Philippe Maliavine

Philippe Maliavine. Pensierosa. Tecnica: Olio su tela
Pensierosa. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Philippe Maliavine (Kazanka, 1869 – Nizza, 1940), nato da una famiglia di contadini nel villaggio di Kazanka, in Russia, dimostra sin da piccolo eccellenti doti disegnative. Intorno ai quattordici anni, decide di partire per la Grecia, per formarsi come pittore di icone presso i monasteri del Monte Athos.

Riesce, con molti sacrifici e con il supporto economico di alcuni amici, ad organizzare il viaggio e a iniziare la sua formazione nel Monastero di San Pantaleone, nell’attuale Macedonia. Qui, prende avvio la sua formazione artistica: diventa un abile pittore di icone, ma inizia anche a realizzare i primi paesaggi, scene del monastero e ritratti dei monaci.

Dal monastero all’Accademia Imperiale

Data la bravura del giovanissimo Philippe Maliavine, i monaci gli affidano la decorazione ad icone di alcune chiese del complesso monastico. Il caso vuole che questi affreschi vengano notati, nel 1891, dallo scultore russo Vladimir Beklemishev (1861-1920), che sprona il talentuoso ragazzo a rientrare in Russia per frequentare l’Accademia Imperiale di Belle Arti.

Entrato in Accademia, diviene allievo del pittore Pavel Chistyakov (1832-1919), ma in seguito, dopo la riforma accademica, la tappa fondamentale della sua formazione avviene nello studio del grande Ilya Repin (1844-1930).

Grazie al maestro, Philippe Maliavine si fa interprete di una pittura viva ed energica, che sicuramente pone le sue basi nell’osservazione del vero e delle manifestazioni popolari e tradizionali dei piccoli centri russi, che vivono di allevamento ed agricoltura.

Grazie ad un cromatismo acceso, vibrante e di ampio respiro, il pittore riesce ad interpretare al meglio la cultura russa in tutte le sue sfaccettature, da quelle più intime e domestiche a quelle più esplicitamente folkloriche.

Allo stesso tempo, diviene un abilissimo ritrattista della società urbana dell’epoca, pittore alla moda stimato e molto richiesto a San Pietroburgo. Famosi sono anche i ritratti dei suoi familiari, in particolare quelli di sua sorella e sua madre, in cui riflette l’essenza della donna tradizionale russa in diverse età della vita.

Il successo internazionale

Nel 1900, Philippe Maliavine espone all’interno del Padiglione russo all’Universale di Parigi, dove vince il Grand Prix. Questo primo, grande successo gli permette di essere conosciuto a livello europeo e di partecipare, l’anno successivo, alla Biennale di Venezia.

In questa occasione, il pittore esibisce una pittura dai toni sgargianti, evidentemente espressionisti, e dalla pennellata molto veloce ed ampia. Ciò crea sconcerto nella critica del suo paese, perché queste caratteristiche vengono abbinate ad una tematica popolare e contadina.

Al contrario, tra le più aggiornate riviste europee, il dipinto viene lodato ed apprezzato, in particolare da Vittorio Pica che suggerisce alla Galleria d’arte Moderna Ca’ Pesaro di acquistare il quadro.

Tra l’Italia e la Francia

Dopo questo primo ed importante successo, il pittore russo espone ai Salon parigini, alla Secessione di Berlino e poi di nuovo a diverse edizioni della Biennale di Venezia. In patria, la sua arte non viene completamente accettata, fino al 1917, quando, con la Rivoluzione d’ottobre, si trasferisce a Rjazan e lavora come insegnante all’interno dell’opera di propaganda del governo comunista.

In seguito, viene invitato al Cremlino come ritrattista ufficiale dei protagonisti della Rivoluzione. Dopo la prima guerra mondiale, nel 1922, si trasferisce in Italia con la sua famiglia e partecipa con regolarità a numerose esposizioni, tra Milano, Venezia, Roma e Parigi.

Nella metà degli anni Venti, Philippe Maliavine si trasferisce definitivamente a Nizza. Nel 1929 è protagonista di una grande personale presso la Galleria Bardi di Milano. Continua a dipingere con lo stesso vigore espressivo per tutti gli anni Trenta.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, viene accusato dai tedeschi di spionaggio e viene arrestato a Bruxelles. Rilasciato poco dopo, torna a Nizza, dove muore nel 1940, a settantuno anni.

Philippe Maliavine: una pittura espressiva, vigorosa ed accesa

Tra le primissime opere di Philippe Maliavine ci sono i ritratti dei membri della sua famiglia, intrisi di un realismo schietto e melanconico. Piano piano, la pennellata si fa sempre più veloce e meno definita, fino a sfociare in una pittura del tutto personale, fatta di accenti cromatici e suggestioni immaginifiche.

Il pittore russo parte sempre dal vero, così come si nota dai soggetti tratti dalla campagna russa, in cui è cresciuto. Un esempio di questa prima espressione si può riscontrare nel ritratto della madre, intitolato Vecchia e realizzato nel 1895.

Sicuramente la pittura di Philippe Maliavine qui risulta ancora acerba, ma già la pennellata si avvia verso quella libertà espressiva che caratterizzerà tutta la sua produzione. Il successo giunge all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, in cui espone la sua opera più importante, Il riso.

Rappresenta alcune contadine russe che ridono allegramente, avvolte in caratteristiche vesti rosso acceso, in un turbine festoso di vento e natura, tutto reso con una pennellata istintiva e rapida, a larghe falde.

Viene poi riproposto alla Biennale di Venezia del 1901, insieme a Contadino russo e Contadina russa. Molto simile a Il riso è il dipinto Turbine, presentato in Russia nel 1906, che ancora insiste sul suo tema prediletto, quello delle contadine in un vortice di vento e gioia e presenta notevoli assonanze con le secessioni europee. Nel 1907 è di nuovo a Venezia con Bacio e Contadine.

Ritorna ad esporre in Italia, quando vi si trasferisce dopo la Rivoluzione russa e la Prima guerra mondiale. Presso l’Esposizione internazionale dell’acquerello alla Permanente di Milano, presenta Composizione, DonneContadineStudioDanzatrice, mentre è alla Biennale del 1926 con La farandola e a quella del 1928 con La perla.

L’anno successivo tiene la personale presso la Galleria Bardi di Milano, con numerose opere che sintetizzano il suo vigoroso e veloce tratto fatto di un cromatismo accesso e raggiante. Ne sono esempio Alla festa, Contadino, Giovane, Ragazza, Pensierosa ed una serie di disegni dalla linea espressiva vigorosa.

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