CINO BOZZETTI

Cino Bozzetti. Il Bosco in Riva al Fiume. Tecnica: Acquaforte 20 x 27 cm
Il Bosco in Riva al Fiume. Tecnica: Acquaforte

Biografia

Cino Bozzetti (Francesco) (Lecce, 1876 – Borgoratto, 1949) figlio di un generale dell’esercito reale, nasce a Lecce nel 1876. Dopo il trasferimento della famiglia in Piemonte, inizia i suoi studi ginnasiali ad Alessandria, per poi iscriversi all’Accademia Albertina di Torino.

Qui segue i corsi di Romolo Ubertalli (1871-1928), ma insofferente alle regole accademiche, si forma prevalentemente da autodidatta. Si specializza ben presto nel paesaggio, frequentando anche lo studio del pittore Carlo Follini (1848-1938).

Esordisce nel 1901 a Torino e vi espone fino agli anni Quaranta, senza troppa continuità. Cino Bozzetti partecipa anche alle esposizioni di Milano, Roma e Firenze, presentandosi come abile acquarellista, disegnatore ed incisore. Nel 1930 organizza la sua prima personale con una serie di quaranta incisioni a Torino ed è il primo anno in cui partecipa ad una Biennale veneziana. Ritornerà ad esporvi nel 1934, 1936 e 1948.

Nel corso degli anni Quaranta espone anche a Bruxelles, Parigi e Ginevra, mostrando soprattutto le sue acqueforti. Uomo schivo e solitario, soggiorna per gran parte della sua vita nel paesino piemontese di Borgoratto, dove può dedicarsi senza disturbi alla pittura.

I suoi paesaggi risultano carichi di suggestioni dal vero, ma anche velati di un carattere malinconico ed estremamente intimo. Lontano dalle scene, muore a Borgoratto nel 1949.

Cino Bozzetti tra disegni, acquarelli e incisioni

L’apprendistato di Cino Bozzetti presso lo studio di Carlo Follini è fondamentale per la sua formazione. Il maestro infatti era stato a sua volta allievo di Antonio Fontanesi (1818-1882) all’Accademia Albertina e ne aveva ereditato alcune caratteristiche. Sicuramente l’osservazione del vero e il rispetto della resa atmosferica naturale sono elementi che ritornano sia in Follini che in Bozzetti.

Il paesaggio piemontese

Quest’ultimo però vi aggiunge una personale interpretazione, soprattutto nella realizzazione di disegni a carboncino e nelle acqueforti. Sicuramente ritorna l’impronta divisionista, soprattutto quella lirica di Giovanni Segantini (1858-1899) che aveva permeato anche alcune opere mature di Follini. Dunque, tra l’influenza di Fontanesi e quella di Segantini si sviluppa il lavoro prevalentemente incisorio di Cino Bozzetti, che esordisce nel 1901 a Torino.

Nel 1906, alla Promotrice torinese Cino Bozzetti espone due disegni a carbone: L’aratura con la vacca e Vecchi gelsi abbattuti. Alla Quadriennale di Torino dell’anno successivo presenta i due disegni Il bue malato Riviera triste e i due oli Dopo la piena Ruscello.

L’intensità verista e allo stesso tempo poetica di questi paesaggi riporta il sentimento del realismo della Scuola di Rivara e contemporaneamente l’accento cromatico del Divisionismo.

Tra poesia e vero

Nelle incisioni eseguite a partire dagli anni Dieci del Novecento è presente una forte impronta poetica. Cino Bozzetti, in effetti, in alcune opere come le Arpie, di ispirazione mitologica, coniuga il vero della natura al visionario della poesia.

Così anche in alcuni paesaggi ad acquaforte presentati nel 1930: L’albero curvato, Il bosco d’inverno, Il canale col boschetto, Il canale con la presa d’acqua, Il bosco in riva al fiume. Questo sentimento di pura verità, connesso con l’elemento fantasioso di alcune vedute è molto probabilmente dovuto anche alla sua attività di poeta.

A Torino nel 1837 Cino Bozzetti presenta Il boccino e Inverno, nel 1838 Il ruscello, Il parco delle allodole, Il fiume morto. Filologicamente preciso nella rappresentazione delle piante e in quella anatomica degli animali, ha prodotto numerose incisioni di grande interesse.

Luce e ombra si fanno spazio in acqueforti d’impatto, quali La cascina abbandonata e Sole, pioggia e tenebre, presentate a Torino nel 1940. L’anno successivo a Milano espone le quattro incisioni Il pastorello, Alberi e nubi, Pastore, Pastorale.

Nel 1941 partecipa alla Quadriennale di Roma con Brinata, Strada di campagna, Temporale, Il Monte Rosad dalle Colonnette, Il canale col cavallo bianco, Sole e nebbia.

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