Jacovacci Francesco

Sogni (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela
Sogni (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Francesco Jacovacci (Roma, 1838-1908) rimane orfano molto presto. Dopo aver studiato nel Collegio Romano, inizia ad avvicinarsi alla pittura.

Diviene allievo di Alessando Marini (1831-1874), che lo introduce ben presto nella galleria del duca Cesarini e nello studio di Capalti.
Secondo alcune notizie non ancora confermate, all’inizio della sua carriera, Jacovacci viene aiutato economicamente da Cesare Fracassini (1838-1868).

Dopo il 1871, anno dei primi suoi dipinti certi, è a stretto contatto con Mariano Fortuny (1838-1874), che lo presenta al mercante d’arte francese Adolphe Goupil.
Per lui, realizza una vasta serie di dipinti dal gusto mondano, che gli permettono di raggiungere una sicura stabilità economica e di farsi conoscere a livello internazionale.

Francesco Jacovacci nel corso degli anni Settanta, svolge anche un importante ruolo nel dibattito artistico che ruota attorno all’Esposizione Internazionale. Riesce, insieme ad atri artisti romani, a far rimanere Roma come principale sede espositiva.

In questi anni ottiene diversi successi alle principali rassegne italiane ed europee. Partecipa all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 e all’Esposizione Internazionale di Roma del 1883, tra le altre.

Nel 1881 è membro della commissione del concorso per la decorazione della Sala Gialla del Senato, pronunciandosi a favore dell’intervento di Cesare Maccari (1840-1919).

L’esperienza di direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Dagli anni Ottanta fino al 1908 Francesco Jacovacci è direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. In questi anni riversa tutto il suo impegno di critico nella sistemazione della collezione.

Lascia così come è la sala dedicata a Filippo Palizzi (1818-1899) con i suoi trecento lasciti alla Galleria.  Ma per le altre sale dispone che tutte le opere vengano ordinate stilisticamente secondo la scuola di appartenenza e in ordine cronologico.

Dà una significativa spinta alla collezione della Galleria, colmando le lacune di alcuni anni. Acquista opere o si serve di riproduzioni fotografiche. Questo per dare una visione più ampia e approfondita possibile dell’evoluzione artistica italiana.

Dopo questa fondamentale esperienza, viene nominato cavaliere e diventa membro dell’Accademia di San Luca e della Giunta Superiore di Belle Arti. Ancora nel pieno della carriera artistica e critica, muore a Roma nel 1908.

Francesco Jacovacci, pittore alla moda

Il primo dipinto conosciuto di Jacovacci è Il pittore nel suo studio di cui non sappiamo la data. Siamo però a conoscenza del fatto che l’opera è stata acquistata dall’artista tedesco Wider.

Paese del 1871, invece, è la prima opera di cui abbiamo reale testimonianza. Faceva parte della collezione De Sanctis e ora di quella del Comune di Roma.

Il contatto con Adolphe Goupil

All’inizio degli anni Settanta il pittore catalano Mariano Fortuny lo introduce al mercante d’arte francese Goupil. Il legame induce Jacovacci ad inoltrarsi in uno dei tanti generi promossi dal mercante e dalla sua maison parigina.

Si specializza soprattutto in particolareggiati e aggraziati studi di paesaggi veneziani e nella pittura di costume e di ricostruzione storica. Si fa interprete di una rielaborazione della tecnica virtuosistica fortuniana, prediligendo il revival gioioso e festoso del Settecento.

La pittura di ricostruzione storica

Francesco Jacovacci entra a far parte della cerchia di pittori romani che orbita attorno al gusto Goupil e a quello della ricca borghesia e dell’aristocrazia.

Viene profondamente apprezzato in questi ambienti. Realizza una serie di opere acquistate dal mercante, i cui titoli rivelano una totale adesione ai leggeri e seducenti gusti mondani. Si tratta, tra gli altri, di La toilette, Atelier d’artista, Preparativi per il ballo, Una visita in gondola.

Nel 1874 insieme a Domenico Bruschi (1840-1910), Cecrope Barilli (1839-1911), Pio Joris (1843-1921) e Cesare Biseo (1843-1909) decora la sede espositiva dell’Associazione Artistica Internazionale in via Condotti.

Dal 1876 espone alle mostre di Milano una serie di dipinti sempre aderenti al genere del costume neo-settecentesco, Il ritorno dal Battesimo e Addio al passato. All’esposizione di Torino del 1877 presenta  La tentazione e Venezia, 12 maggio 1797.
Quest’ultimo, un dipinto di cui Camillo Boito critica la dimensione quasi teatrale, scenografica di una Venezia eccessivamente sontuosa.

Affascinanti scene di costume

Le scene di costume più lodate dalla critica e dal pubblico sono Michelangelo bacia il cadavere di Vittoria Colonna, presentato a Torino nel 1880 e Alessandro VI della famiglia Borgia allorché tenta di entrare negli affetti dell’ambasciatore veneto ed accattivarsene il favore.

Quest’ultimo viene presentato all’Esposizione Internazionale di Roma del 1883 al Palazzo delle Esposizioni, rassegna promossa in prima persona da Francesco Jacovacci stesso. Il dipinto viene talmente apprezzato che poi verrà acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione.

All’esposizione torinese del 1884 Francesco Jacovacci presenta Un episodio della caduta della Repubblica veneta e ell’Esposizione Nazionale di Belle Arti del 1893 Colombo fa la propaganda del suo progetto.

Queste opere di ricostruzione storica e di genere vengono trattate con una pittura vivace, brillante, ma allo stesso tempo molto legata ai dettagli di matrice fiamminga.

Le stoffe ricche e pregiate del Settecento e del Cinquecento sono rese con una tale minuzia da risultare quasi reali e tangibili.  Naturalmente sia le tematiche che la briosità della pennellata e della tavolozza provocano un sicuro fascino sul pubblico aristocratico.

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