Formilli Cesare

Cesare Formilli. Hyla! Hyla! Illustrazione di Isaotta Guttadauro di D’Annunzio, 1886 - Tecnica: Disegno su Carta
Hyla! Hyla! Illustrazione di Isaotta Guttadauro di D’Annunzio, 1886. Tecnica: Disegno su Carta

Biografia

Cesare Formilli (Roma, 1860 – Londra, 1942)  Non si sa molto della sua vita, ma è certo che sia stato un acquarellista e un critico d’arte. Studia al Museo Artistico Industriale, come molti della sua epoca tra cui Adolfo De Carolis (1874-1928).

È molto legato alla figura di Nino Costa (1826-1903) e per questo negli anni Ottanta entra a far parte sia della Scuola Etrusca, sia di In Arte Libertas.

Alla fine del Novecento si trasferisce in Inghilterra perché profondamente attratto dall’arte preraffaellita. Partecipa a diverse mostre della Royal Academy e rimane in Inghilterra molto probabilmente fino alla sua morte della quale non si conoscono né la data, né il luogo (forse muore negli anni Quaranta del Novecento).

Formilli Cesare. Il Simbolismo

La Scuola Etrusca

Cesare Formilli svolge la sua attività di acquarellista soprattutto nel solco della tradizione paesaggistica di Nino Costa. Aderisce alla sua formula della natura ritratta dal vero, ma unita al “sentimento del pensiero”. Entra a far parte come direttore prima del Circolo Artistico degli italiani, fondato proprio da Costa nel 1879 e poi di tutte le altre iniziative del pittore.

Attorno a Costa si raccolgono artisti italiani e stranieri con l’intento comune di ritrarre la campagna romana. Coniugano realtà e simbolo, traendo spunto dalle esperienze preraffaellite inglesi, nasce la Scuola Etrusca.

Cesare Formilli è tra gli artisti italiani che, come Gaetano Vannicola (1859-1923) e Norberto Pazzini (1856-1937), partecipa con più entusiasmo alle escursioni nella campagna romana.

Nel 1885 prende parte all’Esposizione della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Presenta i dipinti Fiumicino e Le prime ore del mattino.

L’Isaotta Guttadauro di D’Annunzio

Nel 1886, insieme a molti altri artisti vicini a Nino Costa viene incaricato di illustrare la raccolta di componimenti poetici di Gabriele D’Annunzio, dal titolo Isaotta Guttadauro.

L’editio picta di questo testo può essere considerata in qualche modo la fucina dei primi rappresentanti del simbolismo italiano, fra cui Mario De Maria (1852-1924), Enrico Coleman (1846-1911), Alfredo Ricci (1864-1889), Onorato Carlandi (1848-1939), Giuseppe Cellini (1855-1940), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932) e Vincenzo Cabianca (1827-1902).

Cesare Formilli partecipa con l’illustrazione per Hyla! Hyla!, in particolare riferendosi ai versi «L’asiatico già tende le braccia trepidamente verso l’imo ignoto: attonito fra i calici de’l loto ei vede argura ridere una faccia».

L’immagine mitologica risulta potentemente onirica, ricca di trasparenze, ombre e afflati di mistero. Una natura aspra rappresentata da un contorto e maestoso albero circonda un rivo d’acqua.
I corpi oziosi e opalini delle belle ninfe cercano di attirare e di trascinare con loro nel fiume il giovane Ila, l’amante di Eracle che si era allontanato per cercare l’acqua.

In Arte Libertas

La prima mostra di In Arte Libertas nello studio Giorgi in via San Nicola da Tolentino 72 non vede come partecipante Cesare Formilli, perché inizia a prendere parte alle mostre della società solamente l’anno successivo, quando l’esposizione si realizza nello studio del pittore Scipione Vannutelli (1834-1894) a Palazzo Pamphilj di Piazza Navona.

Formilli Cesare espone il dipinto Sabine Hills. La scelta della lingua inglese per il titolo testimonia la grande passione che Formilli ha per l’arte preraffaellita inglese. Nel 1888 prende parte all’Esposizione italiana a West Brompton a Londra e poi vi si trasferisce alla fine del secolo.

Qui partecipa a diverse mostre della Royal Academy of Arts. Viene incaricato di illustrare con ventiquattro tavole il libro The Castles of Italy, pubblicato nel 1934.

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