Carpanetto Giovanni Battista

Giovanni Battista Carpanetto. In Tempestate Securitas. Tecnica: Olio su tavola , 31 x 49 cm
In Tempestate Securitas. Tecnica: Olio su tavola

Biografia

Giovanni Battista Carpanetto (Torino, 1863 – 1928) viene indirizzato dalla famiglia allo studio di materie commerciali, ma sin da subito dimostra una spiccata propensione verso l’arte. Entra quindi come apprendista nella tipografia torinese Doyen e poi si iscrive all’Accademia Albertina. Qui è allievo di Enrico Gamba (1831-1883) e di Andrea Gastaldi (1826-1889).

Dall’Accademia allo studio dal vero

Nonostante la sua formazione accademica lo indirizzi inizialmente verso la pittura di storia, Giovanni Battista Carpanetto si specializza nella figura e nel paesaggio. Inizia infatti a frequentare Giacomo Grosso (1860-1938) ed avvicinarsi alla poetica della Scuola di Rivara. Dopo i primi anni, dunque, lo studio dal vero diviene una delle sue cifre caratteristiche, insieme all’allontanamento dai dettami accademici.

Esordisce con un dipinto di storia alla Promotrice torinese del 1883, ma ben presto, come accennato, si rivolge ad un verismo trattato con discreta attenzione alla questione sociale. Non mancano comunque incursione nella pittura aneddotica e nella narrazione della quotidianità piemontese.

Una certa attenzione al sentimento, al dato intimo e reale caratterizza la sua intera produzione, a tratti con accenti simbolisti, a tratti con un naturalismo sintetico e rapido, atto a cogliere il vero con grazia e fantasia. I suoi dipinti mettono in gioco una tavolozza chiara, accompagnata da un uso sintetico e morbido del colore, a volte steso con tecnica divisionista.

L’attività di illustratore e litografo

Non è da dimenticare l’attività di illustratore e litografo di Giovanni Battista Carpanetto. Avendo compiuto l’apprendistato presso una tipografia, non abbandonerà mai l’attività grafica. Da questo punto di vista, l’artista può tranquillamente essere inserito in un delicato ed elegante gusto Liberty che non di rado si riflette nei ritratti di donna.

Tra le sue opere litografiche si ricordano il manifesto per l’Esposizione torinese di Arti Decorative del 1902, il progetto realizzato con l’architetto Betta di Piazza San Carlo a Torino e la banconota da cinque lire. Diverse illustrazioni contenute in riviste e manifesti pubblicitari del tempo si trovano nella Raccolta Salce di Treviso.

Giovanni Battista Carpanetto partecipa con regolarità alle esposizioni torinesi e genovesi fino all’anno della sua morte. Ma non manca di esporre a Roma, Firenze e Milano. Muore a Torino nel 1928, ancora nel pieno dell’attività.

Nel 1930, l’Accademia Albertina gli dedica una retrospettiva postuma, acquistando anche diverse opere di Giovanni Battista Carpanetto per la sua collezione permanente.

Giovanni Battista Carpanetto: paesaggi e figure di grande libertà compositiva

L’esordio di Giovanni Battista Carpanetto risale alla Promotrice di Torino del 1883. Vi espone il dipinto di storia Fanfulla al sacco di Roma, accompagnato da due paesaggi, In riva al Po e Primi fiori.

In questa fase, la sua pittura risulta ancora influenzata dalla precisione ottica accademica, ma ben presto l’artista si rivolge a nuove fonti di ispirazione. Per quanto riguarda la figura e le scene di genere si ispira alle doti coloristiche e compositive di Giacomo Grosso, studente come lui all’Albertina.

Dal punto di vista paesaggistico, invece, Giovanni Battista Carpanetto sembra avvicinarsi a quella poesia verista che caratterizza le esperienze della Scuola di Rivara piemontese. Nel 1883 all’Esposizione di Belle Arti di Roma invia Sul Po presso Torino, mentre l’anno successivo a Torino compare il dipinto di genere Confidenze e un Ritratto.

Atmosfere calde e avvolgenti, accattivanti e di matrice simbolista e liberty vanno a descrivere la produzione ritrattistica. Mentre un naturalismo fatto di impressioni rapide e sincere caratterizza i paesaggi piemontesi. Ciò si può ben osservare nei dipinti presentati a Torino nel 1886 Maggio, Quiete e Foglie gialle.

Il naturalismo: uno sguardo sulla vita contemporanea

Giovanni Battista Carpanetto pur partendo da una formazione accademica impostata sulla pittura di storia, nel corso degli anni, si interessa anche ai lati più oscuri della contemporaneità.

Così si rivela un attento verismo sociale nel dipinto Conseguenze esposto a Venezia nel 1887. Oggetto di diverse critiche, l’opera prima aveva un titolo diverso, La suicida, che fa capire quanto fosse legata alla realtà sociale della fine dell’Ottocento.

Nel 1890, invece, a Torino espone Madre che decreta definitivamente il successo dell’artista e viene acquistata dal re Umberto I per la sua collezione. Due anni dopo compaiono a Torino Amore d’artista e Un filosofo e all’Esposizione di Belle Arti di Roma del 1893 Aria aperta.

Partecipa poi alla I Biennale di Venezia del 1895 con Sovrana e alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze del 1896 con Le prime onde grosse.Due Ritratti e i paesaggi liguri Pegli visto dai villini e Sestri in lontananza vengono esposti alla Promotrice genovese del 1897.

Tra pittura e grafica liberty

All’inizio del Novecento affianca l’attività grafica alla pittura, facendosi riconoscere come uno degli illustratori liberty più importanti del momento. Le sue donne in stile floreale compaiono su importanti manifesti pubblicitari. Ne è un esempio quello della FIAT, su cui compare un’elegante donna con ombrellino su uno dei primi modelli di automobile.

È anche autore del manifesto per L’Esposizione generale italiana e internazionale dell’elettricità a Torino. Nel frattempo continua ad esporre ritratti femminili ispirati al gusto liberty, ma anche paesaggi di spiccata qualità cromatica e luministica.

Nel 1913 a Genova presenta Case di Portovenere e Scogliera a Portovenere, nel 1919 Valle del Pellice, Sera, Bobbio e Mattino presso Rivara. Partecipa alla sua ultima esposizione genovese nel 1828, con I monti del Margone, Paese di montagna, Ombrellifere e Tramonto a Bobbio Pellice.

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