Gustavo Mancinelli

Gustavo Mancinelli. In Chiesa. Tecnica: Olio su tela
In Chiesa. Tecnica: Olio su tela

Biografia

Gustavo Mancinelli (Roma, 1842 – Napoli, 1906) è figlio del pittore Giuseppe e nato a Roma, durante il pensionato artistico del padre. Ben presto avviato alla pittura proprio da Giuseppe, esordisce con una serie di disegni e ritratti spediti e veloci alle Mostre Borboniche degli anni Cinquanta.

Inizialmente, segue il padre nella trattazione della pittura di storia, poi si avvicina al paesaggio, accostandosi ai modi di Federico Maldarelli (1826-1893). Prende parte alle Promotrici napoletane dal 1863 al 1890, per poi partecipare anche all’Esposizione Nazionale di Roma del 1883 e a quella di Palermo del 1892.

L’attività di ritrattista e di decoratore

Il vero e proprio successo di Gustavo Mancinelli si deve necessariamente collegare alla sua attività di ritrattista. Richiesto, grazie al suo cromatismo sincero e veloce, da personalità dell’alta società e da sovrani, raggiunge rapidamente la grande approvazione da parte della critica e del mercato.

Prima di avventurarsi in questa attività molto remunerativa, Gustavo Mancinelli pratica per un certo periodo anche il genere orientalista, di moda all’epoca. Non sono poi da dimenticare le numerose decorazioni monumentali che il pittore conduce con scioltezza e maestria, come quelle del Teatro Politeama di Palermo, del Teatro Comunale di Siracusa e del Palazzo della Borsa di Napoli.

Continua a dipingere assiduamente fino agli anni Novanta, sempre ottenendo un grandioso successo nel campo del ritratto. Muore a Napoli, nel 1906.

Gustavo Mancinelli: dipinti di storia, di genere, ritratti e decorazioni

Sulla scia del padre, Gustavo Mancinelli si avventura nel mondo della pittura, praticando inizialmente il genere storico. Nel 1855 esordisce alla Mostra Borbonica di Napoli con un disegno della Testa di Ajace. Il dipinto che lo rende noto alla critica è però La comunione nella Catacombe, presentato alla Mostra Borbonica del 1859, insieme ad un disegno del Gruppo del Laocoonte.

Con il Giuramento di Annibale, esposto alla Promotrice napoletana del 1863, vince il Pensionato nazionale. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Gustavo Mancinelli non manca di esplorare il fascino del genere orientalista, unendolo alla pittura di storia. Sardanapalo che fila in mezzo alle sue donne compare alla Promotrice del 1867, mentre Corradino e Federico prima di essere condotti al patibolo a quella del 1869.

Con alcuni dipinti di genere e di ispirazione pompeiana ottiene un grande successo nelle esposizioni dei primi anni Settanta. Nel 1871, presenta Una pompeiana, studio dal vero, nel 1874 espone a Genova un Costume sorrentino e nel 1876 Dopo il ballo e Il concerto. Marocchina e Ritratti compaiono alla Mostra di Torino nel 1880, che segna il momento di svolta della sua carriera.

Da questo momento in poi, infatti, Gustavo Mancinelli comincia ad occuparsi soprattutto di ritratti e decorazioni monumentali, senza tralasciare però composizioni di genere e di paesaggio che espone alle Promotrici.

All’Esposizione di Roma del 1883 invia il ritratto di Margherita, Regina d’Italia, mentre a Napoli espone alcuni acquarelli di paesaggio. Una Madonna e Sultano vengono presentati dal pittore alla Promotrice napoletana del 1890. Nel 1892, partecipa all’Esposizione di Palermo, la sua ultima, con Orientale, La morte di Albina, Madonna e Tra i fiori.

Dedica tutti gli ultimi anni ai numerosi ritratti che gli vengono commissionati, come quello del Principe del Montenegro. Decora poi il Teatro di Siracusa con un bellissimo programma che comprende anche il sipario con Dafne in un bosco di ninfe.

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