MARIANO BARBASáN LAGUERELA

Mariano Barbasán Laguerela. Scena di Paese. Tecnica: Olio su tavola
Scena di Paese. Tecnica: Olio su tavola

Biografia

Mariano Barbasán Laguerela (Saragozza, 1864 – 1924) inizialmente, per volere della famiglia, entra nella scuola militare. Ma alla morte del padre, nel 1877, abbandona l’esercito per entrare nell’Accademia di Belle Arti di San Carlos a Valencia che frequenta fino al 1885.

Le sue prime opere accolgono la maniera e i temi di Mariano Fortuny (1838-1874), soprattutto per quanto riguarda la trattazione di scene costumbriste ed orientaliste. Ma per lui risulta fondamentale anche la figura di José Benlliure y Gil (1855-1937), pittore valenciano giunto a Roma nel 1879, interprete di una pittura fortuniana dalla ampia e brillante luminosità, che in seguito sfocia anche in un particolare simbolismo.

L’arrivo a Roma

Nel 1887, Mariano Barbasán Laguerela si trasferisce a Madrid e poco dopo a Toledo, dove comincia ad avere successo come pittore di costume spagnolo, attraverso una ricca profusione di scene dalla tavolozza accesa e vibrante.

Nello stesso anno, ottiene una borsa di studio per completare la sua formazione a Roma, in particolare nell’atelier del pittore spagnolo Augustín Salinas y Teurel (1862-1923). Si integra con molta facilità e brillantezza nella colonia di artisti spagnoli a Roma, divenendone uno dei principali protagonisti per circa trent’anni.

Nel 1890, si trasferisce a Tivoli, dove la sua ricerca si concentra soprattutto sul paesaggio dal vero, con la campagna romana come soggetto centrale. L’anno seguente, invece, si stabilisce di nuovo a Roma, in uno studio in via Flaminia 114.

Il lavoro di Mariano Barbasán Laguerela si regolarizza quando riceve dal governo spagnolo una rendita annua di 2500 pesetas, per la produzione di una serie di dipinti ufficiali sulla storia dell’Aragona. In queste opere mostra di accogliere l’influenza del pittore Francisco Pradilla (1848-1921).

Il successo di mercato

Nel frattempo, ottiene un enorme successo presso i collezionisti privati, per i quali realizza opere di genere costumbrista, abbandonano la tematica storica. Il successo di mercato giunge quindi immediato, non soltanto in ambito italiano, ma in tutta Europa.

Ai temi di genere di derivazione spagnola, Mariano Barbasán Laguerela unisce scene tratte dalla quotidianità italiana, ed in particolare romana, in cui ormai è perfettamente integrato, soprattutto dopo il matrimonio con l’italiana Rosa Lucaferri.

Alla fine dell’Ottocento, il pittore inizia a frequentare Anticoli Corrado, dove soggiorna ripetutamente. Qui, può dedicarsi con tranquillità alla pittura di paesaggio, ma anche alla narrazione dei costumi degli anticolani, che comprendono mercati, feste, processioni, temi che somigliano molto a quelli trattati in Spagna.

Tra le vedute di questo periodo non compaiono solo quelle di Anticoli, ma anche quelle di Saracinesco, paese vicino da cui proviene sua moglie, e quelle di tutta la valle dell’Aniene, con Subiaco e Cervara.

Gli ultimi anni tra Anticoli Corrado e Saragozza

Il successo nel mercato straniero porta il pittore a vivere in maniera molto agiata, tra onori e lodi, con il suo studio in via Flaminia sempre frequentato da mercanti e collezionisti. Impegnato nella tematica costumbrista, partecipa poco alle esposizioni nazionali spagnole. Mentre è presente con una certa regolarità all’Esposizione regionale di Saragozza.

In Italia, partecipa all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911, poi seguita da quella di Berlino, Barcellona e Monaco. Nel 1895 espone in Cile e nel 1898 a Buenos Aires. Il grande successo ottenuto in America Latina lo porta a trasferirsi a Montevideo nel 1912, per un breve periodo.

Rientrato in Italia, soggiorna quasi esclusivamente ad Anticoli Corrado, per poi rientrare nella sua città natale Saragozza dopo la Prima guerra mondiale. Nel 1923, Mariano Barbasán Laguerela tiene la sua ultima, grande personale nella sua cittadina, dove muore l’anno successivo a sessant’anni.

Mariano Barbasán Laguerela: tra luminoso costumbrismo e paesaggio dal vero

Tra le prime opere conosciute di Mariano Barbasán Laguerela vi è quella realizzata per l’ottenimento de pensionato a Roma: si tratta del dipinto di storia sacra Giuseppe figlio di Giacobbe, in carcere. Nel 1891, per la committenza del governo spagnolo, esegue una serie di dipinti di storia, tra cui Don Pedro III il grande sulla collina del Paniza e 20 dicembre del 1591.

Ma il vero successo giunge nel 1892, quando il pittore di Saragozza dà vita ad una delle sue tele di genere di maggiore impatto, Il caffè arabo. Si tratta della rappresentazione di una mascherata araba, durante il Carnevale romano festeggiato dagli artisti presso il Circolo Internazionale di Belle Arti.

Poi, durante i suoi anni trascorsi tra Anticoli, Saracinesco e Subiaco, Mariano Barbasán Laguerela realizza i suoi dipinti più importanti, che uniscono la trattazione verista del paesaggio alla narrazione dei costumi tradizionali della campagna romana.

Ne sono esempio Musici transumanti, Fiera di una città romana di alta montagna, Il fascino del nonno, Lavandaie e Mercato popolare. Negli anni Dieci, il pittore spagnolo raggiunge il massimo del successo con le sue tele più luminose, Mercato di Subiaco, Negli Appennini, Piazza di Anticoli Corrado sotto la neve, Mercato di strada nelle vicinanze di Roma.

Queste ultime opere mostrano un naturalismo elegante e una sapienza compositiva che lo avvicinano più agli artisti italiani che iberici, come dimostrano i dipinti dal vero Giorno di pioggia ad Anticoli Corrado o Bambini che giocano.

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