GONZALO BILBAO

Gonzalo Bilbao. Scena Marocchina. Tecnica: Olio su tela, 84 x 110 cm
Scena Marocchina. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Gonzalo Bilbao (Siviglia, 1860 – Madrid, 1938) nato in un’agiata famiglia sivigliana, viene avviato dal padre agli studi di giurisprudenza. Contemporaneamente però pratica disegno e la pittura, studiando al seguito di Francisco e Pedro Vega a Siviglia.

Consegue la laurea in giurisprudenza nel 1880, ma non eserciterà mai il mestiere, perché ormai completamente coinvolto dalla pittura. Per premio, suo padre gli regala un lungo viaggio di studio e scoperta nelle maggiori città europee, che compie insieme al pittore José Jiménez Aranda (1837-1903).

Il soggiorno in Italia

Dopo un soggiorno a Parigi, dove visitano musei, gallerie e studi di artisti, i due giovani pittori giungono in Italia. Gonzalo Bilbao si stabilisce a Roma per tre anni, completando la sua formazione nello studio di José Villegas Cordero (1844-1921).

Il maestro sivigliano lo introduce ad una pittura brillante e variegata, concentrata soprattutto sui soggetti di genere, tramandandogli l’impronta lasciata da Mariano Fortuny (1838-1874).

Durante il soggiorno italiano, il giovane pittore prende Roma anche come base per visitare altre città, in particolare, Venezia e Napoli, dove realizza numerosi studi di vedute, caratterizzati da un’intensa e luminosità.

Nella metà degli anni Ottanta, Gonzalo Bilbao rientra a Siviglia, dove stringe amicizia con il pittore Vincente Palmaroli (1834-1895), anch’egli versato nella pittura di genere costumbrista sulla scia di Fortuny.

Il ritorno a Siviglia non si presenta piacevole per il pittore, poiché ormai, abituato a viaggiare e a vivere in città artisticamente coinvolgenti, desidera girare la Spagna per trarre suggestioni sempre nuove e stimolanti.
Per questo, si stabilisce per un breve periodo prima a Toledo e poi a Segovia, dove realizza splendidi paesaggi ispirati da questi luoghi assolati.

Tra il Marocco, Parigi e Siviglia

Irrequieto e instancabile viaggiatore, Gonzalo Bilbao, organizza immediatamente un viaggio in Marocco, che intraprende insieme al pittore Andrés Parladé (1859-1933). Dopo il soggiorno nord africano, in cui realizza una grandissima quantità di studi e impressioni di Tangeri e Tétouan, si sposta a Parigi.

Qui, non solo riesce a trovare un fertile mercato per vendere i suoi dipinti orientalisti realizzati nel soggiorno marocchino, ma soprattutto ha modo di avvicinarsi con interesse alla questione sociale e alle lotte tra proletariato e borghesia, che inizia a trattare nei suoi dipinti della fase verista.

Rientrato in Spagna, continua a viaggiare incessantemente tra l’Italia (dove espone alla Biennale di Venezia), la Francia e l’America, sempre in cerca di nuove ispirazioni. Dal 1903, Gonzalo Bilbao insegna alla Reale Accademia di Belle Arti di Santa Elisabetta d’Ungheria a Siviglia.

Una lunga serie di successi

Tutto il primo Novecento è caratterizzato dal ritorno del pittore ai valori cromatici e luministici del linguaggio di Velásquez, utilizzati per dipinti concentrati soprattutto sulla tematica politico-sociale.

In questo periodo e fino agli anni Trenta, si sussegue una lunga serie di riconoscimenti e premi per il pittore sivigliano, che espone in tutta Europa e in America con grande successo. Vince numerose medaglie d’oro, tra cui quella dell’Esposizione Internazionale di Santiago del Cile del 1910 e di San Francisco del 1915.

È proprio nel corso del Novecento che l’attività di Gonzalo Bilbao raggiunge l’apice della maturazione, allontanandosi sempre di più dai temi di genere e inoltrandosi in un verismo dal cromatismo studiato e calibrato, caratterizzato da una pennellata sintetica e luminosa.

Nel 1929, viene nominato delegato artistico dell’Esposizione Iberoamericana di Siviglia e nel 1935 viene eletto membro della Reale Accademia di San Fernando. In questi ultimi anni, si trasferisce a Madrid, dove muore nel 1938, a settantotto anni, mentre la città viene devastata dalla guerra civile di Francisco Franco.

Gonzalo Bilbao: dalla pittura di genere alla questione sociale

I primi anni di carriera di Bilbao Gonzalo si svolgono sicuramente nel segno della pittura costumbrista. Il genere, molto in voga in Spagna, lo porta ai primi successi anche a Roma e Parigi, dove il mercato cerca incessantemente dipinti realizzati alla maniera luminosa e virtuosistica di Mariano Fortuny.

L’apprendistato presso Villegas y Cordero a Roma risulta quindi fondamentale per il giovane pittore, che incentra tutta la sua prima fase sui soggetti di genere tratti dalla quotidianità dei luoghi che visita, e sui dipinti orientalisti realizzati durante il soggiorno in Marocco.

Negli anni Ottanta, quindi, la sua tavolozza luminosa, accompagnata da un tratto veloce e sintetico, va a costituire opere quali Scena del Marocco, Paesaggio Basco, L’idillio.
Ma è durante gli anni Novanta che Bilbao Gonzalo raggiunge una sua cifra caratteristica ben definita, soprattutto dopo l’approccio con la tematica sociale.

Risale infatti alla I Biennale di Venezia del 1895 Vendemmiatrici d’aranci – Andalusia, che denuncia l’interesse per la condizione lavorativa, così come il dipinto presentato nella stessa occasione Approfittando del riposo.

Allo stesso anno appartiene il dipinto Falciatura in Andalusia, oggi conservato al Museo di Belle Arti di Siviglia. Sempre più interessato a divenire narratore di spaccati veristi della società spagnola, alla Biennale di Venezia del 1905 espone uno dei suoi dipinti di maggiore importanza, Uscita delle sigaraie dalla fabbrica di Siviglia, insieme a La schiava, memoria del suo viaggio in Marocco.

La sua pittura, sempre più solida ma denotata comunque dall’uso di una tavolozza brillante e variegata, si concentra anche sui ritratti, in particolare negli anni Dieci del Novecento. Nel sono esempio Ragazza con uno scialle, La toilette e Idillio gitano, opera presentata all’Internazionale di Roma del 1911.

Al 1915 risale il dipinto più famoso di Gonzalo Bilbao, Las Cigarreras, incentrato sulla vita delle lavoratrici del tabacco di Siviglia, tema che verrà poi trattato più volte dal pittore, come si nota dai vari dipinti presentati alla Biennale del 1922, tutti incentrati sullo stesso soggetto della Lavorazione del tabacco.

Alla Biennale del 1928 presenta invece Storia del pellegrinaggio della Rugiada, Vicolo dell’acqua – Alcazar e Studio Fabbrica Tabacchi. Partecipa alla sua ultima Biennale nel 1930, di nuovo con due Studi dedicati alla fabbrica di tabacchi di Siviglia.

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