Cambellotti Duilio

Duilio Cambellotti. Il Gatto e la Tartaruga. Tecnica: Xilografia , 10,2 x 12,7 cm
Il Gatto e la Tartaruga. Tecnica: Xilografia

Biografia

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) dopo il diploma in ragioneria, segue le lezioni al Liceo Artistico Industriale di Roma, sotto la guida di Alessandro Morani (1859-1941) e di Raffaello Ojetti (1845-1924). È proprio in questi anni che si formerà quel “multiforme ingegno” che caratterizzerà la sua produzione per tutta la sua carriera.

Un artista eclettico

Non solo pittore, ma anche scultore, grafico e soprattutto artista fortemente connesso alle arti applicate e alla progettazione decorativa, Duilio Cambellotti è uno dei più eclettici rappresentati del Liberty italiano.

Al Liceo Artistico Industriale si specializza nella cesellatura del metallo alla fine degli anni Novanta, ma inizia ben presto a lavorare come illustratore per riviste del calibro di “Novissima” o “L’Italia ride”.

È da sottolineare poi, l’orientamento profondamente socialista dell’artista. Si dall’inizio del Novecento, promuove diverse iniziative tese alla diffusione della cultura anche a livello popolare. Una su tutte, la lettura di Dante per le classi meno abbienti, connessa alla sua vittoria del Concorso Alinari del 1901 per l’illustrazione della Commedia.

Il valore sociale dell’arte

Versatissimo nelle arti applicate, comunque Duilio Cambellotti non abbandona la pittura, tanto che nel 1904 entra a far parte del gruppo dei XXV della Campagna Romana, intimamente intenzionato a riscoprire i valori lirici e simbolici della natura. Risale al 1902 il suo esordio alla mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma.

Nel 1908, ottiene la cattedra di ornato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ruolo che manterrà fino al 1930. Sempre legato all’idea socialista della diffusione della cultura, nel 1915 si occupa di affreschi da realizzare nelle scuole e pubblica un sillabario per i contadini.

Inoltre è l’ideatore della Capanna dell’agro, una mostra che, attraverso sculture, disegni e dipinti, raffigura la vita e le condizioni dei braccianti alla soglia della prima guerra mondiale.

La funzione sociale dell’arte è alla base di tutta la produzione di Dulio Cambellotti, soprattutto quando diventa più intenso il suo impegno in ambito architettonico e decorativo.

Seguendo i progetti dell’Arts and Crafts di William Morris (1834-1896), naturalmente osteggia l’interferenza eccessiva dell’industria nella produzione, preferendo il lavoro artigianale e dignitoso, lontano dall’esperienza alienante della catena di montaggio.

L’intensa e variegata produzione

Dal 1911, Duilio Cambellotti inizia a praticare la xilografia e proprio negli anni della Secessione romana, lavora intensamente alla produzione di vetrate istoriate, organizzando la prima mostra di vetrate artistiche nel 1912.

Non aderisce al movimento secessionista, pur condividendone l’idea di allontanamento dall’arte ufficiale, in particolare dal Futurismo e dall’arte borghese. Inizia a lavorare con regolarità per il Teatro Greco di Siracusa, realizzando meravigliose scenografie che poi saranno oggetto di una mostra organizzata da Margherita Sarfatti alla Biennale di Venezia del 1928.

Al 1919 risale la sua prima Personale romana, presso la Bottega dell’Arte, mentre è del 1921 la seconda mostra dedicata alla vetrata artistica. La sua produzione spazia dalla scultura, alla pittura, alla vetrata, alla realizzazione di maioliche e di oggetti d’arredo.

Negli anni Trenta si dedica a diversi progetti architettonici e a decorazioni monumentali, sempre legate alla celebrazione del mondo contadino. A cavallo della guerra, la sua attività diminuisce gradualmente e si riduce alla progettazione di oggetti e vetrate. Muore a Roma nel 1960, a ottantaquattro anni.

Duilio Cambellotti: tra arti applicate, scultura e pittura liberty

Duilio Cambellotti si dedica, sin dagli esordi, a numerose declinazioni artistiche. Il padre intagliatore lo introduce alle arti applicate, che rappresenteranno sempre per lui uno stretto legame tra arte e società.

La partecipazione ai XXV della Campagna Romana segna l’impegno di Duilio Cambellotti come paesaggista, ispirato alle teorie di Nino Costa (1826-1903). È da qui che nasce l’idea dell’artista di trovare ispirazione dalle forme simboliche della natura per le sue decorazioni. Nel 1908 realizza il polittico L’altare, uno dei suoi dipinti più apprezzati.

Alla mostra delle Scuole per i Contadini dell’Agro Romano del 1911, presenta, tra le altre opere, il Bassorilievo dei cavalli, celebrazione della vita naturale. Del 1912, è invece la prima Mostra della Vetrata, in cui espone, tra le altre opere, I guerrieri, conosciuta anche come Visione eroica, reminiscenza del Ciclo dei Nibelunghi.

Risalgono al 1914 le prime vetrate realizzate per la Casina delle Civette in Villa Torlonia, tra cui Il chiodo. Invece La fata, Le gazze e Le lucciole vengono presentate alla II Mostra della Vetrata del 1921.

Tra gli anni Dieci e Venti, Duilio Cambellotti partecipa a numerose edizioni delle Internazionali Decorative di Monza, e nel frattempo, nel 1914, realizza le illustrazioni per le Mille e una notte di forte impronta secessionista nordica.

L’eclettismo dell’artista non permette di dare un ordine ben preciso alla sua produzione, che comunque raggiunge il culmine espressivo nell’attività scenografica. Con diversi progetti di scenografie tiene una personale curata da Sarfatti alla Biennale del 1928. Mentre nel 1936 partecipa alla Mostra Sindacale dell’arte del cartellone con i disegni per I Sette a Tebe e I Persiani di Eschilo.

Antico e moderno, intesi come primitivismo tragico e linea liberty si fondono in tutte le espressioni artistiche di Duilio Cambellotti, in una creatività formulata sia a livello decorativo che a livello monumentale.

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