" /> Angelo Inganni, Pittore Biografia, Valutazione Gratuita, Acquisto Quadri

Inganni Angelo

Angelo Inganni. La Brace (dettaglio)
La Brace (dettaglio). Tecnica: Olio su tela

Biografia

L’infanzia e la formazione accademica

 Angelo Inganni (Brescia, 1807 – Gussago, 1880) nasce da una modesta famiglia di pittori. Il padre Giovanni era ornatista ed il fratello Francesco era specializzato nella realizzazione di animali.

Angelo fin da ragazzo segue i suoi parenti nei loro lavori di decorazione. Per far fronte alle difficoltà economiche inizia anche a realizzare ritratti su commissione e immagini sacre per le piccole chiese della provincia bresciana.

Nel 1827 si unisce al battaglione dei Cacciatori, ma il generale Radetzky – ritratto dal giovane Angelo in uno schizzo – nota subito le sue propensioni artistiche. Loda la bellezza del suo tratto disegnativo e decide personalmente di liberarlo dagli obblighi militari per farlo entrare all’Accademia di Brera nel 1833.

Qui si forma sotto l’ala dei pittori Giovanni Migliara (1785-1837) e Giuseppe  Bisi (1787-1859) e si diploma nel 1837. Angelo Inganni comincia già ad esporre alle mostre annuali dal 1834, l’anno successivo alla sua iscrizione. Partecipa fino al 1859 alle esposizioni dell’Accademia, presentando soprattutto lavori di genere e di prospettiva.

Le numerose commissioni

Tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, la grande qualità di vedutista del pittore bresciano fa sì che cominci ad essere apprezzato in tutto il territorio lombardo. Inizia ad aprire il suo studio in San Marco per ricevere diversi allievi desiderosi di apprendere il suo originale vedutismo.
Contemporaneamente gli arrivano numerose committenze non solo dall’area lombarda, ma anche veneta e piemontese.

È da questo momento che Angelo Inganni comincia a vivere in modo più agiato di quanto mai avesse immaginato. Questo anche grazie al matrimonio con una benestante vedova, Amalia Bertieri con la quale inizia a viaggiare per tutto il nord Italia. 
Frequenta soprattutto Veneto e Lombardia, dove porta a termine diverse opere che gli vengono richieste. I suoi più importanti committenti sono Antonio Litta e Carlo Castelbarco.

Angelo Inganni e la famiglia Richiedei

Tra i principali committenti di Angelo Inganni compare anche il nome di Paolo Richiedei. Il  ricco nobile possiede una tenuta a Gussago, nella provincia bresciana, dove l’artista si stabilisce dal 1857. Due anni dopo, morta la prima moglie nel 1856, sposa la pittrice Amanzia Guérillot.

Nella tenuta di Gussago Inganni trascorre una vita confortevole. Sente solo da lontano gli echi delle battaglie politiche e rivoluzionarie del Risorgimento e ottiene sempre più successo. Può tranquillamente condurre le sue ricerche pittoriche confrontandosi anche con altri artisti che frequentano la villa, come Luigi Basiletti (1780-1859).

Lì conosce altre famiglie aristocratiche che gli forniscono un cospicuo susseguirsi di incarichi. Ritiratosi nella provincia, dagli anni Sessanta comincia a limitare le sue presenze alle esposizioni dell’Accademia di Brera. Nonostante questo, dipingerà fino all’ultimo giorno della sua vita, nel 1880.

Gli esordi come pittore prospettico

Alle prime esposizioni dell’Accademia Angelo Inganni si presenta subito come un abile pittore prospettico, ma anche come pittore di genere.
Nel 1834 espone all’Accademia la tela commissionatagli da Radetzky Evoluzione militare nell’accampamento di Medole e Castiglione, accompagnata da un gruppo di vedute di Milano. Queste rappresentano la fase iniziale della sua più importante produzione, quella delle vedute prospettiche urbane.

Non è un caso infatti, che sin da subito Inganni venga apprezzato per la precisione nella resa dei particolari cittadini, con piazze e strade animate da piccole figurine che sembrano unire la pittura di veduta a quella di genere.

Esempi di questa prima fase sono Chiesa di San Marco a Milano e Veduta di Casa Medici al Ponte nuovo di San Marco. Nel dipinto Angelo Inganni inserisce ritratti di personaggi realmente esistenti, permettendogli di farsi riconoscere anche come abile ritrattista.

Comincia ad attirare numerosi committenti e collezionisti, affascinati dal modo in cui l’artista riesce a rendere vive e animate le vedute urbane. Queste appaiono brulicanti di piccoli personaggi attorniati da architetture perfettamente eseguite e agenti atmosferici pienamente corrispondenti alla realtà.

Le vedute e la pittura di genere

Nel 1838 presenta all’esposizione annuale una Veduta del palazzo del Regio Comando militare, una Veduta lungo il Naviglio e la Veduta sulla Piazza del Duomo richiestagli da Ambrogio Uboldo, collezionista milanese, e che è considerata oggi una delle migliori prove dell’artista.
Il quadro viene molto apprezzato anche dall’imperatore Ferdinando I per la precisa resa delle architetture, al punto che gliene ordina una copia per la Galleria di Vienna.

In questi anni, oltre alle vedute,Angelo Inganni sviluppa un altro tema di genere ispirato alle tradizioni dei contadini bresciani ed alla loro semplice e umile vita di tutti i giorni; questi soggetti incontrano presto il favore del pubblico e della critica, ad esempio Una famiglia di contadini bresciani del 1843.

Allo stesso filone appartengono anche quadri che hanno come protagonisti gli spazzacamini o le filatrici, in cui spesso Inganni si presenta come ultimo dei neo-fiamminghi, grazie a rappresentazioni in cui vengono messi al centro gli effetti di luce del fuoco o delle candele nel buio di una povera stanza contadina.
Ma è contemporanea anche la realizzazione di altre vedute: Piazza dei Mercanti, Piazza Fontana e L’Arco della posta a Verona, eseguite tra il 1843 e il 1845.

Gli anni a Gussago

Nella metà degli anni Cinquanta Angelo Inganni dipinge Il giardino della Villa Richiedei alla Santissima di Gussano in cui rappresenta la dimora del nobile Paolo Richiedei, da cui si trasferisce nel 1857, diventando l’artista ufficiale della famiglia bresciana, per la quale realizza molti ritratti e vedute della loro magione e del parco; dietro loro commissione decora anche l’interno e l’esterno  della villa stessa e dipinge due pale per la chiesa di Gussago La deposizione della croce e Un gruppo di santi.

In questi anni Inganni continua a occuparsi non solo delle vedute, ma anche di piccoli dipinti di genere che hanno come protagonisti sempre i contadini del bresciano, ottenendo un successo sempre più grande: poco prima di morire riceve addirittura un’onorificenza da parte del re Umberto che lo nomina pittore ufficiale della Corona d’Italia nel 1879, dopo aver ricevuto in dono una bellissima Piazza della Loggia sotto la neve a Brescia.

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