Maldarelli Federico

Federico Maldarelli. Bagno Pompeiano (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela
Bagno Pompeiano (dettaglio). Tecnica: Olio su Tela

Biografia

Federico Maldarelli (Napoli, 1826-1893) si forma inizialmente sotto l’ala del padre Gennaro (1795-1858), pittore devozionale conosciutissimo in ambito partenopeo. Dal 1839, invece, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove segue le lezioni di Costanzo Angelini.

Dedica tutti i suoi primi anni alla pittura di genere sacro, proprio come aveva imparato al seguito del padre. In un secondo momento, unirà questo indirizzo purista ad un linguaggio più sciolto, indissolubilmente legato all’influenza del verismo di Domenico Morelli (1826-1901).

Negli anni Cinquanta si trasferisce a Roma, dove porta a compimento gli studi come allievo del Real Pensionato (1851-1855). Nel 1858 muore suo padre, quindi lo sostituisce da “professore con soldo” nella scuola elementare del disegno presso l’Istituto di Belle Arti.

Dieci anni dopo, data le sue comprovate capacità didattiche, ottiene il posto di professore aggiunto presso la cattedra di figura, tenuta da Giuseppe Mancinelli (1813-1875).

Per tutta la vita Fedrico Maldarelli non smetterà mai di dedicarsi al genere religioso e devozionale, ma la grande svolta commerciale giunge con un altro tipo di pittura. Si afferma infatti come uno dei più grandi interpreti del genere pompeiano, al seguito di Domenico Morelli.

Dopo l’Unità d’Italia, ormai riconosciuto come affermato pittore della scuola napoletana e apprezzato professore, riceve la carica di funzionario del Museo di Capodimonte. Muore a Napoli nel 1893.

Il genere religioso

Il suo esordio avviene alla fine del Pensionato a Roma. Presenta una serie di opere alla Mostra Borbonica del 1855, come San Glicerio che battezza il carcariere. L’opera, acquistata dai Borboni, è conservata oggi presso il Museo di Capodimonte.

Nell’allestimento della mostra viene collocata accanto a Gli Iconoclasti di Morelli, accostamento che suscita inevitabilmente nella critica il confronto tra i due. Poi Fedrico Maldarelli presenta La Comunione di Santa Vittoria e Il pittore e sua moglie nello studio.

Continua a praticare il genere religioso per gran parte della sua carriera: nel 1859, espone a Napoli L’assunzione della Vergine. Rientrano in questo genere anche diverse committenze reali, come quella di Cristo nell’orto del Getsemani e del Riposo dalla fuga in Egitto, per la cappella del Palazzo Reale di Napoli.

Per la chiesa dei Santi Severino e Sossio realizza invece una Visitazione di Santa Elisabetta, per il Santuario di Pompei una Vergine col bambino e Santi.

Il genere pompeiano

Soprattutto dagli anni Sessanta in poi, il pittore si addentra nel genere detto neo-pompeiano. Questo cambiamento di rotta, sicuramente nato sulla scia di Morelli, gli procura un notevole e inaspettato successo di mercato.

Le sue opere piacciono molto soprattutto a collezionisti inglesi e americani, perché rientrano in un genere apprezzatissimo nell’ambito del gusto mondano.
Nel 1888, in un articolo su “La Tribuna”, Gabriele D’Annunzio stilerà una lista ironica, ma alquanto veritiera, dei generi diffusi dal gusto del mercante Goupil. Ebbene, uno di questi generi è proprio quello pompeiano, di cui Federico Maldarelli è uno dei primi rappresentati.

Ricostruzioni filologiche e minuziose

Le sue raffigurazioni filologicamente esatte e minuziose nella ricostruzione storica, architettonica e decorativa pompeiana, influenzeranno una vasta schiera di epigoni. I primi dipinti in cui Federico Maldarelli sperimenta questo genere sono Poppea, esposto alla Promotrice napoletana del 1862 e Toletta di una donna pompeiana, esposto a Torino nel 1863.

Queste sono le prove che garantiscono un immediato successo di pubblico e che lo spingono a continuare su questa rotta. Alla Mostra di Parma del 1870, espone Donne romane che offrono le proprie gioie al pubblico erario e La stanza da letto di una donna pompeiana.

Nel 1877, all’Esposizione Nazionale di Napoli presenta il dipinto che decreta definitivamente il suo successo, Episodio dell’ultimo giorno di Pompei. Allo stesso filone appartengono diverse versioni di Bagno pompeiano, La fioraia e Suonatrice pompeiana.

Come già detto, la pittura dell’artista risulta precisa, esatta e quasi traslucida nella sua levigatezza, ma da molti è stata giudicata priva di calore e vivacità. Ciononostante, Federico Maldarelli ottiene un rapido successo, proprio grazie alla fortuna di cui gode il genere pompeiano in questi anni.

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