Caffi Ippolito

Ippolito Caffi. L’Egitto e l’Istmo di Suez - Olio su Tela
L’Egitto e l’Istmo di Suez. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Ippolito Caffi (Belluno, 1809 – Lissa, 1866) si forma nella sua città natale e a Verona, per poi trasferirsi a Roma nel 1832. Viaggia molto in cerca di vedute e scorci particolari, protagonisti della sua pittura di paesaggio dal sapore nuovo e dinamico.
Estremamente importante è la sua dote di instancabile viaggiatore: visita Lucerna, Londra, Parigi e fa un lungo viaggio in Medio Oriente negli anni Quaranta.

Fervente patriota, viene mandato in esilio nel 1858 e arrestato nel 1860. Dopo la liberazione partecipa alla campagna garibaldina a Napoli. In seguito prende parte alla terza guerra di indipendenza per una causa che lo riguarda da vicino: l’annessione del Veneto all’Italia.
Muore durante l’affondamento della nave ammiraglia “Re d’Italia” a Lissa nel 1866, dove si era diretto per documentare con bozzetti la battaglia.

Formazione: la pittura di paesaggio

La sua formazione inizia nella città di nascita Belluno, dove frequenta i pittori Antonio Federici (1790 – 1869) e Antonio Tessari (1788 – 1867).

Subito dopo continua gli studi con il cugino e pittore di storia Pietro Paoletti (1801 – 1847).
Dal 1827 al 1829 frequenta l’Accademia di Venezia e nel 1832, quando si trasferisce a Roma, insieme a Paoletti approfondisce i suoi studi e si afferma come pittore di paesaggio.

La pittura veneziana

Sicuramente importanti nella formazione del linguaggio paesaggistico di Caffi sono le vedute settecentesche di Canaletto. Ma la rigida composizione classica del vedutista viene mitigata da una visione tutta nuova di Ippolito Caffi, condivisa anche dal padovano Domenico Bresolin (1813 – 1890).

Le vedute vengono così attraversate da una luce ampia e tersa e i paesaggi risultano arricchiti da notazioni temporali e dall’atmosfera di matrice romantica.
I numerosi viaggi in Europa e in Medio Oriente porteranno Caffi ad allontanarsi sempre di più dal paesaggio accademico per crearne uno tutto suo, intessuto delle più disparate suggestioni esterne.

Opere di Ippolito Caffi

Al periodo romano appartengono diverse opere di paesaggio che hanno reso Caffi veramente famoso. Dipinti come La festa dei Moccoletti evidenziano la grande attenzione dell’artista nei confronti della resa luministica e della variazione cromatica che segue il passare delle ore del giorno e della notte.

Gli effetti scenici risultano cangianti e maestosi. I viaggi avventurosi di Caffi degli anni Quaranta lo fanno allontanare sempre di più dal canone paesaggistico appreso in Accademia.

La realtà emerge sempre di più a sfavore della rappresentazione schematica della veduta. La sua tecnica è estremamente sintetica e veloce. Ciò emerge da Neve e nebbia in Canal Grande del 1840, dipinto che immortala un momento preciso della giornata e rende protagonisti due agenti atmosferici, proprio come le tele o gli studi di Constable in Inghilterra.

Il Canal Grande è privato della sua maestà e pervaso da una pesante nebbia che accompagna la neve per creare un paesaggio quasi tenebroso che sta tra il pittoresco e il sublime.

Il viaggio in Oriente

Suggestivi sono le vedute raccolte durante il viaggio in Oriente, ma anche quelle della guerra d’indipendenza veneziana del 1848-49. Ne è un esempio Bombardamento notturno a Marghera del 25 maggio 1849 testimonianza del suo patriottismo.

Il dipinto mette ancora una volta in risalto gli effetti luministici del fuoco e dei bombardamenti nell’oscurità della notte e sopra il placido specchio d’acqua della laguna.
Nel 1845 decora il palazzo della contessa Spineda a Treviso, in particolare le pareti del primo piano con quattro vedute di Roma, Atene, Istanbul e del deserto della Libia, ricordo del suo viaggio.

Dal 1845 al 1848 si occupa della decorazione di Villa Miari a Cugnach (Belluno) e di Casa Selvadego a Venezia circa dieci anni dopo, entrambe caratterizzate da suggestioni esotiche.
Negli anni Sessanta continua a studiare gli effetti della luce nelle diverse ore del giorno. Riempie le vedute classiche di un sapore nuovo, fino a quando non muore nel 1866.

Quotazioni Ippolito Caffi

Per una valutazione gratuita della tua opera di Ippolito Caffi, rivolgiti ai nostri esperti storici dell’arte.

Consultaci sia posizionando le foto dell’opera nel form sottostante, oppure utilizzando i procedimenti di contatto in alto.

Offriamo una perizia qualificata anche in meno di 24 ore, grazie alla nostra competenza nel settore. Acquistiamo opere di questo artista.

Inviaci le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro; è indispensabile per avere una stima accurata.

Corrente Artistica:

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Caffi Ippolito e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.