CESARE FERRO

Cesare Ferro. Ritratto con Soggetti Siamesi. Tecnica: Olio su tela
Ritratto con Soggetti Siamesi. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Cesare Ferro (Torino, 1880 – 1934) si avvicina sin dalla tenera età allo studio della pittura. Adolescente, decide di frequentare l’Accademia Albertina, dove studia con Giacomo Grosso (1860-1938).

Si inoltra ben presto in tematiche di genere ispirate alla via piemontese, soprattutto delle aree montane, ma anche in una vasta produzione di ritratti. L’esordio di Cesare Ferro avviene nel 1898 alla Promotrice di Torino, dove continua ad esporre per molti anni.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si dimostra un elegante e raffinato interprete della società piemontese del tempo. Ritratti di famiglia, intimi e silenziosi nel loro rapporto con il quotidiano, compaiono alle esposizioni.

Chiara, in questi anni, è l’influenza che si esercita su Cesare Ferro da parte di Felice Carena (1879-1966) nella sua fase simbolista. Così, compaiono temi allegorici, velati di una certa malinconia, sia nelle rappresentazioni paesaggistiche che nei dipinti di figura.

L’esperienza in Siam

Cesare Ferro, abile non solo nella pittura ad olio, ma anche nella decorazione ad affresco, nella miniatura, nell’acquarello e nel pastello, è un pittore eclettico. Amante della montagna nei dintorni di Usseglio, realizza una serie di vedute ad essa dedicate, prima di affrontare un grande cambiamento.
Nel 1904 viene chiamato dal re Rama V a lavorare in Siam. Vi rimane fino al 1907 per decorare il palazzo reale di Bangkok, e vi ritornerà negli anni Venti.

Da questo momento in poi, il linguaggio di Cesare Ferro si arricchisce di nuove e potenti suggestioni. L’oriente esercita su di lui un fascino inaspettato, per questo, durante il soggiorno dà vita ad una vastissima produzione ispirata alla cultura siamese. Come tutti i pittori che hanno avuto a che fare con l’oriente, Cesare Ferro arricchisce immediatamente la sua tavolozza.

La luminosità e i colori di Bangkok caratterizzano i dipinti del periodo siamese, poi esposti a Torino nel 1911. Molti di questi freschissimi oli e acquarelli di Cesare Ferro fanno parte della collezione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

La produzione orientalista garantisce un immediato successo a Cesare Ferro, che partecipa, fino al 1926, a diverse edizioni della Biennale di Venezia. Tra il 1923 e il 1924 compie un nuovo soggiorno in Siam, che lo ispira di nuovo nella realizzazione di bozzetti e dipinti orientalisti.

Nel frattempo, dal 1910 insegna all’Accademia Albertina per poi diventarne presidente nel 1930. Espone a Torino fino al 1931 e vi muore nel 1934 a cinquantaquattro anni.

Gli esordi di Cesare Ferro: scene e paesaggi tra il verismo e il simbolismo

L’esordio di Cesare Ferro risale alla Promotrice di Torino del 1898, dove espone Due miniature su avorio. Da questo momento in poi partecipa con regolarità alle rassegne della sua città.
Nel 1899 presenta un Cartello – réclame per la Società Promotrice stessa, mentre nel 1900 vi partecipa con Ritratto.
Sono gli anni in cui ad una cospicua produzione ritrattistica affianca scene di genere dal carattere brioso, ispirate spesso ai suoi soggiorni montani ad Usseglio.

Si addentra poi nel clima Simbolista attraverso alcuni ritratti o dipinti di figura, come Nudo e Bambina presentati alla Promotrice fiorentina del 1902.
L’anno successivo, Cesare Ferro prende parte per la prima volta alla Biennale di Venezia con L’attesa, dipinto poi riproposto sotto forma di diverse varianti.
Al centro, comunque, vi è sempre un’affascinante fanciulla dall’aria languida, in attesa di qualcosa o qualcuno.

La montagna entra con tutta la sua potenza in dipinti quali Portatori di slitte, Il ballo in montagna e Alba a Benot. Accenti secessionisti cominciano ad entrare nel linguaggio di Cesare Ferro, almeno fino agli anni Dieci del Novecento.

Al 1912 risale invece il meraviglioso olio Autunno a Cobello, denotato da un’assoluta piattezza cromatica, che come i dipinti di Maurice Denis, raffigura l’allegoria dell’autunno. L’influenza del primo Carena è evidente, soprattutto in questa fase, prima della partenza di Cesare Ferro per il Siam.

Il primo soggiorno in Siam e la pittura orientalista

1904, Cesare Ferro parte per il Siam, per decorare il palazzo reale di Bangkok su committenza del re Rama V. Gli usi e i costumi thailandesi vengono descritti con puntuale sapienza narrativa e cromatica, attingendo a quel linguaggio internazionale che già aveva osservato alle esposizioni torinesi. La pennellata si fa più libera e sciolta, anche se già avvezza ai virtuosismi del divisionismo. La cultura locale diviene il principale interesse di Cesare Ferro.

E così, templi buddhisti, panorami siamesi, tranche de vie della Bangkok di inizio secolo, tra colori smaglianti e ballerine siamesi arricchiscono il repertorio del pittore. I bozzetti, gli oli e gli acquarelli realizzati in questo primo soggiorno compaiono all’Esposizione di Torino del 1911, precisamente nel Padiglione Siamese. Tra di essi, compare il bellissimo Ingresso al Wat Phra Keo. Il colore luminosissimo è ormai diventato il protagonista del trasferimento da Torino a Bangkok.

Torino: tra intimi dipinti degli affetti e i ritratti

Rientrato in Italia, Cesare Ferro continua con la sua classica produzione legata alla ritrattistica e ai dipinti concentrati sugli affetti familiari. Così, insieme alle opere di matrice orientalista, per tutti gli anni dieci espone dipinti quali Ritratto d’uomo, Sorriso, L’offerta, Madre.

Alla Biennale del 1922 espone Maternità e Ritratto della moglie, dipinti denotati da una grande sensibilità nella resa dell’intimità e dell’amore familiare o coniugale.

Una narrazione del quotidiano tutta tradizionale, arricchita comunque da una visione raffinata ed elegante del colore. Filamenti di luce, infatti, forse ricordo della luminosità orientale o della fase simbolista, caratterizzano gran parte delle opere di Cesare Ferro.

Cesare Ferro: il secondo soggiorno in Siam

Il secondo soggiorno siamese degli anni Venti è forse ancora più importante del primo per Cesare Ferro. Oriente significa dare sfogo ad una più libera interpretazione della luce, del colore, della vita quotidiana.

Da questo secondo viaggio, il pittore ormai maturo, porterà numerosi dipinti, ancor più variegati dei primi. In una chiave affascinante e seducente realizza forse il suo dipinto più riuscito, Me Ciani, ballerina della regina.

Insieme a questo dipinto, realizza Interno a Bangkok, Danzatori siamesi, Suonatori a Bangok, Danzatrice siamese. Nature morte con maschere tipiche della tradizione thailandese, teiere, ceramiche siamesi, interni di templi e palazzi emergono con grande eleganza e magia cromatica dalle tele di Cesare Ferro.

Questa trasognata e fantastica produzione si congiunge poi sempre a quella più classica cui si dedica a Torino al suo rientro. La policromia dei bozzetti per le decorazioni dei palazzi e degli arredi in Siam confluisce nei dipinti e negli acquarelli ricchi di grazia e fascino simbolico.

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