De Avendaño Serafino

Serafino De Avendaño. Riviera di Genova, 188 - Tecnica: Olio su Tela
Riviera di Genova, 188. Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Serafino De Avendaño (Vigo, 1838 – Valladolid, 1916) studia a Madrid all’Accademia di San Ferdinando. La sua formazione si svolge al seguito del pittore di storia Antonio Maria Esquival (1806-1857) e del paesaggista Bernardo Villamil Marrachi.

Nel 1860 si trasferisce in Svizzera, precisamente a Ginevra. Qui frequenta lo studio di Alexandre Calame (1810-1864), dove affina ulteriormente le sue doti di pittore di paesaggio. Poco tempo dopo, si stabilisce per un breve periodo negli Stati Uniti e poi in Italia.

Sceglie Genova come città adottiva: qui si lega ai rappresentanti della Scuola Grigia confluiti poi nella Scuola di Rivara piemontese.
Negli anni Settanta Serafino De Avendaño si avvicina al sodalizio scapigliato torinese di Antenore Soldi (1844-1877), Giuseppe Monticelli (1841-1879) ed Enrico Junck (1849-1878).
De Avendaño resta in Italia fino alla fine degli anni Novanta, quando decide di ritornare in Spagna. Qui vive fino alla morte, sopraggiunta nel 1916.

La Scuola Grigia

La formazione nell’atelier di Calame a Ginevra permette all’artista di avvicinarsi ad una trattazione prettamente romantica del paesaggio. Il trasferimento a Genova cambia del tutto le sue prospettive. Serafino De Avendaño si avvicina ad artisti che avevano avuto la sua stessa formazione calamiana, ma che si erano accostati alle espressioni antiaccademiche della Scuola di Barbizon.

Il paesaggio ligure

In Liguria, a partire dal 1862-63 Ernesto Rayper (1840-1873), Alberto Issel (1848-1926), Alfredo D’Andrade (1839-1915) si riuniscono nelle campagne savonesi per dipingere dal vero. A loro si associa Serafino De Avendaño che si separa, come i suoi amici, dalla declinazione romantica del paesaggio per adeguarsi alle più aggiornate espressioni veriste.
Si abbandonano le regole accademiche e gli accenti romantici a favore di vedute reali sull’esempio di Camille Corot (1796-1875), ma anche di Antonio Fontanesi (1818-1882).

I Grigi si riuniscono, soprattutto in estate, a Carcare per lunghe sedute di pittura all’aperto. Vengono privilegiati i toni del grigio e si rispetta il ton gris della tradizione barbizoniana.
Proprio in questo senso si esplicita il contatto dei Grigi con i Macchiaioli toscani arrivati a Genova per esporre alla Promotrice nel 1861.
Le loro esperienze veriste si cuciono assieme e finalmente ne nasce il completo mutamento della pittura di paesaggio italiana.

Libertà e scioltezza nella resa cromatica e luministica emergono dal paesaggio di Serafino Serafino De Avendaño Sulle rive della Bormida. Il dipinto è permeato da una luce solare molto intensa che emerge quasi segretamente dal fitto bosco. Questo cresce selvaggiamente sulle rive del fiume tanto amato dai Grigi, la Bormida.

Poche persone sostano nulla spiaggia dorata, illuminata dal sole come le increspature dell’acqua. La realtà è al centro della composizione: qualche accento intimista proviene dalle storie delle piccole figure rappresentate in lontananza.
Sono gli anni delle prime partecipazioni dell’artista alle Promotrici di Genova e Torino. Presenta Effetti di luna nel 1867 ed En la ria de Vigo nel 1872.

Serafino De Avendaño. La Scuola di Rivara

Negli anni Settanta i rappresentanti della Scuola Grigia ottengono un grande successo di critica all’Esposizione Nazionale di Parma. Serafino De Avendaño riceve le lodi di Telemaco Signorini (1835-1901) che fa parte della giuria.

Definisce i suoi dipinti “paesi eccellenti”, elogiandone la qualità luministica e l’adesione al vero. Non è un caso che proprio in questi anni la Scuola Grigia confluisca quasi completamente nella Scuola di Rivara.

Si uniscono a Carlo Pittara (1835-1891), Vittorio Avondo(1836-1910), Ernesto Bertea (1836-1904) e Federico Pastoris (1837-1884). Si recano nelle campagne di Rivara, attorno al castello del cognato di Pittara, per dipingere en plein air.

Serafino De Avendaño partecipa con passione agli incontri e il sodalizio tra gli artisti si trasforma in amicizia, proprio come avviene per i Macchiaioli in Toscana. Dalla metà degli anni Settanta, però, il gruppo comincia a disgregarsi e ognuno riprende la propria strada.

La breve esperienza con la Scapigliatura torinese

Serafino De Avendaño si lega alla cerchia degli scapigliati torinesi, acquisendone i tratti sfaldati e materici della pennellata e i temi più legati alla mondanità borghese.
Scene di genere e di figura prendono il posto degli intimi e luminosi paesaggi degli anni Sessanta.

L’artista cerca infatti di seguire il mercato, anche se in questa fase non viene prontamente riconosciuto dalla critica. Nel 1898 ritorna in Spagna, dove rimane fino alla fine dei suoi giorni.

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