Favretto Giacomo

Giacomo Favretto. Mercato in Campo San Polo. Tecnica: olio su tela
Mercato in Campo San Polo. Tecnica: olio su tela

Biografia

Giacomo Favretto (Venezia, 1849 – 1887) sin da subito è avviato dal padre, falegname, al suo stesso mestiere. Ad incoraggiare la famiglia ad iscriverlo all’Accademia è il maestro di disegno Vason.

Nel 1789 compie un viaggio a Parigi, dove entra in contatto con Mariano Fortuny (1838-1874) e Jean Louis Ernest Meissonier (1815- 1891). Nel pieno del successo, durante l’Esposizione Nazionale veneziana del 1887, muore improvvisamente.

Formazione accademica a Venezia

All’Accademia Giacomo Favretto segue i corsi di Michelangelo Grigoletti (1801-1870) e Marino Molmenti (1819-1894). Ha come compagni Guglielmo Ciardi (Venezia, 1842-1917), Luigi Nono (1850-1918) e Pietro Fragiacomo (1856-1922).

Durante gli anni dell’accademia studia approfonditamente i ritrattisti veneti e Giambattista Tiepolo (1696-1770) e viene introdotto alla riproduzione precisa del vero da Marino Molmenti. Le sue prime opere mostrano grande attenzione al dato reale.

Gli esordi veristi

Al 1870 risale il dipinto Scuola di pittura (Venezia, collezione Casellati). In esso si notano sia la lezione di  Michele Cammarano (1835-1920), sia un’accesa interpretazione personale di un attimo di vita quotidiana dell’artista: quello della formazione scolastica.

Quattro studenti visti di spalle stanno ritraendo una modella veneziana in un interno spoglio e molto realistico soprattutto nella scelta del taglio ravvicinato e basso. Dà quasi la sensazione che Giacomo Favretto stesso sia seduto su uno sgabello dietro gli altri apprendisti.
All’Esposizione di Milano del 1873 espone La lezione di anatomia, chiaro richiamo alla pittura olandese e dipinto attentissimo agli effetti di luce e ai dettagli della realtà.

Il racconto aneddotico

Sin dai primi dipinti emerge il gusto per l’aneddoto e per il racconto frivolo, anche dalla tela che decreta il suo primo successo all’Accademia di Brera.
Nel 1878, Giacomo Favretto espone Il sorcio (Milano, Pinacoteca di Brera), una scena di genere in cui, in una casa veneziana un gruppo di donne si è appollaiato in fretta e furia sulle sedie, dopo aver visto un topo che il maschio della casa, un bambinetto, sta cercando di acciuffare.

La pittura di genere neo-settecentesco

Nel 1879 va a Parigi per visitare l’Esposizione Universale insieme a diversi amici e qui conosce sia Jean Louis Ernest Meissonier che Mariano Fortuny. 
Allo stesso tempo crea contatti con i mercanti francesi per poi scoprire che la sua pittura ispirata ai costumi del Settecento veneziano trova grandi consensi.

La popolarità aneddotica di Venezia viene ampiamente apprezzata all’estero e Giacomo Favretto si fa interprete di questo gusto leggero, seppur nel solco del linguaggio verista.
La vicinanza a Fortuny e a Meissonier fa sì che la sua pittura sia ancora più attraente, ma sempre denotata da un disegno sapiente e una tecnica coloristica eccellente. Soprattutto il contatto con Fortuny genera in Favretto una netta adesione al tocco virtuosistico e luminoso.

Giacomo Favretto. Il successo

Nel 1880 espone a Brera Vandalismo, da cui ottiene un vasto successo e il premio Principe Umberto. Il dipinto allude ironicamente all’errata pratica di far restaurare tele o affreschi di grandi autori del passato veneziano, come Tiepolo, a mani inesperte.

Nello stesso anno Giacomo Favretto partecipa all’Esposizione di Torino, dove vede accrescere rapidamente la sua popolarità con Incontro sul ponte.
Nella bellissima cornice dei palazzi e dei ponti veneziani, una nobildonna incontra un gentiluomo e intanto, un altro uomo alle loro spalle li osserva di soppiatto.
Il colore comincia ad essere più vibrante e sfaldato, fino a diventare ancor più simile a quello di Fortuny in dipinti come La bottega della fioraia del 1881.

Una malattia alla vista porta Favretto alla morte a soli trentotto anni, nel 1887, proprio mentre a Venezia si stava svolgendo l’Esposizione Nazionale. L’artista vi aveva partecipato con Al Liston. Il quadro rappresenta la passeggiata mondana in piazza San Marco nel Settecento.

Lo stesso soggetto viene poi ripreso nel suo ultimo dipinto, Il Liston moderno. Questa volta, si tratta della versione ottocentesca della camminata di piacere, con un taglio più “fotografico” e moderno. Le scene di genere di Giacomo Favretto, così accattivanti e gradite al mercato europeo sono state da esempio per una vasta schiera di pittori di genere.

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