Brugnoli Emanuele

Emanuele Brugnoli. Palazzo Ducale Venezia. Tecnica: Acquarello su Carta, 31 x 48 cm
Palazzo Ducale Venezia. Tecnica: Acquarello su Carta

Biografia

Emanuele Brugnoli (Bologna, 1859 – Venezia, 1944) si forma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in cui è allievo di Valentino Solmi (1810-1877). Si specializza nella veduta ad acquarello e nell’incisione.

Risale alla fine degli anni Settanta il suo primo viaggio a Venezia, città che lo conquista immediatamente. Nel 1880 i frequenti viaggi nella città lagunare, grande amore di Brugnoli, si trasformeranno in un trasferimento definitivo.

Venezia, infatti, sarà ripetutamente oggetto dei suoi acquarelli e delle sue incisioni. Scorci delle calli, vedute dei ponti e dei canali trattati con un disegno delicatissimo e con una tavolozza tenue e luminosa occupano gran parte della sua produzione.

Il pittore esordisce nel 1878 a Firenze e da questo momento in poi espone regolarmente anche a Torino, Genova, Venezia, Bologna e Milano. Partecipa a quasi tutte le Biennali di Venezia dal 1899 al 1932, sempre accolto da apprezzamenti e riconoscimenti.

Proprio grazie alla sua esperienza di acquarellista e incisore, nel 1912 ottiene la cattedra di pittura e incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Continua la sua attività di insegnante per molti anni; muore a Venezia nel 1944. Diverse sue opere sono conservate presso il Museo Marangoni di Udine.

Emanuele Brugnoli: acquarelli e incisioni di Venezia

L’esordio di Emanuele Brugnoli all’Esposizione fiorentina del 1878 ci indica già un suo primo soggiorno veneziano. Le opere esposte sono infatti Ricordi di Venezia e Porta del Palazzo Ducale a Venezia. Sin dalle prime mostre dunque, sono pochi gli acquarelli dedicati a Bologna. Ne è esempio La fontana del Nettuno, conservato nella sede della Cassa di Risparmio a Bologna.

All’Esposizione di Torino del 1881 Emanuele Brugnoli presenta due opere legate alla vita quotidiana di Venezia, caratterizzate da una sicura resa disegnativa e da un’inedita capacità interpretativa. Si tratta di Pescivendola veneziana e di Erbajolo veneziano seguite poi nel 1882 da Un campiello veneziano e da una veduta di Cà d’oro.

Una grande ariosità e una piacevolissima finezza del tratto, forse dovuta alla sua attività di incisore, caratterizza le opere presentate nel 1883 a Firenze: Riva degli Schiavoni e Canal Grande a Vanezia. Nel 1888 partecipa all’Esposizione Nazionale della sua città con Il molo di Venezia e La pesca ai granchi, due caratteristici scorci che pongono ancora una volta l’attenzione sulle attività lavorative della città di mare.

La lunga attività espositiva alla Biennale di Venezia

È presso le Biennali di Venezia che Emanuele Brugnoli espone i suoi acquarelli più conosciuti. Nel 1899 presenta due versioni di Un canale di Venezia, nel 1901 mostra le sue doti di incisore esponendo Scene veneziane: una cornice contenente sette acqueforti.

Il 1903 invece è l’anno in cui presenta tre acquarelli di canali veneziani, quello Dei miracoli, quello di San Giovanni e quello Della Madonnetta. Risale al 1905 il suggestivo Silenzi veneziani che rappresenta tra l’altro anche la sua ultima partecipazione alla Biennale, prima di una lunga interruzione.

Riprende infatti ad esporre presso la rassegna veneziana solo nel 1920 con sette opere, tra cui Campo della Salute, Ritorno dei cavalli di San Marco, Sole autunnale. Tra il 1922 e il 1932 esporrà le sue vedute più sensibili e delicate della città, ormai è quasi un cittadino veneziano che sa cogliere le sfumature con occhio esperto, ma sempre emozionato.

Ne sono esempio Piazza San Marco al levar del sole, Chiesa dell’Ospedaletto, Angolo del Palazzo Rezzonico, Canale S. Barnaba ed infine Canale della Giudecca, ultima opera esposta alla Biennale del 1932.

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