Lucchesi Giorgio

Giorgio Lucchesi. Natura morta con Meloni, Uva e Pesche. Tecnica: Olio su tela
Natura morta con Meloni, Uva e Pesche. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Giorgio Lucchesi (Lucca, 1855 – 1941) studia presso l’Accademia di Belle Arti di Lucca, dove ha come insegnante Luigi Norfini (1825-1909). Inizialmente, il pittore, attivo prevalentemente a Lucca per tutta la sua vita, si dedica alla pittura di paesaggio. In questa fase non può far altro che risentire del verismo, ancora però intessuto di sensazioni romantiche.

Il paesaggio viene accompagnato, sempre nella sua prima produzione, da ritratti e scene della quotidianità. Ben presto, però, questi generi vengono abbandonati da Giorgio Lucchesi in favore della natura morta, che lo rende famoso in tutta la Toscana e che sarà la sua cifra caratteristica per tutti il resto della sua carriera.

Un immediato successo attraverso la natura morta

Con questo genere, Giorgio Lucchesi raggiunge un immediato quanto giustificato successo, proprio per il grande effetto che riesce a realizzare all’interno delle sue composizioni, soprattutto di frutta e verdura.

Dietro il lavoro del pittore si nasconde un grande studio della natura morta del Seicento, da cui Lucchesi ricava in maniera sapiente ed equilibrata l’utilizzo della luce.

Come un maestro antico, è attentissimo alla resa dei riflessi sul vetro delle bottiglie, ma anche al valore prospettico della natura morta, spesso adagiata su grandi banconi di marmo, o di legno finemente intagliati sui bordi.

L’accurata attenzione ai dettagli cromatici e realistici, Giorgio Lucchesi ha dato vita a nature morte di grandissimo effetto che lo hanno portato a partecipare alle più importanti mostre italiane dal 1883 al primo decennio del Novecento.

Non è da dimenticare che il Re Umberto I è tra i suoi più calorosi ammiratori, tanto che sarà molto felice di mettergli a disposizione la Tenuta di San Rossore, per farlo dedicare tranquillamente alle sue nature morte di cacciagione.

Nel 1897 e nel 1899 partecipa anche alla Biennale di Venezia e nel 1906 alla Mostra Nazionale di Milano per il traforo del Sempione. Ottiene importanti committenze soprattutto dai collezionisti di area lucchese, dove ancora oggi viene ampiamente apprezzato.

Ma arriva ad esporre anche a Parigi e a Monaco di Baviera. Muore a Lucca nel 1941. Sue opere sono conservate presso La Galleria Nazionale di Roma e quella d’Arte Moderna di Firenze.

Giorgio Lucchesi: le nature morte

Dopo un primo approccio con la pittura di paesaggio e con la pittura di genere, Giorgio Lucchesi si identifica quasi esclusivamente con la pittura di genere. È interessato alla resa del chiaroscuro, dei giochi prospettici e volumetrici di ogni singolo frutto realizzato attraverso una resa accuratissima.

Espone per la prima volta alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Roma del 1883 Grappoli d’uva e I giorni di Pasqua le due nature morte che lo rendono noto agli occhi della critica. L’anno successivo, alla Promotrice torinese presenta invece La Pasqua del povero, Dopo la vendemmia e Charitas.

Nel 1887 partecipa all’Esposizione Nazionale Artistica di Venezia con le nature morte Grappoli d’uva, Semprevivi e ancora due dipinti di genere, La novella della nonna e Sosta. Una resa tonale e disegnativa scrupolosa caratterizza tutte le tele di Giorgio Lucchesi, che nel 1892 espone a Palermo Fiori e frutta. Mentre alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze compare eccezionalmente un Paese.

Con Tralci d’uva partecipa alla sua prima Biennale di Venezia del 1897 e con Al Calvario a quella del 1899. L’ultima esposizione in cui è nota la presenza del pittore lucchese è quella di Milano del 1906 per il Traforo del Sempione, in cui invia Fiori secchi e Uva.

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