Coriolano Vighi

Coriolano Vighi. Paesaggio Lacustre. Tecnica: Pastello su Cartone
Paesaggio Lacustre. Tecnica: Pastello su Cartone

Biografia

Coriolano Vighi (Firenze, 1846 – Bologna, 1905) nasce da una famiglia borghese di Bologna trasferitasi a Firenze. Nel 1854 ritorna nella città di origine dei genitori iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti. Frequenta la scuola di paesaggio e si specializza ben presto in questo genere. Riceve diversi premi alle Esposizioni, quando è ancora studente, anticipando il grande successo di pubblico che otterrà sia in Italia che all’estero.

I suoi paesaggi e le sue marine si possono definire tardoromantici, perché pervasi da un intenso lirismo accompagnato da un realismo a tratti sorprendente. L’artista soggiorna spesso sulla costa toscana per trarre ispirazione per le marine, genere in cui riesce alla perfezione.

Diviene uno dei paesaggisti più apprezzati di Bologna, insieme al più schietto Luigi Bertelli (1833-1916) con cui tra l’altro stringe una forte amicizia. Si lega anche ad altri pittori di area bolognese come Mario de Maria (1852-1924) e Luigi Serra (1846-1888).

Il successo aumenta costantemente: dall’inizio degli anni Novanta il suo studio viene visitato da Giovanni Boldini (1842-1931) e poi da una serie di collezionisti tedeschi e russi che comprano diverse opere. Altre vengono acquistate da casa Savoia, dal Kaiser di Germania, dallo Zar di Russia.

È un periodo di intenso lavoro, perché Coriolano Vighi partecipa ad una lunga serie di esposizioni nazionali e internazionali. È presente a Torino nel 1880, a Milano l’anno successivo, a Parigi nel 1898 e nel 1904, a Venezia nel 1905.  Purtroppo nell’ultimo periodo contrae una grave malattia che lo conduce alla morte proprio nel 1905, nella sua città adottiva, Bologna.

Paesaggi e marine: la matrice romantica

I paesaggi di Coriolano Vighi risultano pervasi da una vena romantica e ideale a tratti interrotta da un evidente realismo in linea con i tempi. Ne scaturiscono opere intensamente liriche che caratterizzano tutta la sua carriera, partendo da un’elaborazione cromaticamente brillante fino ad arrivare ad una produzione caratterizzata dall’uso del pastello e di toni più scuri.

Ancora studente, nel 1870, vince il terzo premio al concorso di paesaggio. Questi timidi inizi precorrono però una brillante carriera ricca di successi e vendite soprattutto estere. Il suo colorismo tardoromantico e il suo tratto disegnativo che quasi scompare in favore del primo si perfezionano nei frequenti soggiorni toscani.

Tra realismo e poesia

Qui diviene un grande interprete delle marine, caratterizzate da un’atmosfera profondamente poetica. A Torino, nel 1876 presenta uno dei suoi dipinti più apprezzati Una giornata piovosa, mentre l’anno successivo a Genova espone In settembre.

Molte opere raffigurano la campagna bolognese: Castiglione di Pepoli del 1875, Il Reno (campagna bolognese) del 1878, il famoso Tempo piovoso presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880. Significativi sono anche i paesaggi Campagna mesta, L’avvicinarsi della procella a pastello, Quies, Sprazzo di luce e  Notturno.

All’esposizione di Genova del 1903 presenta Notte, Mattino, campagna bolognese e Sera, tramonto. Spesso Coriolano Vighi si fa interprete di notturni dal sapore romantico, in cui la protagonista è la luce della luna che talvolta si riflette su calmi specchi d’acqua.

L’impianto compositivo degli oli e dei pastelli è sempre molto classico e si rifà al paesaggio ideale seicentesco. Quinte arboree incorniciano vedute lacustri o marine, campagne immerse nella luce opalina del mattino o in quella tersa del pomeriggio. Ma in alcune opere il realismo si fa vivissimo, soprattutto nella resa delle nubi e della luce che le filtra.

Coriolano Vighi. Il successo nel mercato europeo

Questo perfetto intento scenografico trasforma semplici composizioni paesaggistiche in opere dalla grande qualità tecnica, corteggiatissime dai mercanti e dai collezionisti europei. Nel 1898 alcune opere vengono acquistate dal Principe di Piemonte e dal Duca d’Aosta.

Nel 1904, al Salon di Parigi, ottiene la medaglia d’oro con il delicato pastello Nidi d’aquila. Il suo studio viene visitato dal collezionista tedesco Alfred Probst e dal critico Hans Barth.
La sua fama cresce costantemente all’estero, anche perché fioccano articoli su periodici che esaltano il suo colorismo e la sua abilità tecnica, soprattutto nell’impiego del pastello.

Nel 1905, poco prima di morire, Coriolano Vighi ottiene il suo ultimo successo esponendo Prima della bufera alla Biennale di Venezia.
Nel 1906, dopo la sua morte, all’Esposizione di Milano per l’inaugurazione del Valico del Sempione, vengono presentate Dopo la pioggia – Marina di Cattolica, una serie di disegni a biacca e carboncino e Mattino sulla spiaggia di Cattolica.

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