LUCIO LANDSMANN VENNA

Lucio Landsmann Venna. Arlecchino (dettaglio). Tecnica: Olio su tela
Arlecchino (dettaglio). Tecnica: Olio su tela

Biografia

Lucio Landsmann Venna (Venezia, 1897 – Firenze, 1974), appena quindicenne, nel 1912 si trasferisce con la famiglia da Venezia a Firenze. Dopo il primo anno di frequentazione dell’Accademia di Belle Arti, inizia a lavorare nello studio di Emilio Notte (1891-1982), pittore già indirizzato verso la sperimentazione futurista.

Di conseguenza, ancora giovane, Lucio Landsmann Venna si avvicina all’ambiente futurista fiorentino che gravita attorno alla rivista “Lacerba”, senza però mai aderire nel profondo agli stilemi del Futurismo più puro.

Fondamento lineare geometrico

La tendenza ad un Futurismo per così dire “moderato” si nota soprattutto dalla pubblicazione del Manifesto Fondamento lineare geometrico, firmato insieme al suo maestro Emilio Notte e pubblicato nel 1917 su “L’Italia Futurista”.

In esso, più che avallare a pieno le specificità del dinamismo e della scomposizione della luce e del movimento, Notte e Venna sembrano affermare l’importanza del valore plastico dell’oggetto attraverso l’uso di un linearismo geometrico e sintetico.

Fondamentale, in questa formulazione, è sia l’apporto di Ardengo Soffici (1879-1964), sia la base della concezione spaziale e cromatica di Cézanne, importantissimo riferimento sia per Notte che per Lucio Landsmann Venna.

Il primo dopoguerra e la grafica

Durante gli anni della Prima guerra mondiale, l’artista viene mandato a Roma, dove ha modo di conoscere Fortunato Depero (1892-1960), figura che sarà fondamentale per la sua introduzione all’ambiente del Secondo Futurismo.

Nel 1919 prende parte alla Grande Esposizione Futurista di Milano a Palazzo Cova, che segna pressoché l’apice della sua attività pittorica, dato che proprio attorno al 1919-1920, comincia ad occuparsi quasi esclusivamente di grafica.

Inizia con la creazione della copertina di Inchiesta sulla vita italiana di Emilio Settimelli, in cui si legge subito una spiccata propensione verso il decorativismo che presenta sempre un forte riferimento alle linee dinamiche e vitali di matrice futurista.

Non è un caso, quindi, che Lucio Landsmann Venna si avvicini sensibilmente all’approccio scenografico e decorativo che Depero introduce non solo nella pittura ma anche nella grafica e in tutte le arti applicate. Approccio che viene raccolto e letto a pieno dal pittore veneziano, che nel 1922 apre un suo studio a Firenze, in cui avvia una vasta produzione di manifesti pubblicitari, illustrazioni, opere di grafica.

Da questo momento in poi, abbandona gradualmente la pittura per inoltrarsi in un percorso che lo accompagnerà fino agli anni Sessanta. A partire dal 1937, inoltre, segue l’impaginazione e l’aspetto tecnico della rivista “Scena illustrata”.

Nel secondo dopoguerra, insegna disegno presso l’Istituto d’Arte di Firenze, continuando comunque a seguire l’attività del suo studio, ormai centrale nel campo della pubblicità. Una sua grande personale si tiene nel 1965 alla Galleria Santa Croce di Firenze. Muore nella stessa città nel 1974, a settantasette anni.

Lucio Landsmann Venna: la pittura e la grafica di matrice futurista

Le opere pittoriche di Lucio Landsmann Venna ascrivibili a pieno al contesto futurista sono sicuramente da inserire nella teorizzazione del Manifesto Fondamento lineare geometrico scritto e firmato insieme ad Emilio Notte.

Nel non eccessivo numero di tele realizzate dall’artista prima del suo definitivo approdo alla grafica pubblicitaria, ve ne sono alcune che testimoniano a piano la sua adesione ad un Futurismo che deve molto alla costruzione dello spazio cubista.

L’intersezione di piani nelle nature morte, ma anche l’utilizzo di caratteri e lettere, uniti alla vitalità della linea e della luce del tutto futuriste fanno di Lucio Landsmann Venna un vero sperimentatore. Dinamismo e stati d’animo si riscontrano in alcune opere come Espansione di volumi del 1917, Birra Peroni del 1918, Scomposizione di bottiglia del 1920 e Il bicchiere del 1925.

Ma del resto, anche nell’attività grafica si riscontrano gli stessi elementi, come testimoniano le quarantaquattro opere presentate alla Mostra Interprovinciale d’Arte Toscana dedicata ai Cartellonisti e alla Grafica pubblicitaria.

Tra di esse vi sono le pubblicità e i manifesti della Festa del Libro, dei Grandi magazzini Casalinghi, di Coturno Ferragamo, di diverse gare automobilistiche come la Coppa Montenero, la Coppa Baiocchi, del Circuito di Sassari e di quello di Messina.

Sono poi esposte le locandine di numerose edizioni del Carnevale di Viareggio, le pubblicità delle matite Fila, dell’Invicta e delle Gocce Arnaldi.

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