Gamba Enrico

Enrico Gamba. Calle di Venezia - Tecnica: Acquarello su Carta, 28 x 45 cm
Calle di Venezia. Tecnica: Acquarello su Carta

Biografia

Enrico Gamba (Torino 1831 – 1883) è il fratello minore di Francesco, pittore di paesaggio. Si iscrive da giovanissimo all’Accademia Albertina. Nel 1850 parte per Francoforte dove amplia la sua formazione e utilizza la città come base per visitare la Germania, l’Olanda e il Belgio. Compie viaggi di studio a Venezia e Roma, dove prende forma la sua carriera di pittore di storia.

Nel 1856 ottiene la cattedra di disegno all’Accademia AlbertinaAderisce alle idee risorgimentali e negli ultimi anni si dedica, oltre che alla pittura di storia, ai ritratti e alla pittura di paesaggio. Muore a Torino nel 1883.

Formazione

All’Accademia Albertina Enrico Gamba segue prima il corso di disegno di Michele Cusa, poi il corso di scultura di Giovanni Marghinotti ed infine quello di pittura di Carlo Arienti ( 1801-1873).

Nel 1850 si trasferisce a Francoforte, per frequentare lo Städelsches Kunst Institut divenendo allievo, tra gli altri, di Edward von Steinle, pittore nazareno.

Influenze artistiche

In questi anni fondamentali per la sua formazione, compie diversi viaggi in Germania. Va a Monaco di Baviera, Dresda e Berlino. In quest’ultima città Enrico Gamba conosce il nazareno Peter von Cornelius (1837-1867) e si avvicina al culto delle espressioni figurative protorinascimentali.

Altrettanto importanti sono i viaggi in Olanda e in Belgio. Allo Städelsches Kunst Institut di Francoforte stringe una forte amicizia con il preraffaellita inglese Frederick Leighton (1830-1896).

Gamba e Leighton viaggiano moltissimo, soprattutto in Italia: soggiornano a Verona, Venezia, Firenze e Roma, dove frequentano anche Friedrich Overbeck (1789-1869) e la sua confraternita del Pincio.

La pittura di storia

A Roma Enrico Gamba si dedica all’elaborazione di diverse opere, tra cui una Santa Teresa, che invia alla Promotrice di Torino del 1854, e I funerali di Tiziano, conservata alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, presentata all’Esposizione di Brera del 1856.

Nel dipinto, la cui componente storica è tratta dalle Vite degli illustri pittori veneti di Ridolfi, una gran folla sta celebrando il funerale del maestro. Lo sfondo dei palazzi e dei canali veneziani completano l’atmosfera alquanto cupa, determinata dalle nubi che si stanno addensando in cielo.

Enrico Gamba dipinge questo quadro a soli ventiquattro anni. Viene apprezzato dalla critica e acquistato da Vittorio Emanuele II, evento che gli garantisce l’entrata all’Accademia Albertina in qualità di professore di disegno di figura. Gamba si attiene al testo di Ridolfi anche nell’elaborazione del dipinto Tintoretto e l’Aretino del 1857.

Dell’anno successivo è un altro quadro di storia, Giovanni Huss in carcere (Milano, Galleria d’Arte moderna).
Il riformatore boemo aveva dato vita a quella che poi fu considerata dalla chiesa l’eresia Hussita, che si era dedicata prevalentemente alla lotta contro gli eccessi della chiesa di Roma alla fine del Trecento.

Per questo il dipinto, seppure imparziale e di significato storico, viene condannato dal clero. Il marchese Ala Ponzoni non è della stessa idea, tanto che acquista il dipinto proprio alla Promotrice del ’58.

La scena di chiara matrice romantica si svolge in carcere, prima che Hus venga bruciato per eresia. Viene presentato ormai vecchio e stanco, anche se combattivo fino alla fine, con gli astanti che circondano il suo letto che forse gli consigliano di abiurare.

Enrico Gamba. Le Opere

Al 1861 risale l’opera Il voto di annessione nell’Abruzzo (Genova, Galleria d’arte moderna) che non tratta un episodio storico antico, ma è anzi la cronaca di un evento contemporaneo. Questo comporta la netta adesione alle idee unitarie da parte dell’artista.

Il dipinto appare esatto e puntuale nella resa della brulla montagna abruzzese e dei costumi tipici della regione indossati dalla donna e dalla bambina in primo piano, che fanno parte del corteo di uomini che festeggiano l’annessione dell’Abruzzo all’Italia Unita, suonando strumenti tradizionali e portando in alto la nuova bandiera.

Nel 1864 Enrico Gamba partecipa, insieme a Gaetano Ferri (1822-1896) Giuseppe Bertini (1825-1898) e Andrea Gastaldi (1826-1889), al restauro e al rinnovamento del Palazzo Reale di Torino, dipingendo Carlo Emanuele I restituisce il Toson d’Oro (1613 circa), attenendosi sempre alla vocazione storica della sua poetica.

Nel frattempo si dedica anche alla pittura di paesaggio, seguendo l’esempio del fratello Francesco e soprattutto dedicandosi alla campagna romana e alle vedute di Napoli. Si interessa anche al genere del ritratto, realizzando ad esempio La famiglia di Vincenzo Vela, nel 1857.

Negli ultimi anni di vita Enrico Gamba si dedica alla realizzazione di due stazioni della Via Crucis, nella chiesa di san Gioacchino a Torino, in parte rovinate durante la guerra.

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