Giacomo Mantegazza

Giacomo Mantegazza. Giacomo Mantegazza
L’Inventario. Tecnica: Olio su tavola

Biografia

Giacomo Mantegazza (Saronno, 1853 – Cernobbio, 1920) entra sin dalla tenera età nella bottega di Gerolamo Induno (1825-1890), come garzone. Proprio grazie all’aiuto del suo maestro, può sostenere i corsi all’Accademia di Brera. Qui studia al seguito di Giuseppe Bertini (1825-1898).

Anche se all’inizio del Novecento lavorerà come frescante nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli a Saronno, Mantegazza si dedica per tutta la sua carriera alla pittura da cavalletto. Predilige scene di genere dedicate alla contemporaneità o al Settecento, proprio sull’esempio del suo maestro Gerolamo Induno.

Il successo di mercato e le numerose esposizioni

Si dedica poi anche a dipinti di matrice risorgimentale, sempre trattati con eguale maestria e talento naturale. La stesura in punta di pennello e la pittura preziosa e minuziosa nella descrizione di arredi e stoffe lo portano anche a praticare con successo il genere del ritratto. Le sofisticate ed effimere scenette di genere ambientate in raffinati interni portano Giacomo Mantegazza ad avere un ampio successo di mercato.

Esordisce nel 1871 alla Promotrice di Torino, ma esporrà anche a Genova, Napoli, Milano Venezia e Roma, fino agli anni Dieci del Novecento. Dopo essersi dedicato anche all’affresco nel 1904, continua a praticare l’olio e l’acquarello quasi fino alla fine della sua vita. Muore a Cernobbio, sul lago di Como, nel 1920.

Giacomo Mantegazza: la pittura di genere tra contemporaneità e Settecento

Giacomo Mantegazza esordisce alla Promotrice di Torino del 1871 con due Studi dal vero. L’anno seguente, invece si presenta con due dipinti di genere, Il ringraziamento della spigolatrice e Amor fraterno. Quest’ultimo dipinto viene riproposto dal pittore anche all’Esposizione di Milano dello stesso anno, insieme ad Un improvvisatore ambulante e Fumatori novelli.

Pregiudizio per amore o la zingara indovina compare all’Esposizione di Firenze del 1873, seguito poi da Pifferai e Messaggero d’amore inviati a Torino nel 1874. Come si nota dai titoli, le opere di Giacomo Mantegazza afferiscono tutte alla sfera della frivolezza mondana.

Questi dipinti di genere trattati con una tecnica impeccabile ed una tavolozza cromaticamente variegata fanno gola al mercato del tempo. Un Settecento delizioso e accattivante viene presentato da Giacomo Mantegazza, continuatori, in Lombardia, del ruolo di Gerolamo Induno pittore di genere.

Se il maestro aveva infatti spaziato anche nella contemporaneità, dando vita a capolavori quali Triste presentimento, l’allievo si dedica soprattutto alla scena in costume, leggera, squisitamente rococò.

Nel 1877 Giacomo Mantegazza si presenta alla Nazionale di Napoli con Primi passi, uno dei temi più ricorrenti della pittura di genere. All’Esposizione di Torino del 1880, invece, compaiono Una lezione di ballo e La benedizione delle bestie in Lombardia.

L’anno successivo è alla Nazionale di Milano con Bagno, Chi la fa l’aspetti, Bibliofili, Nota stonata e In attesa di un sì. Sposi novelli e La rosa contrastata vengono invece esposti alla Mostra Nazionale di Roma del 1883.

Altra tappa fondamentale per confermare l’ormai avviato successo di Giacomo Mantegazza nel campo della pittura di genere è l’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, in cui presenta Venerdì santo, Dopo il duello e Una novella. Nel 1904 si occupa degli affreschi della Cappella della Deposizione nel Santuario della Beata Vergine a Saronno.

Continua ad esporre alle mostre fino 1912 con dipinti come Una riconciliazione, Fiori per tutti, Una novella di Boccaccio, Artisti nomadi, Un temporale di primavera, Nozze d’oro e Canzone.

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