Stanislao Dessy

Stanislao Dessy. Autoritratto con Cappello Nero, 1923 (dettaglio). Tecnica: Olio su Cartone
Autoritratto con Cappello Nero, 1923 (dettaglio). Tecnica: Olio su Cartone

Biografia

Stanislao Dessy (Arzana, 1900 – Sassari, 1986) nato da un’agiata famiglia di Arzana, studia a Cagliari fino ai diciassette anni. Ottenuta una borsa di studio del Comune per trasferirsi a Roma, decide di frequentare l’Accademia di Belle Arti, dove rimane fino al 1921.

Rientrato in Sardegna dopo la formazione romana, Stanisalo Dessy si inserisce nel gruppo degli artisti sardi più iconici di inizio Novecento, tra cui Filippo Figari (1885-1973) e lo scultore Francesco Ciusa (1883-1949), di cui frequenta lo studio fino al 1922.

Sono anni cruciali per la formazione e gli esordi di Stanislao Dessy: espone per la prima volta a Cagliari, presso la Mostra Sarda del Circolo Universitario Cattolico e contemporaneamente inizia a lavorare come illustratore per l’Associazione della Stampa di Cagliari.

Tra scultura, pittura e illustrazione, negli anni Venti inizia la sua carriera a partire dall’esordio nazionale presso la Quadriennale di Torino del 1923, in cui presenta un gesso, per poi proseguire alla Biennale romana del 1925 con un dipinto ad olio.

Il trasferimento a Sassari e l’ambiente artistico sardo

Nella metà degli anni Venti, Stanislao Dessy, si trasferisce a Sassari, dove si lega ad artisti come Mario Delitala (1887-1990) e Giuseppe Biasi (1885-1945) e dove intensifica la sua attività grafica, lavorando come illustratore per diversi periodici e per aziende pubblicitarie.

Nel frattempo, conduce diverse campagne decorative per alcuni palazzi pubblici sardi, sfoggiando uno stile asciutto e secessionista, che deriva anche molto dalla qualità agile e scarna delle sue xilografie. Nel 1930, prende parte per la prima volta alla Biennale di Venezia, mentre l’anno seguente è alla Quadriennale romana.

Assiduo delle Biennali sarde di Sassari, si impegna con sempre maggiore attenzione alla tecnica xilografica, che riempie gran parte della produzione degli anni Trenta e che lo porta a ricevere il diploma d’onore all’Esposizione Internazionale di xilografia di Varsavia.

La maturità

Stanislao Dessy si concentra anche sulla decorazione della cattedrale di Alghero, della chiesa di Orani e di Sant’Apollinare a Sassari. Dopo aver fondato una scuola di incisione a Sassari nel 1935, viene chiamato ad insegnare xilografia nella Regia Scuola d’Arte della città, grazie all’intercessione dell’amico Figari.

Dal punto di vista pittorico, il suo stile è contraddistinto da un uso bidimensionale di un cromatismo corposo che richiama tanto Cézanne quanto le secessioni nordiche.

Dopo la seconda guerra mondiale, vive il suo periodo di maturità artistica esponendo in numerose personali tra la Sardegna e il resto dell’Italia, concentrandosi soprattutto sulla sua produzione incisoria. Tra le ultime esposizioni, vi è la Rassegna di Xilografia sarda e piemontese di Torino del 1964. Muore a Sassari nel 1896, ad ottantasei anni.

Stanislao Dessy: tra pittura, incisione e decorazione a Sassari

Conosciuto soprattutto per la sua attività di incisore, il giovane Stanislao Dessy esordisce però prima come scultore e pittore, senza mai tralasciare l’impegno di illustratore che caratterizza la gran parte della sua prima carriera.

Con il gesso Ritratto di un bambino, che presenta suggestioni provenienti dalla scultura di Francesco Ciusa, partecipa alla Quadriennale di Torino del 1923, mentre nel 1925 espone alla Biennale romana il dipinto ad olio Il guardiano del carcere.

Tra le prime esperienze nel campo della decorazione è sicuramente da segnalare la serie di paesaggi eseguita per il Palazzo delle Ferrovie di Cagliari, ma anche L’allegoria del Commercio per il gabinetto presidenziale del Palazzo dell’Economia, sempre a Cagliari.

Con la xilografia Mendicanti di Monte Gonare, prende parte per la prima volta alla Biennale di Venezia, mostrando la realtà tradizionale e rurale locale e divenendo uno dei principali rappresentanti della tecnica incisoria sarda.

Altre due xilografie, Cattedrale di Cagliari e Alla fonte, vengono esposte da Stanislao Dessy alla Quadriennale di Roma del 1931, mentre Concerto e Cantiere compaiono alla Sindacale di Firenze del 1933, anno in cui inizia la decorazione della Chiesa di Orani con San Francesco predica agli uccelli.

Rispetto agli altri artisti sardi della stessa generazione, sia nelle tele che nelle xilografie, Dessy riesce a non essere identificato esclusivamente con l’etichetta di “artista folklorico”. La sua pittura risulta influenzata da un impressionismo molto personale, in cui il cromatismo chiaro e tenue accompagna contorni ben definiti, di natura secessionista.

Alcuni nudi dell’epoca, come la Bagnante del 1930, ma anche le nature morte o i paesaggi e gli interni che parlano di una ruralità semplice e genuina, non cadono mai nell’accezione di un “esotismo” isolano.

Nel 1935, alla II Quadriennale di Roma, presenta le tre iconiche xilografie Pastore sardo, Marinai e Testa di vecchio e, sempre nello stesso anno, ottiene, insieme a Delitala, il primo premio di xilografia nel Concorso della Regina.

Alla Quadriennale romana del 1939 espone l’incisione Festa paesana che segna l’ultimo successo prima della guerra. Gli anni successivi al conflitto segnano per Stanislao Dessy il raggiungimento del pieno successo di critica, come si nota dalla grande quantità di personali e di mostre cui partecipa nell’intero territorio nazionale, tra cui la Biennale di Venezia del 1951, in cu espone Rizzeddu, primavera.

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