LUIGI BASILETTI

Luigi Basiletti, Paesaggio istoriato con Mercurio che offre Ercole infante a Giunone, 1806 - Tecnica: olio su tela, 89 x 132. Firma e data in basso al centro
Paesaggio istoriato con Mercurio che offre Ercole infante a Giunone, 1806

Biografia

Luigi Basiletti (Brescia, 1780-1859) si forma inizialmente nella sua città, poi si trasferisce a Bologna per frequentare l’Accademia. Pittore di storia, nel primo decennio dell’Ottocento viaggia tra Roma e Napoli dove acquisisce elementi che arricchiscono il suo linguaggio accademico, soprattutto a contatto con l’antico.

Nel 1809 rientra a Brescia e si dedica a diverse committenze pubbliche che sfociano poi negli anni Venti nella direzione degli scavi archeologici nel Foro romano di Brescia.

Basiletti proviene da una famiglia agiata per cui la sua produzione risulta non troppo serrata, ma piuttosto saltuaria. Nonostante ciò, essendo un personaggio poliedrico, prende parte a diverse associazioni e interventi pubblici. È un’importante figura culturale all’interno del contesto bresciano e non solo.

Ha compiuto opere di restauro e di ritrovamento di pezzi antichi. È stato anche un grande collezionista sia di antichità che di opere contemporanee, soprattutto di Antonio Canova (Possagno, 1757-Venezia, 1822). Muore a Brescia nel 1859.

Gli anni di formazione, tra Brescia e Bologna

Inizialmente Luigi Basiletti si forma a Brescia nella Scuola del pittore Sante Cattaneo (Salò, 1739-Brescia, 1819). Dal 1801 entra nell’Accademia di Bologna dove segue i corsi di disegno di figura di Jacopo Alessandro Calvi (Bologna, 1740-1815).
Espone a diversi concorsi accademici nel 1802 e nel 1803. Presenta saggi di carattere storico o mitologico, come il Centauro Nasso in atto di tendere l’arco.

Influenze artistiche

Nel contesto artistico bolognese conosce Pelagio Pelagi (Bologna, 1775-Torni, 1860) e Antonio Basoli (Castel Guelfo, 1774-Bologna, 1843) che lo indirizza verso una pittura di storia legata alla letteratura. In occasione dei funerali di Gaetano Gandolfi esegue un medaglione allegorico con La Poesia.

Trasferitosi a Roma nel 1803, dipinge Oreste inseguito dalle furie nel tempio di Diana. Con esso vince il premio Curlandese all’Accademia di Bologna. Dimostra una chiara acquisizione degli stilemi neoclassici e soprattutto un accurato studio dell’antico e delle forme statuarie classiche.

Luigi Basiletti. Il soggiorno a Roma e Napoli

La permanenza a Roma lo porta allo studio en plein air della campagna romana e alla realizzazione di diverse vedute di città e di paesaggi. Tutto sempre nel solco del linguaggio chiaro e levigato del Neoclassicismo. Luigi Basiletti si reca a Napoli per ben due volte. Sfrutta l’occasione per dare sfogo alla sua passione per l’antico, visitando Pompei e i Campi Flegrei.

Tornato a Roma porta a termine la committenza del conte Federico Martinengo Colleoni, che gli aveva richiesto una Nascita della Vergine, esposta nel 1808 al Pantheon.
Nella Capitale entra in contatto con il paesaggista olandese Hendrik Voogd (1766-1839) di cui diventa un fedele amico. Esegue poi diversi ritratti tra cui quello di Antonio Canova.

I cicli mitologici a Brescia

Torna a Brescia nel 1809, dove conclude il Filottete di cui rimane un bozzetto. L’attività pittorica di Basiletti è molto eterogenea e comprende il paesaggio, la veduta e il ritratto, ma anche la pittura sacra destinata alle chiese del territorio limitrofo.

Espone alle mostre dell’Ateneo di Brescia e dirige la sistemazione del palazzo cittadino del conte Paolo Tosio, suo amico e committente. In questa occasione dipinge tre sovrapporte ritraenti Pericle e Aspasia, Cornelia madre dei Gracchi, Faone e Saffo e quattro medaglioni con Le Arti.

A Palazzo Martinengo della Motella ancora una volta Luigi Basiletti si dedica ad argomenti mitologici, sua identità principale. Dipinge le Storie di Teseo prima del 1820.
In una fase leggermente successiva, si concentra prevalentemente sul ritratto e sul paesaggio.

Tra il 1823 e il 1830 dà pieno compimento alla sua passione per l’antico maturata a Roma e dirige gli scavi archeologici del Foro Romano di Brescia.

Comincia ad esporre a Brera unendo le sue nozioni di paesaggio apprese a Roma alla pittura di storia, creando paesaggi istoriati molto simili a quelli di Massimo D’Azeglio (Torino, 1798-1866) come il Ferimento di Bajardo.

A cominciare dagli anni Quaranta Luigi Basiletti inizia a rallentare la sua attività artistica e la sua ultima partecipazione alla mostra dell’Ateneo bresciano viene attestata al 1837.

Basiletti risulta essere artisticamente aggiornato al contesto romano di formazione neoclassica dove la severità dei dipinti di storia si coniuga ad un certo carattere evocativo dei paesaggi ideali che richiamalo la tradizione romana del Seicento.

 

Quotazioni Luigi Basiletti

Per una valutazione gratuita della tua opera di Luigi Basiletti, rivolgiti ai nostri esperti storici dell’arte.

Consultaci sia posizionando le foto dell’opera nel form sottostante, oppure utilizzando i procedimenti di contatto in alto.

Offriamo una perizia qualificata anche in meno di 24 ore, grazie alla nostra competenza nel settore. Acquistiamo opere di questo artista.

Inviaci le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro; è indispensabile per avere una stima mirata.

Corrente Artistica:

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Luigi Basiletti e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.