Carlevarijs Luca

Luca Carlevarijs. Mendicanti. Tecnica: Penna e acquarello su carta
Mendicanti. Tecnica: Penna e acquarello su carta

Biografia

Luca Carlevarijs (Udine, 1663 – Venezia, 1730), nato da una nobile famiglia friulana, è figlio di un pittore locale, particolarmente affermato come ritrattista. Rimasto orfano di entrambi i genitori, da adolescente si trasferisce a Venezia, dove decide di vivere in una casa appartenente al monastero dei Carmini, in cui rimarrà per tutta la sua vita.

Inizia quindi a Venezia la carriera pittorica di Luca Carlevarijs: i vicini di Palazzo Zenobio lo prendono subito sotto la loro ala protettrice ed è grazie alle loro prime committenze, che il giovane artista inizia a farsi conoscere nella Venezia della fine del Seicento e dell’inizio del Settecento. Inizialmente, infatti, viene conosciuto con l’epiteto di “Luca di Ca’ Zenobio”.

Una formazione incerta

Per quanto riguarda la sua formazione, non è stato accertato un vero e proprio apprendistato presso un pittore, ma è sicuro che il giovane abbia unito l’eredità paterna a diverse influenze provenienti da contesti romani e nordici.

I primi dipinti risultano fortemente modulati sulle istanze del paesaggismo nordico filtrato attraverso la rilettura romana della veduta ideale. A questo proposito, spesso si è parlato di un soggiorno romano compiuto da Luca Carlevarijs, ma mai effettivamente documentato dalle fonti.

È possibile che abbia compiuto questo viaggio tra il 1685 e il 1690, ma gli studiosi hanno anche parlato di una influenza romana non provenuta direttamente da un soggiorno in città, ma piuttosto dal contatto con gli artisti in viaggio a Venezia o da artisti veneziani che hanno avuto legami diretti con Roma.

Grazie a Carlo Brisighella Eismann (1679 circa-1720), forse suo maestro veneziano, il pittore si è sicuramente aggiornato sulle istanze introdotte da Gaspar Van Wittel (1653-1636), Jan Frans van Bloemen (1662-1749), ma anche da Claude Lorrain (1600-1682).

Le prime opere di Luca Carlevarijs, capricci e piccole vedute con figurine e paesi di fantasia sullo sfondo, si trasformano poi in vere e proprie vedute di stampo classico, che confermano la ricezione delle influenze sopracitate, ma anche diversi riferimenti alle Bambocciate e alla pittura di Salvator Rosa (1615-1673).

Una figura cruciale per il paesaggio veneziano del primo Settecento

La stagione d’oro del vedutismo veneto, di cui i maggiori rappresentanti sono Canaletto (1697-1768), Bernardo Bellotto (1721-1780) e Francesco Guardi (1712-1793) è stata a tutti gli effetti aperta da Luca Carlevarijs, con le sue incisioni e con le sue interpretazioni di Venezia.

La precisione del campo largo, ma anche l’infinita attenzione al dettaglio caratterizza le vedute del pittore friulano, tra i primi ad utilizzare, come Van Wittel, la camera ottica per l’esecuzione di paesaggi.

Ma tale esattezza lenticolare si coniuga anche ad una gestione fantasiosa ed emozionante della veduta, attraverso la modulazione di atmosfere personali, dell’interpretazione della luce e della scelta specifica di rappresentare particolari scene e personaggi.

Per questo, la sua elaborazione vedutistica, seppur basata su un’attenta riproduzione del dettaglio naturalistico attraverso la camera ottica, non risulta mai ripetitiva o noiosa. Molti paesaggi sono istoriati, animati da scene religiose o mitologiche, molti altri hanno come soggetto battaglie navali, genere prediletto da Luca Carlevarijs.

Ciononostante, fino agli ultimi anni, l’artista continua anche a produrre i capricci, con fantasie paesaggistiche ed urbanistiche, che contraddistinguono la sua poetica. Diverse sono le commissioni che riceve da ambasciatori e da diplomatici di tutta Europa, soprattutto negli anni Dieci del Settecento.

Nel decennio successivo, comincia a lavorare sempre di meno, a causa di una paralisi progressiva che gli impedisce di dipingere. Muore a Venezia, nel 1730 a sessantasette anni.

Luca Carlevarijs: la nascita del vedutismo veneziano, tra camera ottica e capricci

I capricci, i porti di mare e le vedute arricchite da architetture di fantasia sono le cifre caratteristiche di Luca Carlevarijs. Il suo approdo a Venezia lo mette al centro di una vasta quantità di impulsi e di stimoli provenienti da Roma come dalla cultura nordica, tutti indirizzati a far nascere un linguaggio eclettico ed innovativo.

Nel campo della veduta, l’artista friulano rappresenta il passaggio dal Barocco al Settecento, in una chiave del tutto personale, giocando tra la precisione ottica e brani di acuta sensibilità immaginativa. Tra le sue prime opere conosciute vi è una Battaglia navale del 1690 circa, ma anche un Paesaggio con cascata e carovana, un Paesaggio con scena di mercato e un Porto di mare realizzati per il portico di Ca’ Zenobio.

Al 1703 risalgono invece le prime incisioni pubblicate e documentate da fonti ufficiali, Le Fabriche e Vedute di Venezia Disegnate, Poste in Prospettiva, et Intagliate da Luca Carlevaris, che molti studiosi prendono come opere che, di fatto, segnano la nascita del vedutismo veneziano.

Insieme a questa serie di incisioni si colloca anche la prima veduta dipinta di Luca Carlevarijs, L’ingresso dell’ambasciatore francese de Charmont in palazzo Ducale, che dà avvio ad una lunghissima serie di immagini dedicate a Venezia, che lo hanno reso celebre e gli hanno procurato numerosi incarichi.

Contemporaneamente, procede con la realizzazione di capricci e porti di mare, tra cui Marina e Porto con città murataPaesaggio con porto di mare, Paesaggio con architettureRovine romane, Porto con monumento ed arco romani, tutti databili agli anni Dieci del Settecento.

Tra le vedute più significative del pittore vi sono Il molo con la Zecca e la punta della Dogana Il molo verso il Palazzo Ducale, conservati a Palazzo Barberini a Roma, ma anche Ingresso dell’ambasciatore britannico conte di Manchester in palazzo Ducale e Regata in onore del principe elettore Federico Augusto di Sassonia, conservato all’Ermitage di San Pietroburgo.

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