Crema Giovanni Battista

Giovanni Battista Crema. Dopo il Bagno. Tecnica: Olio su tavola, 14 x 23,5 cm
Dopo il Bagno. Tecnica: Olio su tavola, 14 x 23,5 cm

Biografia

Giovanni Battista Crema (Ferrara, 1883 – Roma, 1964) compie gli studi classici a Ferrara, ma il suo reale interesse, sin dall’adolescenza è la pittura. Frequenta quindi lo studio del pittore ferrarese Angelo Longanesi (1860-1934) e dal 1899 al 1901 studia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Qui ha come insegnanti Domenico Morelli (1823-1901) e Michele Cammarano (1835-1920).

In seguito, decide di terminare gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove studia al seguito di Domenico Ferri (1857-1940). Inizialmente, la poetica di Giovanni Battista Crema è legata alle tematiche sentimentali e di genere ambientate a Roma all’inizio del Novecento.

Un certo pietismo si può leggere nelle sue opere dedicate alla questione sociale, ma non mancano comunque ritratti e paesaggi. Soprattutto questi ultimi determinano la svolta in senso divisionista della produzione di Giovanni Battista Crema.

Il 1905: la svolta divisionista

È questo l’anno in cui Giovanni Battista Crema si avvicina nettamente alla pittura di Gaetano Previati (1852-1920). Non solo, infatti, si accosta alla tecnica divisionista, ma anche alle tematiche mistico-simboliche che caratterizzano il pittore.

Con una lunga serie di opere divisioniste dal forte accento decorativo, Giovanni Battista Crema partecipa a numerose mostre della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma.

Prende parte poi all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Rimini nel 1909 e a quella Internazionale di Roma del 1911, ottenendo un notevole successo di critica. Da segnalare è anche la sua attività di illustratore.

Nel 1911 elabora alcune tavole per la rivista “Roma”, nel 1913 illustra le Leggende romane di Callari, occupandosi di leggende mistiche e di manifestazioni dell’occulto nel medioevo.

Lo spartiacque della prima guerra mondiale

Dopo aver esposto nel 1914 in una personale presso la Mostra degli Amatori e Cultori, Giovanni Battista Crema parte volontario per il fronte. Quest’esperienza lo segnerà per tutta la vita, date le gravi ferite che riporterà e che lo renderanno invalido. Dalla guerra, che dunque segna una sorta di nuovo corso della sua poetica, il pittore trae una serie di opere dedicate proprio alla sofferenza dovuta a tali eventi.

Da questo momento in poi, in ogni caso, Giovanni Battista Crema ottiene un successo diffuso. Nel 1922 tiene una personale a Ferrara e poi a Bologna, nel 1923 a Roma, presso la Casa d’Arte Alfredo Angelelli. Decora poi la Banca Popolare dell’Agricoltura di Ferrara, proprio con le due tele  Il commercio Agricolo e L’agricoltura e l’industria.

Continua a dipingere opere da cavalletto e decorative per tutti gli anni Trenta e Quaranta, partecipando costantemente ad Esposizioni e personali. L’intento bozzettistico pervade poi i dipinti di genere, i piccoli paesaggi e le scene, e un certo pietismo religioso caratterizza le opere sacre degli ultimi anni. Muore a Roma nel 1964, ancora nel pieno del successo.

La questione sociale trattata con una vena sentimentale

Giovanni Battista Crema esordisce alla Promotrice di Firenze del 1903 con il Ritratto di Domenico Tumiati. Proprio nello stesso anno, si trasferisce a Roma, dove comincia ad esporre presso la Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti.

Come prima opera, presenta un dipinto pervaso da una forte accezione sentimentale, Lirica decembrina. Mentre nel 1905 espone L’istoria dolorosa dei ciechi, un polittico dedicato proprio a colore che sono affetti da questa malattia, caratterizzato anch’esso da un intento pietistico e dai forti accenti emotivi.

