Emilio Gola

Emilio Gola. Torso Nudo di Donna (dettaglio). Tecnica: Olio su tela
Torso Nudo di Donna (dettaglio). Tecnica: Olio su tela

Biografia

Emilio Gola (Milano, 1851-1923) viene avviato agli studi scientifici dal padre, il Conte Gola, uomo dai molteplici interessi e pittore dilettante. Emilio si laurea quindi in ingegneria al Politecnico di Milano, ma viene sempre incoraggiato dal padre a praticare la pittura. Gli fa frequentare lo studio di Sebastiano De Albertis (1828-1897) e soprattutto lo spinge a viaggiare in Europa.

Il giovane Gola, ormai intenzionato a scegliere la carriera pittorica, si reca in Olanda, in Francia e in Inghilterra, dove ha modo di aggiornare la sua pittura alle novità internazionali. Esordisce alla Promotrice di Genova del 1878, con un dipinto di interni, dando avvio a quell’attività espositiva che non lo vede protagonista solo in Italia, ma anche a Parigi.

Una pittura di respiro europeo

Sin da subito, Emilio Gola si fa strada con una pittura di respiro europeo, ispirata al post impressionismo e caratterizzata da una pennellata veloce e da un cromatismo languido e sensuale, proprio come i suoi soggetti. Dopo le prime esposizioni, si dedica soprattutto a ritratti femminili o a scene della campagna brianzola, caratterizzate da un cromatismo acceso e vibrante.

Quando espone al Salon di Parigi del 1880, viene notato dal mercante d’arte Adolphe Goupil che compra diversi suoi dipinti. Nel 1900, all’Esposizione Universale di Parigi, ottiene la medaglia d’argento, riconoscimento che ormai lo rende un pittore affermato e lodato dal pubblico e dalla critica.

Emilio Gola è un pittore del tardo Ottocento che già si apre alle sperimentazioni del Novecento, con quella sua pennellata espressiva e variegata e quei soggetti così particolari, come i nudi muliebri che gli consegnano un immediato successo. Ciononostante, è un abilissimo interprete della pittura di paesaggio, tutta giocata su pennellate guizzanti e luminose, e unita a soggetti campestri di contadine e lavandaie.

I paesaggi vengono realizzati soprattutto durante i suoi soggiorni nella villa di Olgiate Molgora in Brianza e nei suoi frequenti viaggi in Liguria, dove esegue numerose marine, soprattutto a Novecento inoltrato.
Dopo la personale presso la Galleria Pesaro del 1920, che corona la sua carriera, Emilio Gola muore a Milano nel 1923, a settantadue anni.

Emilio Gola: una pennellata sintetica e vigorosa, tra figure muliebri e paesaggi

I ricchi contrasti cromatici della pittura di Emilio Gola si fanno subito vivi nelle prime mostre cui partecipa, ancora molto giovane. Recente è la sua esperienza europea e il suo contatto con la pittura impressionista e post impressionista, che lo influenza senza intrappolarlo. Infatti, Gola si fa subito interprete di un linguaggio personalissimo, sensuale, dalla fortissima sintesi disegnativa e cromatica.

Esordisce a Genova nel 1878 con Sagrestia della Chiesa delle Grazie in Milano, ma subito dopo, nel 1879, a Torino espone due Studi di teste, che denunciano la sua libertà compositiva. Alla Mostra di Belle Arti di Roma del 1883 invia Studio dal vero, Ritratto del Signor Luigi Gualdo, Mezza figura, mentre a Torino, l’anno successivo, espone Ritratto di Donna e Il pittore Pompeo Mariani.

Una pittura espressiva, attenta alla resa emotiva trasmessa da una sintesi coloristica di grande effetto comincia ad emergere da queste opere e, ancora di più, da quelle presentate a Venezia nel 1887. Si tratta di opere paesaggistiche come Lago, Mestizia d’autunno, Lungo il Naviglio a Milano e di uno dei primi studi di Lavandaie, soggetto carissimo ad Emilio Gola.

Nel frattempo, il successo a Parigi è già assicurato, grazie ai Salon e all’attenzione di Goupil. Dagli anni Novanta, iniziano a comparire i paesaggi della Brianza e le scene campestri osservate e amate in questi luoghi ameni, in cui si ritira spesso il pittore. Alla Biennale del 1895 espone infatti Paesaggio in Brianza, poi seguito da In Brianza della Biennale successiva.

Il suggestivo dipinto Sera, sempre dedicato alla campagna lombarda, compare alla Biennale del 1899, ma dall’inizio del Novecento, si fanno sempre più assidui i ritratti femminili.

Il ritratto e il nudo femminile

Alla Biennale del 1903, compaiono diversi ritratti di donne della borghesia milanese, caratterizzati da una profonda introspezione psicologica, ma anche dalla consueta pennellata sintetica e veloce e da una forte attenzione al dettaglio dell’abbigliamento. Mezza figura muliebre viene esposto alla Biennale del 1907, Ritratto della signorina F.S. e Lavandaie a quella del 1912.

Nel 1914 espone invece Ritratto della Signorina Lydia carminati e Presso il Ponte. Sotto gli alberi e Spiaggia di Alassio, dipinto che dimostra le sue frequentazioni sempre più assidue della Liguria, vengono presentati alla Biennale del 1920.

Risale allo stesso anno la personale presso la Galleria Pesaro di Milano, in cui compaiono più di cento opere. Tra di esse vi sono Autoritratto, Marina chiara, Mezza figura di giovane brianzola, Ritratto di signora in piedi, Ritratto di Donna Vittoria Cima.

Importantissimi sono i sensuali ritratti di Edvige, Rosetta e Mezza figura muliebre che si allaccia un guanto. Ma anche il dipinto luminosissimo Lavandaie a Mondònico, una delle vette più importanti del linguaggio sciolto e moderno di Emilio Gola.

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