Eugenio Gignous

Eugenio Gignous. Paesaggio. Tecnica: Olio su tela, 39 x 53 cm
Paesaggio. Tecnica: Olio su tela, 39 x 53 cm

Biografia

Eugenio Gignous (Milano, 1850 – Stresa, 1906), proveniente da un’agiata e antica famiglia lombarda, mostra sin da bambino una spiccata propensione verso il disegno, che si trasforma in un vero e proprio talento.

I genitori, che non possono ignorare questa attitudine del figlio, gli permettono di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove, dal 1865 inizia a seguire i corsi di paesaggio di Luigi Riccardi (1808-1877).

Durante i cinque anni di studio a Brera, Eugenio Gignous stringe amicizia con alcuni dei più importanti artisti del tempo, tra cui Achille Tominetti (1848-1917) e Leonardo Bazzaro (1853-1937), con cui si reca a dipingere en plein air nella campagna lombarda.

L’importanza della Scapigliatura

In seguito, inizia a frequentare lo studio di Tranquillo Cremona (1837-1878) e in generale di tutto il gruppo degli artisti scapigliati. Questo lo fa allontanare gradualmente dalla pittura di stampo accademico per fare suo un linguaggio pittorico aperto, dalla pennellata vibrante e luminosa.

Condividendo per qualche tempo lo studio con Tranquillo Cremona, il pittore si avvicina alla sua sensibilità cromatica e narrativa, tanto che le opere di questo periodo riflettono a pieno l’influenza della Scapigliatura lombarda.

Ma a partire dagli anni Settanta, Eugenio Gignous comincia a soggiornare assiduamente in Brianza, dove si dedica completamente alla pittura di paesaggio. Nel 1870 esordisce alla Mostra di Brera ed espone anche a Torino, guadagnando subito il favore della critica attraverso l’uso di molteplici e consistenti tocchi di colore che costruiscono paesaggi tratti dalla natura, durante le sue sessioni di pittura en plein air sul Lago d’Iseo, in Brianza, sul lago di Como e sulle Alpi.

Una regolare attività espositiva

Se da un lato è ancora ravvisabile il tocco scapigliato di Cremona, dall’altra risulta fondamentale anche lo sguardo che il pittore rivolge alla libertà compositiva e al lirismo della Scuola di Rivara. A questo punto, Gignous guadagna un successo sempre crescente, partecipando con regolarità alle più importanti rassegne italiane, tra cui le Promotrici di Torino, Genova, Firenze, le annuali di Brera, l’Esposizione Nazionale di Roma del 1883, quella di Venezia del 1887, quella di Palermo del 1892.

Nel 1895, partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, in cui ritorna anche nel 1897. Nel 1878, come testimoniano i suoi studi e acquarelli, compie il suo primo viaggio a Roma che segna anche il raggiungimento della sua maturazione artistica.

Gli anni Ottanta rappresentano il periodo di maggior affermazione del pittore: apprezzato alle esposizioni come uno dei maggiori paesaggisti del tempo, è molto presente nel mercato europeo e stimato da collezionisti e galleristi.

Stresa e il Lago Maggiore

I suoi soggiorni fuori Milano si fanno sempre più serrati, soprattutto quando, in compagnia dell’amico Filippo Carcano (1840-1914), comincia a frequentare il Lago Maggiore, che diviene il suo luogo prediletto e che compare in continuazione nella sua ultima produzione, insieme a Gignese e al Mottarone.

Nel 1887, infatti, si trasferisce a Stresa, sulle sponde del lago, continuando a dipingere intensamente fino alle soglie del Novecento. La sua dimora diviene luogo d’incontro di artisti ed intellettuali, che animano gli ultimi anni di vita del pittore.

I suoi paesaggi più tardi presentano una pennellata larga e corposa e compaiono alla sua ultima esposizione, quella di Milano del 1906, per l’inaugurazione del Traforo del Sempione. Muore nello stesso anno a Stresa, a soli cinquantasei anni.

Eugenio Gignous: il paesaggio lombardo en plein air

L’esordio di Eugenio Gignous avviene a Brera nel 1870, dove presenta Cortile rustico alla Colombera che rappresenta il cortile dello studio di Cremona, che frequenta proprio in questi primi anni. Sempre nel 1870, partecipa anche alla Promotrice di Torino con Dintorni di Milano e Veduta del Monviso.

Da questo momento in poi, la sua presenza alle principali esposizioni italiane sarà regolare e gli garantirà un costante successo di critica e di pubblico. Nel 1873 è a Firenze con Quattro pennellate dal vero, La via dei campi, Nel bosco e Fra i monti e a Vienna con Strada alpestre,

Risalgono al 1873-74 due dipinti che mostrano lo stretto contatto del pittore con Tranquillo Cremona e più in generale con gli stilemi della Scapigliatura: Faust e Margherita nel bosco e Tranquillo Cremona mentre dipinge all’aperto il ritratto di Benedetto Junck.

Nel 1875 espone a Torino Marina, Bosco di castani e Studio dal vero e a Firenze Veduta del Monte Rosa, Maggio e Marzo. Nel 1877 partecipa alla Mostra Nazionale di Napoli con Veduta di Fusio (valle Maggiore), Svizzera.

Dall’anno successivo, inizia a frequentare il Lago Maggiore e Stresa e all’Esposizione di Torino invia una serie di tele fondamentali, che rappresentano la sua maturazione artistica: Campagna lombarda, Il mio orto (effetto di zucche!), Stalla con pecore, Autunno (impressione dal vero), Cascina nei dintorni di Milano.

Lago Maggiore e Autunno compaiono alla Mostra Nazionale di Venezia del 1887, mentre a Torino, nel 1892 Eugenio Gignous presenta Case di Macugnaga, Impressioni dal vero, Isola superiore e Sul Mottarone. Con Bosco partecipa alla I Biennale di Venezia del 1895 e nel 1897 vi ritorna con Sole di Marzo.

Nel frattempo, nel 1896 è presente alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze con In montagna e Valle Anzasca. La sua ultima esposizione di Milano del 1906 vede la comparsa dei liberi e ampi paesaggi Dopo la pioggia – Sempione, Bosco, Scoglio a Quarto, Autunno, Lago alpino – Sempione e Passo del Sempione.

Tra i dipinti più importanti dedicati al Lago Maggiore vi sono: Dintorni del Lago Maggiore del 1881, Sasso di Ferro, Tramonto (Lago Maggiore), Isola dei Pescatori, Feriolo, Isolabella Lago Maggiore in burrasca, tutti caratterizzati da un uso luminoso del colore e da una pennellata fatta di piccoli tasselli vibranti e poetici.

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