Mazzucotelli Alessandro

Alessandro Mazzucotelli. Vaso Decorativo. Tecnica: Ferro Battuto
Vaso Decorativo. Tecnica: Ferro Battuto

Biografia

Alessandro Mazzucotelli (Lodi, 1865 – Milano, 1938) nasce da una famiglia agiata di Lodi. Il padre, commerciante in ferro, abitua subito il ragazzo alla conoscenza di questo materiale.

Dopo il fallimento dell’azienda, avvenuto nel 1883, Alessandro Mazzucotelli si trasferisce a Milano ed inizia a lavorare per la bottega Oriani come fabbro, imparando la decorazione e l’ornamento del ferro battuto.

Nella città lombarda, entra in contatto con l’ambiente scapigliato, ed in particolare con lo scultore Enrico Butti (1847-1932) e con l’architetto Camillo Boito (1836-1914). Nel 1891, riesce a rilevare la bottega Oriani, trasformandola nella ditta Mazzucotelli.

La collaborazione con gli architetti Liberty

Ben presto, l’attività dell’artista si adegua alle sempre più diffuse istanze Liberty italiane, specializzandosi nell’ornamento del ferro, cui comincia a dare quella consueta forma flessuosa tipica del movimento Floreale.

A questo punto, immediata è la reazione di alcuni architetti liberty come Giuseppe Sommaruga (1867-1917), che opera prevalentemente a Milano e istaura con Alessandro Mazzucotelli una collaborazione fruttuosa e intensa.

L’artista lodigiano conquista immediatamente anche l’attenzione di altri architetti italiani, come Ernesto Pirovano (1866-1934) e Franco Oliva (1885-1952).

La gran parte delle opere architettoniche di questi progettisti porta la decorazione in ferro battuto di Mazzucotelli, che piano piano diventa il principale maestro in questo tipo di lavorazione.

Acquisendo, anno dopo anno, l’abilità nella realizzazione di decorazioni fitomorfe e zoomorfe, partecipa, nel 1902, all’Esposizione Internazionale d’arte decorativa di Torino.

È nel primo decennio del Novecento che l’artista riceve le commissioni più importanti per l’esecuzione di ringhiere, balconi, mensole, lampade e numerosi oggetti d’arredo sia interni che esterni.

Lo studio alla Bicocca

In occasione dell’Esposizione torinese, ha modo di conoscere dal vivo l’opera dei rappresentanti dell’Arts and Crafts, quindi entra in contatto con la ricerca nel campo delle arti applicate di William Morris (1834-1896) e di Charles Rennie Mackintosh (1868-1928).

Approfondisce la conoscenza dall’Art Nouveau quando compie un viaggio in Inghilterra con alcuni suoi collaboratori, tra il 1903 e il 1904.
Rientrato a Milano, il decorativismo floreale degli inizi si modifica, inserendo elementi leggermente più austeri e rigidi.
È in questo periodo che si occupa della decorazione, nella maggior parte dei casi ancora visibile, di numerosi e importanti palazzi di area piemontese e lombarda.

Nel 1909, Alessandro Mazzucotelli trasferisce il suo studio alla Bicocca, quadrante nord-est di Milano, in cui realizza le sue opere di maggiore successo. Nel frattempo, nel 1907, partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia e presenta i suoi oggetti d’arredo presso la manifestazione anche nel corso degli anni Venti.

Negli ultimi tempi, la sua decorazione acquisisce sempre di più forme e modelli tipici e ripetuti, legati ora allo stile déco, assecondando dunque il nuovo gusto degli anni Venti. Nel 1922, è tra i fondatori dell’Università delle arti decorative di Monza, poi trasformata in ISIA.

Tra l’attività artistica e l’insegnamento, passano tutti gli anni Venti e Trenta, quando Alessandro Mazzucotelli partecipa anche ad importanti mostre internazionali come Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi del 1925, anno in cui viene anche chiamato a decorare il Vittoriale di D’Annunzio. Partecipa alla Triennale di Milano del 1930, 1933 e 1936 e muore nel 1938 a Milano, all’età di settantatré anni.

Alessandro Mazzucotelli: la decorazione Liberty in ferro battuto

Avviato sin da subito alla decorazione del ferro battuto, Alessandro Mazzucotelli impronterà tutta la sua carriera artistica sulla lavorazione di questo materiale. Si lega subito alle istanze liberty, divenendo uno dei maggiori rappresentanti del decorativismo nelle arti applicate, all’inizio del Novecento.

Con la sua ditta, intorno al 1902, inizia a ricevere importanti commissioni: realizza lampade, cancelli e ringhiere per il Palazzo della Borsa di Milano. Ma soprattutto, si occupa degli elementi in ferro battuto della Villa Ottolini di Busto Arsizio tra il 1903 e il 1904.

Risale al 1906 la decorazione della Casa Maffei di Torino, realizzata dopo il viaggio in Inghilterra e l’acquisizione di un linguaggio ancora più personale e ricco di influenze esterne. I balconi ed il cancello presentano una decorazione splendida, elaborata e lineare allo stesso tempo, che unisce forme stilizzate a decorazioni floreali.

Sperimenta, proprio in questo periodo, la decorazione a nastro, che caratterizza gran parte delle sue ringhiere di ferro battuto, come si può notare dal Cancello dei Gladioli, presentato all’Esposizione di Milano del 1906 per il Traforo del Sempione. Nel 1907, Alessandro Mazzucotelli partecipa alla Biennale di Venezia, con un Portafiori in ferro fucinato.

Negli anni Dieci arrivano le committenze dal Centro e dal Sud America: tra le altre cose, insieme a Leonardo Bistolfi (1859-1933) decora i cancelli del Teatro Nazionale di Città del Messico.

Di nuovo nel 1920 prende parte alla Biennale di Venezia con la decorazione zoomorfa Cani bassotti e, presso la mostra Arte Italiana contemporanea di Milano del 1921, espone Aquila, Un fregio, Due torcere da tavola, Due vaschette, Un cancelletto, Due vasi con ornato di ferro.

Al 1925, risale la personale dell’artista presso la Galleria Pesaro di Milano, in cui espone ventuno pezzi, tra cui Cardo decorativo, Due fioriere a panchetta, Tre candelieri, Servizio da fuoco – pala e molla con supporto, Lampadario a catena e Vasi decorativi.

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