Giovanni Battista Crema: la tecnica e il simbolismo divisionisti

Un verismo sincero è alla base delle opere dell’artista. Anche in quelle più strettamente legate alla questione del lavoro e della povertà, Giovanni Battista Crema non si ferma solo alla pura dimostrazione della realtà, ma introduce sempre un discreto velo di sentimentalismo. Ne è esempio l’opera presentata a Milano nel 1906, Lavoro notturno alla stazione Termini.

Poco prima, nel 1905, l’artista era approdato alla tecnica divisionista guardando alle opere di Giacomo Balla (1871-1958) e a quelle di Previati. Ma, seppur denotate da accenti mistici e simbolici, le opere non perdono mai il contatto con la realtà che circonda la vita quotidiana dell’artista.

Nel 1907 a Firenze presenta un altro notturno, Piazza del Quirinale di notte e anche a Napoli nel 1908 invia Santa Maria Nuova sotto la luna. Quest’ultimo dipinto viene accompagnato da Ragazza, Nei paesi dell’eterno silenzio, Dove muore l’onda e Capriccio rosso.

A Rimini nel 1909 espone Nudo, Testa di donna, L’ancora e Riflessi d’argento, mentre a Roma nel 1911 presenta La selva Egeria e Rivelazione, due dipinti dalla forte accezione simbolista. Il successo di queste due opere ha immediata risonanza, tanto che vengono acquistate dal Re e ora fanno parte della collezione del Quirinale. Nel 1912 a Napoli compaiono Luce di lume e Sotto la luna insieme a Nudo.

La narrazione della guerra e le opere religiose

Dopo la guerra, cui partecipa come volontario, Giovanni Battista Crema realizza un ciclo tutto dedicato alle “ferite” causate dagli eventi bellici. Ma continua anche a concentrarsi su vedute e scene caratterizzati da un forte naturalismo, come Castel Sant’Angelo e Iris comparsi a Napoli nel 1920.

Alla mostra degli Amatori e Cultori di Roma del 1930 ha una sala personale in cui espone quattordici opere. Tra di esse vi sono Il convento dei Cappuccini ad Albano, Le Marie raccolgono il sangue di Gesù, La mamma, Nebbie padane, Sera d’estate, Capriccio di maggio e Medioevo a Roma.

Realizza poi alcune opere religiose e celebrative come San Francesco e la sua opera per la Chiesa di Sant’Antonio a Predappio, nel 1943. Partecipa, nel corso degli anni Quaranta a diverse mostre del Sindacato Fascista del Lazio. Vi compaiono opere come Fanciulla sul prato, La mandria, Negretta, Intimità, Giapponese e Sera in montagna.

Quotazioni Giovanni Battista Crema

Conosci il valore delle sue opere?

Per una valutazione gratuita della tua opera di Giovanni Battista Crema, rivolgiti ai nostri esperti storici dell’arte.

Consultaci sia posizionando le foto dell’opera nel form sottostante, oppure utilizzando i procedimenti di contatto in alto.

La nostra competenza storica ci permette di offrire una perizia qualificata anche in meno di 24 ore. Acquistiamo opere dell’artista.

Per una stima accurata, è indispensabile avere le foto dell’opera con rispettive misure, della firma ed anche del retro.

Richiesta inviata correttamente.

Ti risponderemo nel più breve tempo possibile. Grazie

Errore! Richiesta non inviata.

Ti preghiamo di riprovare e in caso di errore di contattarci via mail scrivendo a info@valutazionearte.it

Hai un'opera di Giovanni Battista Crema e vuoi venderla?

Risposte anche in 24 ore.

Chiedi una valutazione gratuita, professionale e veloce usando il modulo sottostante, oppure usando i contatti in alto.

Instruzioni: allegare tramite il seguente modulo foto nitide e dettagliate (anche del retro e della firma).

Indicare inoltre nel campo "messaggio" le misure dell'opera.

Non trattiamo stampe e litografie.

Carica immagini delle tue opere

Seleziona o trascina i file da caricare qui dentro

error: © Copyright Berardi Galleria d\'Arte S.r.l.