Cosola Demetrio

Demetrio Cosola. Visite alla Piccola Morta. Tecnica: Incisione
Visite alla Piccola Morta. Tecnica: Incisione

Biografia

Demetrio Cosola (San Sebastiano Po, 1851 – Chivasso, 1895), trasferitosi con la famiglia a Chivasso all’età di sette anni, vi trascorre l’infanzia e l’adolescenza, quando frequenta l’istituto tecnico locale. In seguito, vista la sua vocazione artistica, si trasferisce a Torino per frequentare l’Accademia Albertina, dove è allievo di Enrico Gamba (1831-1883) e di Andrea Gastaldi (1826-1889).

Ancora studente, esordisce alla Promotrice torinese del 1873, dove continuerà ad esporre regolarmente fino al 1894, un anno prima della sua morte. Nonostante la formazione accademica sia tutta concentrata sulla pittura di storia e su un romanticismo carico di exempla virtutis tratti dal passato e dalla contemporaneità, Demetrio Cosola predilige i ritratti, le scene di genere ed i paesaggi.

Una vastissima produzione

È interprete di una pittura sciolta che risente sicuramente delle influenze veriste diffuse in Piemonte da Antonio Fontanesi (1818-1882). Infatti, risulta attentissimo agli effetti di luce e alle notazioni temporali ed atmosferiche, portando avanti un linguaggio tonale e disinvolto, con il quale riesce a narrare una quotidianità popolare ed arguta, senza mai cadere nell’aneddoto più leggero.

Quello di Demetrio Cosola è un verismo chiaro e sincero, che si può leggere nella vastissima produzione eseguita nonostante la sua breve vita. Nel 1884, viene nominato assistente di Gastaldi nella cattedra di pittura all’Accademia Albertina, ma nonostante la ricca e pregiata quantità di opere realizzate ed esposte alle Promotrici torinesi, genovesi e non solo, il pittore non è stato esageratamente apprezzato dalla critica coeva.

Una breve vita

Poche sue opere sono conservate in collezioni pubbliche, mentre ne è ricco il mercato e il collezionismo privato, soprattutto in area piemontese, ligure e valdostana, dato che l’autore si è spesso spinto fuori dalla sua regione per cogliere dal vero gli effetti luministici della montagna valdostana o delle marine di Albenga.

Nel febbraio del 1895, viene colto da una grave polmonite, durante l’allestimento delle sale del Circolo Artistico di Torino e muore prematuramente, a soli quarantaquattro anni. Proprio in quel momento stavano arrivando i primi riconoscimenti da parte della critica, che decide comunque di esporre le sue opere alla Promotrice del 1895, dopo la sua morte. Demetrio Cosola rimane tra i più importanti esponenti del verismo piemontese di fine Ottocento.

Demetrio Cosola: tra scene, ritratti e paesaggi nel solco del Verismo piemontese

Demetrio Cosola esordisce molto giovane alla Promotrice torinese del 1873, con l’opera All’acquasantino, e a quella di Genova espone due paesaggi dal vero, tra cui Autunno, che si imposta su un esercizio tonale molto legato al naturalismo lirico di Antonio Fontanesi.

Continua ad esporre alle Promotrici torinesi e genovesi regolarmente per tutti gli anni Settanta, presentando scene, ritratti e vedute, tra cui Episodio di sacrestia, Ritratto d’uomo, Stavolta non la scappate, Lettura, Cure materne, La vigilia della festa e Ore meridiane.

Dagli anni Ottanta, iniziano le importanti partecipazioni alle mostre nazionali: nel 1880, Demetrio Cosola è alla Mostra Nazionale di Torino con ben cinque opere, due Ritratti, Meriggio, S. Luigi e la Madonna e Visite alla piccola morta, conservato presso la Galleria Nazionale di Roma e riproposto l’anno seguente alla Nazionale di Milano insieme a Riposo al campo, Ritratto di signora e Po presso Torino.

Spiaggia d’Albenga compare all’Esposizione Nazionale di Roma del 1883, mentre a Torino nel 1884 presenta alcuni Ritratti e due scene di genere, Il segretario galante e Lavandaie. Alla Nazionale di Venezia del 1887 espone invece Toeletta del padroncino, Al pascolo e Piazza di Gressoney.

Tra le ultime opere esposte a Torino e Genova prima della prematura morte vi sono: Piazza del mercato a Chivasso, Settembre, Il dettato, opera conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, Visite ai canottieri di Cerea, Merenda, Vaccinazione nelle campagne, esposto alla Mostra Nazionale di Palermo del 1892, Andando al mercato e Dolori inattesi.

Nel 1931, gli viene dedicata una retrospettiva alla Sindacale fascista torinese, in cui vengono proposte ventinove opere più significative della sua produzione, tra cui Rive del Po, Ritratto di vecchia signora, Ritratto di Giacomo Grosso, La morticina, Lago, In marcia e Studio di nudo.

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