Ciusa Francesco

Francesco Ciusa. Il Pane. Scultura in bronzo
Il Pane. Scultura in bronzo

Biografia

Francesco Ciusa (Nuoro, 1883 – Cagliari, 1949), sin da bambino, mostra una spiccata propensione verso il disegno e la modellazione. Nonostante le difficoltose condizioni economiche in cui versa la sua famiglia, dovute anche alla precoce morte di suo padre, il giovane riesce ad ottenere un sussidio per trasferirsi a Firenze e studiare in Accademia. Questo avviene grazie all’intercessione del suo amico scrittore Sebastiano Satta.

Nell’Accademia fiorentina, Francesco Ciusa studia scultura con Domenico Trentacoste (1859-1933), per poi frequentare anche la Scuola libera del Nudo. Ma insofferente alle rigide regole dell’accademia e bisognoso di una maggiore libertà artistica, nel 1903, fa rientro in Sardegna.

Insieme al pittore Giuseppe Biasi da Teulada (1885-1945), al poeta Sebastiano Satta e alla scrittrice Grazia Deledda, Francesco Ciusa è uno dei protagonisti del rinnovamento della cultura sarda di inizio secolo e soprattutto della sua diffusione nel continente.

Il dramma sardo

Come Biasi, lo scultore si appropria di un linguaggio simbolista e secessionista che riesce a rappresentare al meglio la tradizione popolare sarda, con le sue problematiche sociali e con i suoi antichi e folklorici costumi, non trattati attraverso una visione decorativa, ma mediante un’interpretazione drammatica e verista dell’epopea sociale sarda.

Al suo esordio alla Biennale di Venezia del 1907, con il suo soggetto tragico e simbolico allo stesso tempo, viene fortemente elogiato da Ugo Ojetti. Sarà presente alla rassegna lagunare per molte altre edizioni, fino al 1928, portando avanti ancora un’idea di Sardegna sofferente, ma anche viva ed operosa, nel costante e profondo legame con le tradizioni.

Proprio nel 1907, si trasferisce da Nuoro a Cagliari, diventando un importante animatore della cultura locale. A cominciare dagli anni Venti, il cocente e forte verismo di Francesco Ciusa si spinge verso esigenze maggiormente simboliste, in una tensione ideale e spirituale che si rivela anche nell’aggiornamento delle tematiche.

Ora presenta non solo soggetti tratti dalla popolarità sarda, ma anche da ispirazioni sacre o sentimentali, in cui comunque non abbandona il segno sapiente e l’afflato primitivista. Nel 1919 fonda a Cagliari la Società per l’Industria Ceramica Artistica (SPICA), in cui produce piccoli oggetti decorativi, come scatoline e bassorilievi che lo legano alle arti applicate.

Al 1925 risale il trasferimento di Francesco Ciusa ad Oristano, dove viene chiamato a dirigere la Scuola d’Arte Applicata. Nel corso del Ventennio, si defila gradualmente dall’attività ufficiale e dalle esposizioni. Nel 1943, con il bombardamento di Cagliari viene distrutto il suo studio insieme alle diverse opere realizzate nell’ultimo periodo. Muore nella stessa città nel 1949, a sessantasei anni, dopo una lunga malattia.

Francesco Ciusa: la scultura sarda del primo Novecento, tra verismo e simbolismo

Dopo la formazione fiorentina, Francesco Ciusa rientra in Sardegna con la volontà di narrare l’essenza del popolo sardo in tutta la sua più cruda e drammatica realtà. Il suo linguaggio risulta, sin da subito, equilibrato ed incisivo: il bronzo delle sue sculture lavorato con sincero realismo, riporta una severità quattrocentesca, ripresa sicuramente dallo studio di Donatello a Firenze.

Questo è ben visibile nella prima opera presentata alla Biennale di Venezia del 1907, La madre dell’ucciso, che narra il dolore immobile di una madre anziana che assiste alla morte del figlio. Il verismo si unisce ad una forte sensibilità introspettiva, che si riscontra anche nelle opere successive, come Il nomade e La filatrice, esposte alla Biennale del 1909.

Meno drammatiche, ci offrono uno spaccato della tradizione culturale e popolare sarda, attraverso un equilibrio compositivo e una espansione fantasiosa nello spazio che ritorna anche nella figura femminile che sta facendo Il pane, in una sorta di rituale sacro e folklorico allo stesso tempo.

Una nuova tensione tragica si legge nelle opere presentate da Francesco Ciusa alla Mostra Internazionale di Roma del 1911, Dolorante anima sarda e Affetti materni. Alla Biennale del 1914 espone Il cainita, mentre dopo la guerra si dedica anche al disegno e all’incisione presentando, alla Biennale del 1920 Il latte e La processione dei misteri.

In tutto il corso degli anni Venti, Francesco Ciusa non sembra aderire al ritorno all’ordine. Piuttosto, si abbandona ad un espressionismo ancora più drammatico e legato alla tradizione della sua terra, come si nota dalle opere L’ucciso, comparsa alla Biennale del 1922 e Anfora sarda a quella del 1928. Realismo e simbolismo si uniscono in queste narrazioni dolorose, introspettive ed essenziali.

Negli anni Venti, in un rinnovato simbolismo, le figure si allungano alla maniera di Adolfo Wildt (1868-1931) e si aggrovigliano in una fantasia compositiva che lo rende uno dei massimi interpreti della cultura sarda ed italiana della prima metà del Novecento.

Quotazioni Francesco Ciusa

Quanto Vale la tua opera di questo Scultore sardo?

Fatti guidare dai nostri consulenti storici dell’arte per una Quotazione Gratuita della tua opera di Francesco Ciusa.

Puoi contattarci sia caricando le immagini dell’opera direttamente nel form sottostante, oppure utilizzando i contatti in alto.

Una valutazione qualificata, anche in meno di 24 ore, ti sarà proposta dal nostro Team di storici dell’Arte. Acquistiamo Sculture di questo artista.

Per una stima scrupolosa, è indispensabile avere le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro.

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Francesco Ciusa e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.