TOMMASO BERTOLINO

Tommaso Bertolino. Languore. Scultura in gesso
Languore. Scultura in gesso

Biografia

Tommaso Bertolino (Palermo, 1897 – Roma, 1979) scultore e medaglista, si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove rimane fino al 1921, anno in cui decide di trasferirsi a Roma, per perfezionarsi, grazie ad una borsa di studio di scultura dell’Istituto Catel.

Nella Capitale, ben presto, inizia ad avere successo non solo nel campo della scultura, ma anche dell’incisione e soprattutto nell’arte della medaglia, per cui è particolarmente conosciuto. Nel 1926 avviene il suo esordio alla Biennale di Venezia, da cui già si percepisce il suo indirizzo stilistico.

La Roma degli anni Venti e Trenta

Le sculture di Tommaso Bertolino appaiono solenni, immobili e plasticamente solide, in una evidente rielaborazione della scultura del protorinascimento, che si unisce anche ad un primitivismo severo e asciutto, in cui le figure assumono un valore ancestrale e mitico.

Non è un caso che l’artista sia stato uno dei maggiori protagonisti della stagione scultorea romana degli anni Venti e Trenta: è infatti tra gli autori di alcune statue di atleti del Foro Italico e è regolarmente presente alle Sindacali fasciste dal 1929 al 1942. Compare anche alle Quadriennali romane, dove ottiene sempre un notevole successo di critica.

Dal 1934, Tommaso Bertolino occupa la cattedra di scultura disegnata presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Per quanto riguarda la produzione di medaglie in bronzo, l’artista adotta la stessa evidenza plastica delle sculture: le figure, nella loro essenza arcaica offrono un richiamo esplicito alla produzione greca, non solo dal punto di vista stilistico, ma anche tematico, attraverso la scelta di soggetti mitologici e storici.

Nella scultura, rimane saldamente ancorato verso un orientamento che prevede masse solide, volumi pieni e sensazioni di segreta ieraticità che si notano soprattutto nei soggetti femminili. Nelle figure maschili, invece, immette un eroismo primitivo che ben si coniuga a quello promosso dal regime.

Il vero successo di Tommaso Bertolino si esaurisce dopo la fine della seconda guerra mondiale. Muore a Roma nel 1979, all’età di ottantadue anni.

Tommaso Bertolino: una scultura solida e arcaizzante

L’esordio dello scultore palermitano Tommaso Bertolino avviene alla Biennale di Venezia del 1926, dove presenta la figura Al sole, che già ci chiarisce la propensione verso volumi pieni e blocchi solidi di materia, che ritornano anche nell’aggraziata Fior di serra, fanciulla che ripropone gli stilemi della scultura del Quattrocento e che compare alla Sindacale del Lazio del 1929.

Donatello e Jacopo della Quercia ritornano nella solennità delle pose, nell’austerità dei gesti delicati. Ma a tratti, la poetica di Tommaso Bertolino si fa ancora più primitivista e trova il suo fondamento nella mitica scultura della Grecia arcaica o degli Etruschi.

Ciò si nota nella figura maschile del Marinaio palermitano esposto alla Biennale di Venezia del 1930, ma anche dalle maestose ed eroiche figure di atleti realizzate per il Foro Italico: Lanciatore della palla di ferro, Atleta al timone, Atleta in riposo, Lanciatore di disco.

In questi primi anni Trenta, si riscontra nello scultore una spiccata adesione ai temi celebrativi e del regime, connessi a certe liturgie iconografiche della perfezione fisica, ma anche dell’attivismo fascista.

Ne sono testimonianza, in particolare, due opere La Vittoria del grano, esposta alla Sindacale torinese del 1931 e Lo squadrista, presentato alla Sindacale del Lazio del 1932, insieme ad altre otto opere, tra cui Bimbo, Cane lupo, Vecchio marinaio e Ritratto.

Alla Biennale dello stesso anno, ha una sala personale in cui espone dodici medaglie, tra cui quelle per il Consiglio Provinciale dell’Economia di Roma, per La società elettrica e gas, per il Sindacato Nazionale della Pesca e per la Repubblica Argentina. Vi sono poi le medaglie con i ritratti Mio padre e Mia madre, Calciatore, Frate cercatore e una Annunciazione.

Il delicato ma allo stesso tempo austero ritratto di fanciulla che viene esposto alla Quadriennale del 1935 celebra Il primo grano di Sabaudia, mentre alla Quadriennale romana del 1939, Tommaso Bertolino presenta la figura distesa Languore, che esprime un sentimento primordiale attraverso il compatto plasticismo del gesso.

Il bassorilievo con la Madonnina, profondamente italiana nelle sue reminiscenze gotiche, compare alla Sindacale del Lazio del 1940, mentre la medaglia bronzea che inscena una Caccia al cinghiale primitiva ed eroica, viene esposta alla Sindacale di Milano dell’anno successivo. Due temi sacri segnano la partecipazione dello scultore alla Quadriennale romana del 1943: Gesù cade sotto la croce e Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce.

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