Jotti Carlo

Carlo Jotti. Cornigliano, 1865. Tecnica: Olio su tela
Cornigliano, 1865. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Carlo Jotti (Milano, 1826 – 1905) si forma presso l’Accademia di Brera, seguendo i corsi di Luigi Sabatelli (1772-1850) e di Giuseppe Bisi (1787-1869). Nella prima fase della sua carriera pittorica, Jotti, influenzato soprattutto dal maestro Sabatelli, si indirizza verso la pittura di storia di stampo accademico.

Ben presto, però, prevale l’influsso paesaggistico di Bisi, che lo accompagna verso una visione verista della natura, in un’interpretazione essenzialmente basata sull’osservazione della realtà.

A questo punto, Carlo Jotti si può inserire all’interno del folto gruppo dei paesaggisti lombardi. Caratterizzato da una forte attenzione verso lo studio della luce e del colore, il pittore interpreta con calore ed estrema sensibilità la terra lombarda.

Il successo di mercato e di critica

Non si possono ignorare gli elementi romantici alla Massimo D’Azeglio (1798-1866), soprattutto nei primi dipinti esposti tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Poi, questa sensibilità si trasforma in una visione della realtà oggettiva e rigorosa, in tutte le sue sfaccettature cromatiche e luministiche.

Carlo Jotti esordisce alla Promotrice torinese del 1851, esponendovi poi fino al 1884. Non manca di partecipare alle promotrici di Genova e alle mostre milanesi e fiorentine. La sua fama di paesaggista attento e scaltro raggiunge facilmente anche il resto dell’Europa, poiché le sue nitide vedute interessano il mercato tanto quanto la critica.

I soggetti prediletti di Carlo Jotti sono tratti dalla campagna lombarda, ma anche dal Lago di Come e dal Lago Maggiore. Essendo poi un assiduo frequentatore di Genova per le esposizioni, diversi sono i paesaggi dedicati alla riviera ligure. Compaiono saltuariamente alle mostre anche vedute molisane e campane.

Dipinge e partecipa alle esposizioni fino agli anni Novanta dell’Ottocento, muore a Milano nel 1905. Numerose sue opere sono conservate presso la Pinacoteca di Brera e la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Carlo Jotti: il vedutismo lombardo nel solco del vero

Il pittore milanese esordisce alla Promotrice di Torino del 1851 con il dipinto dal vero Strada che mette alla cava della Torba (Brianza). Due anni dopo presenta ben sei vedute: Valle Senagra con fiume che la traversa, Veduta del fiume Senagra, Veduta del Paese di Pusiana, Senagra preso a Porlezza, Ponte del Burgatto vicino a Laveno sul Lago di Como e Lago di Pusiana.

Partecipa all’Esposizione di Firenze del 1861 con Veduta delle Fornaci di calce sul Lago di Lecco e Ruine della Contrada maggiore in Gaeta. I titoli di queste vedute denunciano la fedele adesione al vero osservato nei minimi dettagli e descritto con passione e sincerità. Inoltre, dimostrano quanto Carlo Jotti fosse un pittore e viaggiatore instancabile, non solo nella sua Lombardia, ma anche in Francia e nel sud Italia.

Nel 1863 presenta a Genova Ponte sul Volturno vicino Venafro, Mercato di Vilincino, Studio dal vero sul Lago di Lecco, Veduta di Bellagio, mentre quattro anni dopo vi espone Valle di Lugano e Canobbio – Lago Maggiore.

Sempre più libero e sciolto diviene il tratto di Carlo Jotti a partire dagli anni Settanta, quando all’Esposizione di Milano del 1872 presenta Estate, effetto di temporale, Ceduta di Pescarenico, Umo stagno con pescatore e Autunno, vendemmia.

Il susseguirsi delle stagioni con le sue luci particolari ed uniche, ma anche la vita quotidiana e ciclica della campagna vengono interpretate da Carlo Jotti con verità e poesia ad un tempo. Partecipa all’Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 con Una contrada del paese di Blevio sul Lago Maggiore, con Ballo delle marionette e Riviera del lago di Lecco.

Importantissime pur se tarde sono le opere esposte alla mostra milanese del 1881: Acquedotti, Tempio di Minerva- campagna romana, Monte Rosa, Acquedotti di Piazza Vittorio Emanuele e Madonna del Monte – Varese. Partecipa alla sua ultima esposizione di Torino nel 1884, presentando Isola Bella sul Lago Maggiore, Campagna a Porta Furba e Antica casa a Salsomaggiore.

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