Sommario
- Biografia di Giulio Ettore Erler: vita e opere del pittore
- Parigi e i soggetti di vita moderna: la Signorina con il cane
- Giulio Ettore Erler: pittore di paesaggi, ritratti e soggetti di genere
- L’isolamento artistico e la pittura a carattere sacro
- Le opere di Giulio Ettore Erler
- Quotazioni Giulio Ettore Erler
Biografia di Giulio Ettore Erler: vita e opere del pittore
Giulio Ettore Erler (1876 Oderzo – 1964 Treviso), nato in una famiglia di umili origini, ha la possibilità di frequentare i corsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha come maestri i pittori Ettore Tito, Guglielmo Ciardi e lo scultore Antonio Dal Zotto.
Ottenuto il diploma si trasferisce a Milano dove termina gli studi seguendo i corsi di pittura di Enrico Butti e Giuseppe Bertini, a cui poi subentra Cesare Tallone. Soprattutto l’ultimo sarà fondamentale per la crescita artistica del giovane. Nel capoluogo lombardo insegna inoltre alla Scuola d’Arti e Mestieri “Umanitaria.
Parigi e i soggetti di vita moderna: la Signorina con il cane
All’inizio del nuovo secolo il pittore intraprende un viaggio verso Parigi, tappa quasi obbligatoria per gli artisti dell’epoca. Qui entra in contatto con Auguste Renoir e Claude Monet, iniziando a sperimentare la pittura impressionista e specialmente a raffigurare i soggetti di vita moderna che tanto lo affascinano.
Il suo esordio espositivo avviene nel 1905 alla Biennale di Venezia con l’opera che diventerà la più nota di tutta la sua produzione Ritratto della Signorina Rita Tibolla, conosciuta anche come Signorina con il cane. Il dipinto appare come un’istantanea fotografica, sorprendendo per la spontaneità del taglio che conferisce un senso di immediatezza e verità.
All’edizione del 1907 della Biennale presenta Nel 1907 e nel 1910 espone Riflessi sul Lia. Torna alla rassegna veneziana anche nel 1912 con Giudecca – Sera e Raccontando – Nei piani della Merla; mentre nel 1914 partecipa con Gli amici e Valle agordina. Tre anni dopo ritroviamo il pittore con In un angolo di caffè e Grazioso convegno all’Esposizione delle tre Venezie tenutasi alla Galleria Pesaro di Milano.
Dopo un anno trascorso come insegnante presso l’Accademia di Brera rientra a Treviso negli anni Venti proseguendo la sua carriera didattica ottenendo la cattedra di professore all’Istituto Jacopo Riccati.
Giulio Ettore Erler: pittore di paesaggi, ritratti e soggetti di genere
Il pittore si dedica a vari soggetti, tra pittura di genere, ritratti, pittura di paesaggio o scene di vita moderna prediligendo comunque un lessico realista. Oltre alla già citata ricerca impressionista, rilevante è l’influenza della tradizione del pittoricismo veneziano.
La presenza alle rassegne espositive nazionali continua ad essere costante: nel 1920 partecipa alla Biennale di Venezia con Prima colazione, e gli viene dedicata una personale alla prima Mostra d’Arte Trevigiana con venti opere tra le quali possiamo menzionare Col di Lana dal lago d’Alleghe, Salice in sole, Amici al caffè, Lavandaie, Riposo nel meriggio, Ottobre, Notizie di guerra, Profughi, Estasi e Sogni di lago. Sarà presente anche all’edizione successiva della Mostra d’Arte Trevigiana esponendo ventuno lavori tra i quali Campo Santa Margherita, Albori, Rivelazioni, Gondole sotto la nave, La chiromante, Fantasia giapponese, Ritratto di signora, Il mio studio, La Regata e Tramonto Fantastico.
Nel 1923 viene invitato nuovamente all’esposizione di Treviso con tre opere Una Messa a 2600 metri, Una cava – Sile e Venezia – S. Giorgio. L’anno successivo prende parte alla Biennale con La lettura e Nello Specchio; e nel 1926 vi partecipa per l’ultima volta esponendo Preparativi di posa.
L’isolamento artistico e la pittura a carattere sacro
Il pittore entra in netto contrasto con il regime fascista per questo motivo conosce un lento isolamento artistico, l’esclusione alla maggior parte delle esposizioni e una sorta di prepensionamento essendo quasi costretto ad abbandonare la cattedra nel 1933.
Giulio Ettore Erler conta anche una discreta produzione a tema religioso. Riceve diverse commissioni per i restauri in seguito ai danni della prima guerra mondiale, poi dagli anni Quaranta si avvicina personalmente alla religione, raffigurandosi ad esempio in abiti religiosi nell’Autoritratto in veste di frate del 1944.
Lavora per diverse chiese del territorio di Treviso e Belluno, e decora anche palazzi privati. Esegue il dittico San Giuseppe e Sant’Antonio col bambino Gesù, nella Chiesa di San Valentino di Fratta Vecchia della nativa Oderzo; realizza Quo vadis Domine?, nel soffitto della chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Mareno di Piave e la Vergine Assunta in Gloria con gli Angeli, dipinta ad encausto nel semicatino absidale della chiesa parrocchiale di Cavriè di San Biagio di Callalta e San Giacomo Maggiore “Matamoros”, nella Chiesa di San Giacomo Maggiore Apostolo di Colmirano di Alano di Piave. L’artista si spegne a Treviso nel 1964, a ottantotto anni.
Le opere di Giulio Ettore Erler
Ritratto della Signorina Rita Tibolla (1905)
Riflessi sul Lia (1910)
In un angolo di caffè (1917)
Lavandaie (1920)
Sogni di lago (1920)
Rivelazioni (1921)
Fantasia giapponese (1921)
La chiromante (1921)
Nello Specchio (1924)
Autoritratto in veste di frate (1944)
Quotazioni Giulio Ettore Erler
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