Fabio Cipolla

Fabio Cipolla. Sogno Color di Rosa (dettaglio). Tecnica: Incisione
Sogno Color di Rosa (dettaglio). Tecnica: Incisione

Biografia

Fabio Cipolla (Roma, 1852 – 1935) si forma a Roma e si specializza nella pittura di genere. Scenette quotidiane ed argute, ricostruzioni settecentesche, sensuali e languide figure femminili intente nelle più disparate attività costituiscono tutta la prima fase di produzione del pittore degli anni Settanta ed Ottanta.

Il successo nel mercato europeo

Una tavolozza chiara e luminosa viene adottata nella creazione di figure femminili eleganti e spensierate, ma anche nella produzione di paesaggi che esegue soprattutto nella campagna di Olevano Romano.

La pittura di genere, comunque, rimane il suo punto forte: negli anni Ottanta, inizia ad esporre alcune figure orientaliste, sorrette da un disegno impeccabile e da fantasia cromatica e compositiva. Adotta un verismo luminoso ma ricco anche di dettagli artificiosi e manierati, che attirano il mercato europeo ed in particolare quello francese.

Nonostante la sua produzione sia identificabile soprattutto con le scene di genere, eseguite negli ultimi anni dell’Ottocento, il paesaggio diventa decisamente più preponderante all’inizio del nuovo secolo.

 Gruppo dei XXV

Nel 1904, Fabio Cipolla entra nel Gruppo dei XXV della Campagna Romana, contribuendo soprattutto con vedute popolate da figure in abiti tradizionali e con dipinti di costume realizzati ad olio, tempera o acquarello.

Un cromatismo squillante e veloce e una narrazione leggera ma ormai matura portano il pittore romano a partecipare alla Biennale di Venezia del 1905 con un soggetto di genere.

Compare poi anche alla Mostra Internazionale di Roma del 1911 e nel corso del Novecento è spesso presente alle Mostre degli Amatori e Cultori di Bell Arti. Portando avanti fino a tutti gli anni Venti la sua frizzante e briosa pittura di genere, Fabio Cipolla opera anche delle piccole incursioni nella pittura allegorica in cui sembra riecheggiare il tocco brillante e vibrante di Mariano Fortuny (1838-1874). Muore a Roma nel 1935, a ottantatré anni.

Fabio Cipolla: una spigliata pittura di genere tra orientalismo e campagna romana

Come accennato, le prime opere esposte da Fabio Cipolla sono legate alla tematica orientalista. Pur non avendo conferme di un suo viaggio in Oriente, tratta i soggetti esotici con quel tradizionale vagheggiamento favolistico che appartiene ai pittori di genere del secondo Ottocento italiano.

All’Esposizione Nazionale di Torino del 1880 presenta un vivace e solido Costume arabo che lo fa notare dalla critica, così come avviene per il languido e dipinto di genere esposto a Milano nel 1881, Sogno color di rosa.

Nel 1883, partecipa alla Mostra Nazionale di Roma con un altro costume orientalista, La vedova di Naim, mentre nel 1884, a Torino, espone la prima opera dedicata alla campagna romana, In campagna, insieme ad Ave Maria, dipinti accolti positivamente dalla critica per la loro “eccellente fattura”.

Tra guizzi di luce che scorrono sugli eleganti abiti femminili e un cromatismo sciolto e brioso, Fabio Cipolla adopera nel paesaggio una dimensione più intima e sentita. Non è un caso, infatti, che nel 1902 abbia partecipato alla Mostra di In Arte Libertas con La nebbia. I dipinti di genere Vanità e Storielle allegre compaiono rispettivamente alla Biennale di Venezia del 1905 e alla Mostra degli Amatori e Cultori del 1909.

Tra i paesaggi più significativi di Fabio Cipolla si segnalano Inverno, Autunno in città e Interno di paese che è conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, la sua produzione si riempie di ritratti e di figure femminili ritratte nella loro aristocratica eleganza.

Se alla fine degli anni Ottanta, il tocco cromatico proviene soprattutto dallo sfarfallio fortuniano, ora sembra legarsi maggiormente ad un andamento liberty, come si nota dalle opere esposte alla Mostra degli Amatori e Cultori del 1919, Occhi pensosi e La morte di Mimì.

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