JESSIE BOSWELL

Jessie Boswell. Bimba. Tecnica: Olio su tela
Bimba. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Jessie Boswell (Leeds, 1881 – Moncrivello, 1956), nata in Inghilterra da una famiglia agiata, viene avviata dal padre agli studi musicali. Dopo aver preso il diploma in pianoforte, si trasferisce in Italia nel 1906, per seguire la sorella che aveva sposato un piemontese.

Stabilitasi a Torino, Jessie Boswell inizia a lavorare come istitutrice per diverse famiglie della nobiltà e, dal 1913 al 1928, è dama di compagnia di Casa Gualino. Proprio in questa dimora, frequentata da artisti e scrittori, la ragazza conosce Felice Casorati (1883-1963).

Rimasta profondamente affascinata dal suo approccio alla pittura, entra nello studio di Casorati a partire dagli anni Venti ed inizia a dipingere e ad esporre con regolarità a Torino. Nel 1924 esordisce alla Biennale di Venezia, presentando una pittura molto delicata, dai toni tenui, che caratterizzerà gran parte della sua produzione.

I “Sei pittori di Torino”

All’inizio, l’influenza di Casorati è ben visibile, soprattutto nelle composizioni silenziose e perfette, quasi metafisiche, nella loro intensità atmosferica. In un secondo momento, abbandona la tendenza novecentista, seguendo la crisi di molti artisti torinesi nei primi anni Trenta.

Non più soddisfatta di quel classicismo formale che l’aveva caratterizzata fino a quel momento, Jessie Boswell inizia ad indirizzarsi verso un espressionismo che prevede un graduale dissolvimento delle forme.

Dunque, partendo dalla solidità misteriosa ma classica di Casorati, la pittrice si avventura in un espressionismo intimista, ispirato al tardo Matisse che la lega ad artisti come Carlo Levi (1902-1975), Francesco Menzio (1899-1979), Gigi Chessa (1898-1935), Enrico Paulucci (1901-1999) e Nicola Galante (1883-1969), che costituiscono il gruppo dei “Sei di Torino”.

In comune, Jessie Boswell e gli altri cinque pittori non hanno un intento programmatico ben preciso, ma sono più che altro accomunati da una generale tendenza verso l’espressionismo francese e soprattutto dall’uso di un cromatismo delicato e tenue che li avvicina ai coevi “Chiaristi” lombardi.

Ma dopo aver partecipato con loro alla Biennale del 1930, la pittrice inglese si separa piano piano dai Sei, pur continuando a condurre una ricerca tonale basata sull’uso di un cromatismo chiarissimo che rende le figure pressoché diafane.

Dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana nel 1936, la Boswell continua ad esporre regolarmente a Torino fino al 1941, per poi smettere gradualmente di dipingere a causa dell’insorgere di una malattia. Ritiratasi in una casa di cura a Moncrivello, vicino Torino, vi muore nel 1956, a settantacinque anni.

Jessie Boswell: un cromatismo tenue e delicato

Come premesso, gli esordi della pittrice inglese sono fortemente legati all’esperienza casoratiana e novecentista. Interni dalle atmosfere sospese e profondamente concrete sono i soggetti più trattati nel corso degli anni Venti, come si nota da Interno di Casa Gualino, Le tre finestre e Doni di Natale, dipinto presentato alla Biennale di Venezia del 1924.

A quella del 1926 espone, invece, Interno e Giaveno e, a quella del 1928, La piccola Vanna. Verso la fine degli anni Venti, la pittura di Jessie Boswell comincia a farsi meno plastica e volumetrica per abbandonarsi ad una linea finissima e ad un colore sempre più delicato, fino a giungere alle tenui opere presentate a Torino nel 1929, Natura morta, Interno con figura, Paese di Primavera, interno e Fiori.

L’esperienza della pittrice inglese all’interno del gruppo dei Sei di Torino, seppur molto breve, sarà fondamentale per tutta la sua produzione successiva degli anni Trenta e dell’inizio dei Quaranta. Sempre nel 1929, partecipa alla Mostra dei Sei di Torino con dieci dipinti, seguita poi dalla seconda mostra del gruppo nel 1930.

Alla Biennale dello stesso anno con Fiori d’inverno, mette fine alla sua esperienza all’interno del gruppo, per continuare comunque a seguire l’ormai consolidata tendenza espressionista e chiarista. Per tutti gli anni Trenta, Jessie Boswell prende parte alle Sindacali torinesi.

Nel 1932 presenta Interno, Fiori e Giardino in collina, due anni dopo Campidoglio torinese, Sordevolo e A Mongreno torinese. Marzo e Interno risalgono alla Sindacale del 1936 e Il giardino degli sposi, Savona e Paola Bologna disegna a quella del 1937.

Tra il 1939 e il 1941, la pittrice espone le sue ultime opere, prima della malattia che la costringerà a smettere di dipingere. Alla Sindacale torinese del 1939 espone In cucina, La cocorita e Marina, nel 1940 All’aria aperta, A Villa Margherita e Lanzo torinese ed infine, nel 1941, Interno di studio e Interno, villa in montagna.

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