LUIGI BROGGINI

Luigi Broggini. Ragazzo (dettaglio). Scultura in terracotta
Ragazzo (dettaglio). Scultura in terracotta

Biografia

Luigi Broggini (Cittiglio, 1908 – Milano, 1983) si forma a Milano presso l’Accademia di Brera con Adolfo Wildt (1868-1931). Ma durante gli anni di studio, il giovane scultore, più che legarsi al linguaggio asciutto e simbolista del maestro Wildt, sembra seguire le orme di altri due fondamentali artisti, Giuseppe Grandi (1843-1894) e Medardo Rosso (1858-1928).

In effetti, sin dalle prime prove, Luigi Broggini mostra una spiccata sensibilità nei confronti della materia che spesso risulta scabra, sbozzata, ma pulsante di vita e strettamente connessa con l’atmosfera circostante.

La sua formazione avviene dunque nella Milano di Novecento. Ma all’inizio degli anni Trenta, entra in contatto con una figura per lui fondamentale, quella di Edoardo Persico, critico e mentore del gruppo espressionista dei “Sei di Torino”.

Si distacca, quindi, profondamente dalle istanze del ritorno all’ordine per farsi rappresentate di un espressionismo vivo, che perfeziona durante un suo soggiorno a Roma nel 1931. Si tratta di una tappa essenziale per Luigi Broggini, perché ha modo di entrare in contatto con la Scuola di via Cavour e di portare con sé a Milano quell’espressionismo tormentato e profondo degli amici romani.

Insieme a Lucio Fontana (1899-1968), usa la terracotta e la ceramica per mettere in atto una sorta di visionario linguaggio baroccheggiante che naturalmente collima con il più alto punto della scultura espressionista lombarda degli anni Trenta e Quaranta.

Il Gruppo “Corrente”

A partire dal 1939, entra a far parte del Gruppo Corrente, legato alla rivista fondata dal giovane Ernesto Treccani, fascista convinto. Ma in un secondo momento, con il subentrare di artisti dichiaratamente di sinistra come Aligi Sassu (1912-2000), il Gruppo si allontana dall’intento iniziale e diviene il sostanziale portavoce dell’Espressionismo lombardo, in stretta comunicazione con quello romano di Mario Mafai (1902-1965).

Quindi, nella seconda mostra di Corrente, tenutasi nel 1940, compaiono anche le opere di Luigi Broggini, che rimane legato al Gruppo fino al 1943, nonostante la censura fascista. In questo periodo, il suo linguaggio si avvicina anche alle espressioni di Nino Franchina (1912-1987), che partecipa come lui a Corrente.

Nel frattempo, lo scultore espone alle mostre baridensi, alle Sindacali, ma anche alla Quadriennale di Roma del 1935, mentre nel 1940 viene organizzata la sua prima personale alla Galleria del Milione a Milano.

Il dopoguerra

Se gli anni Trenta rappresentano per Luigi Broggini il raggiungimento di un proprio linguaggio, fatto di tormento plastico e un drammatico gioco di chiaroscuri sulle superfici ruvide e non finite, gli anni del dopoguerra risultano invece stilisticamente incerti.

Di certo, non aderisce a pieno al realismo, ma non cede neanche alle tendenze astratte, come invece fa il suo amico Franchina. Quindi entra nel mondo della lavorazione della ceramica spesso abbandonandosi anche alla produzione decorativa di piatti, vasi, suppellettili, piastrelle.

Inoltre, con la ceramica può accordare la modellazione plastica al cromatismo acceso e brillante degli smalti, come si nota nella gran parte dei nudi femminili realizzati dall’artista tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Fondamentale è, a partire dagli anni Quaranta, la collaborazione con la ditta di ceramiche di Pozzo Garitta, di proprietà degli Albisola. Ma mentre nell’immediato dopoguerra si legge ancora quel carattere espressionista degli anni Trenta, nel periodo successivo e fino alla produzione matura, Luigi Broggini si identifica con un più morbido naturalismo di carattere intimo e delicato.

Dopo una personale presso la Quadriennale di Roma del 1959, l’attività dello scultore si fa sempre più rada. Le ultime opere certe risalgono alla metà degli anni Settanta. Muore a Milano nel 1983, a settantacinque anni.

Luigi Broggini: la scultura Espressionista

Pur essendo stato allievo di Wildt, Luigi Broggini non ne raccoglie l’eredità di artista simbolista. Anzi, le sue superfici, lungi dall’essere solide e levigate come quelle del maestro, risultano animate da un vibrante movimento della materia, gesso, terracotta, bronzo.

Se inizialmente aderisce ad un impressionismo che molto deve a Medardo Rosso, in seguito questo si coniuga ad un linguaggio primitivista, in cui le figure essenziali e scabre sembrano nascere dall’osservazione delle opere di Arturo Martini (1889-1947).

Nel 1932, Luigi Broggini vince il premio Tandardini alla Mostra di Brera con la scultura L’acquaiola, in cui si nota una materia nervosa e lavorata rapidamente, ricca di elementi espressionisti, così come l’opera Giovane pescatore, presentata alla stessa rassegna. Ecco che questo suo modo di lavorare colpisce subito Edoardo Persico, che lo incoraggia a continuare su questa linea.

Dopo il soggiorno romano, arricchitosi di spunti nuovi, espone alla Sindacale di Firenze il Ritratto di poeta in bronzo e Pastorale, mentre nel 1935, alla Quadriennale romana si presenta con la terracotta Estate.

Allo stesso anno risalgono anche il drammatico Bambino ammalato e il Ritratto di ragazzo, che esprime un primitivismo duro ed intimo allo stesso tempo, grazie all’intensità dello sguardo innocente. Il lirismo espressionista di Luigi Broggini si realizza nel sintetismo con cui tratta la creta della Donna ridente del 1936 e del Ritratto di ragazza del 1937.

I piccoli nudi di donna, circondati da una linea sincopata e spezzata, racchiudono tutta la sua sensibilità visionaria ma anche la sua delicata poesia nel definire volumi e corpi nella loro spiccata tendenza naturale.

Quello dello scultore varesino è un mondo originale e classico allo stesso tempo, primitivo a anche moderno, lirico e tormentato. Attraverso lo stesso ritmo personale, dà vita a tutte le opere che precedono la guerra, mentre in seguito, si dedica soprattutto a delicati nudi femminili e ad una produzione ceramica prettamente decorativa.

Quotazioni Luigi Broggini

Quanto Vale la tua opera di questo Scultore lombardo?

Fatti guidare dai nostri consulenti storici dell’arte per una Quotazione Gratuita della tua opera di Luigi Broggini.

Puoi contattarci sia caricando le immagini dell’opera direttamente nel form sottostante, oppure utilizzando i metodi di contatto in alto.

Il nostro Team di Esperti offre una valutazione qualificata anche in meno di 24 ore. Acquistiamo Sculture di questo artista.

Per una stima ragguagliata, è indispensabile avere le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro.

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Luigi Broggini e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.