ottiene una borsa di studio con cui decide di perfezionarsi a Firenze, dove giunge alle soglie del 1915, in pieno fermento Futurista. Frequentando il Caffè delle Giubbe Rosse, si lega subito all’avanguardia locale, rappresentata da Ardengo Soffici (1879-1964), Primo Conti (1900-1988), Achille Lega (1899-1934), Emilio Notte (1891-1982), Lucio Landsmann Venna (1897-1974).

Poco dopo, entra nella compagine della rivista “L’Italia Futurista” e nel 1916 aderisce ufficialmente al Movimento, facendosi interprete di un linguaggio che lo contraddistingue almeno agli anni Venti.

Il suo approccio dinamico e plastico all’immagine, che spesso sfocia anche nell’inserimento di caratteri alfabetici e nell’uso del collage di memoria cubo-futurista, viene condiviso in particolare da Notte, Landsman Venna e dal pittore futurista argentino Emilio Pettoruti (1892-1871), tutti in ambito fiorentino.

Sintetismo, sinestesia e formulazioni plastiche, ritmiche e sfaccettate sono le caratteristiche focali della stagione futurista di Roberto Iras Baldessari. In particolare, però, rispetto ai suoi amici e colleghi, sembra prediligere una tendenza monocromatica e pastosa che accompagna linee forza e scomposizione di piani, che danno vita ad immagini spesso liriche e introspettive.

Il dopoguerra e i viaggi in nord Europa

Dopo la Prima guerra mondiale, al termine del periodo futurista fiorentino, molti artisti volgono lo sguardo al ritorno all’ordine o quantomeno a reminiscenze cézanniane. In Baldessari questa fase non viene concepita, semplicemente per la sua profonda vocazione d’artista d’avanguardia che lo porta a guardare ora al Costruttivismo russo, al linguaggio De Stijl, ma anche al Dada.

Sono degli anni Venti gli importantissimi viaggi in Europa del nord, alla scoperta delle altre avanguardie: visita i paesi del Baltico ma anche Berlino, dove si lega a Liebermann, ArchipenkoKurt Schwitters, e al gruppo Die Abstrakten di Hannover.

Così, le ricerche indirizzate al Dada tedesco si uniscono alla prospettiva del paesaggio cosmico ed ideale sul modello italiano di Enrico Prampolini (1894-1956) e dell’Aeropittura futurista, in elaborazioni del tutto personali ed eclettiche.

Rientrato in Italia nel 1925, ma soggiornando ripetutamente in Nord Europa, sviluppa un nuovo interesse verso il figurativo, che si manifesta attraverso un linguaggio Espressionista e con la tecnica dell’incisione a puntasecca.

Dall’inizio degli anni Trenta, di nuovo totale è la sua adesione all’Aeropittura e dunque alla seconda stagione del Futurismo, che abbandona definitivamente nel 1937. Nel 1940, rientra a Rovereto, continuando la sua sperimentazione figurativa fino agli anni Sessanta, in una dimensione intima e appartata, lontana dai riflettori. Muore a Roma nel 1965, a settantuno anni.

Roberto Iras Baldessari: il Futurismo fiorentino e il rapporto con le avanguardie europee

Risale al 1916 la piena ed ufficiale adesione di Roberto Iras Baldessari al Futurismo. Alcune tele rappresentative come Donna + finestra e Chanteuse, ma anche Osteria toscana, Erbivendola, Caffè in Romagna, sono caratterizzate da una costruzione plastico-dinamica in lui le linee e gli spazi formano giochi architettonici che rispondono ad un forte rigore geometrico, ma anche alle novità tecniche del Cubismo.

Lo stesso vale per le opere Eden, Galleria più bandiere alleate e Uomini al tavolo, tutte opere risalenti al periodo che va dal 1916 al 1920.

All’inizio degli anni Venti, invece, in corrispondenza dei viaggi in Germania e Olanda, si avvicina al Costruttivismo e al Dada, come è evidente dalle composizioni Astrattismo spaziale e Dada, del 1924 e da numerose altre opere dello stesso filone presentate alla Galleria Bragaglia di Roma nel 1925.

La piena consapevolezza di un ritorno al Futurismo, ma in questo caso quello legato alle tendenze dell’Idealismo cosmico e dell’Aeropittura, giunge a Roberto Iras Baldessari negli anni Trenta. Alla mostra Sindacale di Roma del 1930 presenta una serie di aerovisioni tutte racchiuse nel ciclo Vecchia Roma, mentre alla Quadriennale del 1935 espone Mussolini e L’Aeropoeta Marinetti.

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